Monte Croce Carnico, si prepara il dopo-emergenza: Regione e Anas puntano a un intervento stabile
Vertice a Roma sulle arterie strategiche del Friuli Venezia Giulia: per il valico della Carnia si lavora a un percorso condiviso anche con l’Austria.
Per l’Alto Friuli il tema non è solo la riapertura del collegamento, ma la sua tenuta nel tempo. È da questo passaggio che parte il confronto avviato a Roma tra Regione e Anas, con il Passo Monte Croce Carnico indicato come uno dei dossier più delicati per la viabilità verso il confine austriaco.
Al tavolo hanno preso parte l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, l’amministratore delegato e direttore generale di Anas Claudio Andrea Gemme e il responsabile della Struttura territoriale Veneto e Friuli Venezia Giulia Ettore de la Grennelais. L’obiettivo condiviso è costruire una soluzione strutturale per la Ss52bis Carnica, superando la logica degli interventi legati all’urgenza.
Il nodo del valico carnico
La recente riapertura del passo ha consentito di ripristinare un asse importante per i movimenti tra Carnia e Austria, ma il confronto istituzionale guarda già oltre. Dopo i lavori eseguiti e l’attivazione dei sistemi di controllo e allerta, l’attenzione si concentra ora su una progettazione capace di ridurre in modo definitivo il rischio legato alle frane.
Per il territorio udinese si tratta di un punto centrale: Monte Croce Carnico non è soltanto un passaggio di frontiera, ma un collegamento che incide sui rapporti economici, sui flussi locali e sulla continuità della rete stradale montana. Da qui la scelta di inserirlo tra le priorità infrastrutturali da sviluppare nei prossimi anni.
Il confronto con Vienna nei prossimi passaggi
Dal vertice romano è emersa anche la necessità di aprire una fase successiva con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti austriaco. L’intenzione è arrivare a un’intesa bilaterale che permetta di far avanzare il progetto in modo coordinato su un’infrastruttura che, per sua natura, coinvolge entrambi i versanti del confine.
Il dossier rientra nel quadro delle tratte considerate strategiche per i collegamenti del Friuli Venezia Giulia con gli Stati confinanti, già richiamate nel Contratto di programma Anas 2026-2030. Il lavoro, nelle intenzioni emerse dall’incontro, dovrà quindi tradursi in un percorso condiviso tra amministrazioni e soggetti gestori.
Investimenti e cantieri: cosa riguarda l’area udinese
Durante la riunione si è fatto il punto anche sul pacchetto di investimenti Anas in regione. Tra opere nuove e manutenzioni previste, il valore complessivo indicato è di 284 milioni di euro. Tra gli interventi richiamati figura proprio la variante di Monte Croce Carnico, insieme alla variante alla Ss54 del Friuli a Cividale, altro tema che interessa da vicino il territorio udinese.
Nel quadro più generale, Regione ha ribadito la necessità di coordinare la programmazione dei cantieri con Anas, Fvg Strade e Autostrade Alto Adriatico. Un passaggio ritenuto essenziale perché la rete viaria regionale funziona come un sistema unico e i lavori su un’arteria possono avere effetti diretti anche sulle altre.
Tra i temi affrontati nel vertice c’è stato infine anche l’itinerario della Ss55 dell’Isonzo verso Gorizia, inserito tra gli interventi di studio e progettazione. Ma, per l’area friulana e in particolare per la montagna udinese, il segnale più atteso resta quello sul futuro di Monte Croce Carnico: consolidare in modo stabile un collegamento che per la Carnia continua a essere decisivo.