Cantieri sulla ferrovia per Tarvisio, da Udine parte il confronto per limitare gli stop

Regione e Rfi studiano una programmazione diversa fino al 2028 sulla tratta verso il confine: l’obiettivo è ridurre l’impatto su viaggiatori e merci.

29 maggio 2026 06:13
Cantieri sulla ferrovia per Tarvisio, da Udine parte il confronto per limitare gli stop -
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Per chi si muove da Udine verso il Tarvisiano, i prossimi anni potrebbero portare interruzioni meno pesanti del previsto. È questa la linea emersa dal confronto avviato tra Regione Friuli Venezia Giulia e Rete Ferroviaria Italiana sulla gestione dei cantieri destinati a interessare la direttrice ferroviaria verso il Nord.

Il tema è stato affrontato a Roma in un incontro tra l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante e l’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi. Dalla riunione, secondo quanto riferito dalla stessa Amirante, è arrivata l’apertura a una revisione del calendario delle chiusure programmate nel periodo che comprende il 2026, il 2027 e il 2028.

Una tratta decisiva anche per Udine

La linea Udine-Tarvisio non riguarda soltanto i collegamenti dei pendolari o di chi viaggia verso l’area montana e il confine. Per il territorio udinese rappresenta anche un asse strategico dentro una rete più ampia, che coinvolge il trasporto delle merci e la tenuta dell’intero sistema regionale.

Proprio per questo la discussione non si concentra solo sull’esecuzione delle opere, ma sul modo in cui distribuirle nel tempo. L’idea allo studio è evitare stop troppo lunghi, preferendo interruzioni più contenute e quindi più facili da assorbire per il servizio ferroviario e per gli operatori economici.

Gallerie e interventi strutturali al centro del piano

Nel dossier rientrano lavori considerati indispensabili sulla tratta, in particolare per la manutenzione delle gallerie e per l’adeguamento complessivo dell’infrastruttura. Si tratta di interventi ritenuti necessari, ma capaci di incidere in modo significativo sia sulla circolazione dei treni passeggeri sia, soprattutto, su quella dei convogli merci.

La questione ha un riflesso diretto anche fuori dal solo ambito ferroviario. Attorno a questa direttrice si muovono infatti interessi che toccano gli interporti, i consorzi di sviluppo e più in generale la filiera produttiva del Friuli Venezia Giulia, che dipende dalla continuità dei collegamenti su rotaia.

Il peso della logistica regionale

Nella valutazione della Regione entra anche la necessità di non indebolire la piattaforma logistica del Friuli Venezia Giulia. Le ricadute dei cantieri, infatti, non si fermano all’area attraversata dalla linea ma si estendono al sistema dei traffici che fanno capo anche al porto di Trieste.

Per questo l’obiettivo indicato è trovare un equilibrio tra esigenze tecniche e sostenibilità operativa. In altre parole, portare avanti i lavori senza creare un danno eccessivo alla mobilità delle persone e al flusso delle merci che attraversa la regione.

Il coordinamento con l’Austria

Nel confronto è emerso anche un altro nodo, particolarmente rilevante per una linea internazionale come quella che da Udine sale verso Tarvisio. La programmazione dei cantieri dovrà infatti essere valutata insieme alle altre interruzioni previste oltreconfine, a partire dalla chiusura della linea dei Tauri in Austria annunciata per il prossimo anno.

Il punto, per la Regione, è evitare la sovrapposizione di stop che potrebbero aggravare la situazione lungo i corridoi ferroviari europei. Da qui la richiesta di una pianificazione con uno sguardo più ampio, capace di tenere insieme le esigenze locali e gli equilibri del traffico internazionale.

Per il territorio udinese la partita resta quindi particolarmente delicata: da un lato la necessità di ammodernare una tratta importante, dall’altro il bisogno di garantire collegamenti il più possibile regolari. Il confronto con Rfi proseguirà su questo doppio binario, con l’obiettivo di arrivare a una scansione dei lavori più compatibile con la vita economica e con gli spostamenti lungo la direttrice verso Tarvisio.

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