Carnia, nelle scuole arriva il percorso in italiano e tedesco: coinvolti tre comprensivi dell’Udinese

Dall’autunno partirà la sperimentazione in area montana: interessati i poli di Comeglians, Ampezzo e Paluzza, con estensione graduale fino alle medie.

23 maggio 2026 20:51
Carnia, nelle scuole arriva il percorso in italiano e tedesco: coinvolti tre comprensivi dell’Udinese -
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La Carnia si prepara ad aprire una nuova fase nell’offerta scolastica: dal prossimo settembre prenderà avvio un percorso bilingue in italiano e tedesco in tre istituti comprensivi del territorio udinese, con un progetto che punta a rafforzare la presenza della lingua germanofona nelle scuole dell’area montana.

Il programma riguarderà Paluzza, Sappada e Sauris/Zahre e coinvolgerà gli istituti “Michele Gortani” di Comeglians, “Val Tagliamento” di Ampezzo e “Jacopo Linussio-Angelo Matiz” di Paluzza. A rendere possibile la partenza è stato il parere positivo del Consiglio superiore della pubblica istruzione, atto che conclude la fase preliminare del percorso.

Per il territorio si tratta di un passaggio significativo, perché introduce una sperimentazione scolastica che tocca direttamente comunità in cui il tema della tutela linguistica è particolarmente sentito. L’avvio è stato confermato dall’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen, che ha indicato una durata di otto anni per il progetto.

Come sarà organizzata la sperimentazione

Il percorso non interesserà subito tutti i gradi scolastici insieme. La partenza è prevista nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie, per poi allargarsi in modo progressivo anche alla secondaria di primo grado.

La scelta punta a costruire un modello graduale e continuativo, così da accompagnare bambini e famiglie in un percorso stabile nel tempo. L’obiettivo è inserire il tedesco come parte viva dell’esperienza scolastica, non come semplice materia aggiuntiva.

Secondo quanto riferito dalla Regione, l’iniziativa rappresenta un risultato inedito in Friuli Venezia Giulia sul fronte del riconoscimento e della valorizzazione della minoranza germanofona. Un passaggio che viene letto anche come risposta alle sollecitazioni arrivate dalle comunità locali e come applicazione concreta delle tutele previste per le lingue minoritarie.

Il nodo degli insegnanti e il lavoro con le università

Uno degli aspetti centrali riguarda la disponibilità di personale formato. Nel via libera espresso dal Cspi è stata evidenziata anche la necessità di arrivare, nel tempo, a un organico dedicato all’insegnamento del tedesco.

Per questo la Regione ha già aperto un confronto con le Università di Udine e Trieste. Il lavoro avviato punta a preparare futuri insegnanti con competenze specifiche, soprattutto per l’infanzia e la primaria, così da dare continuità alla sperimentazione e consolidarla negli anni successivi.

Collaborazioni esterne per partire già da settembre

Per consentire l’avvio fin dal prossimo anno scolastico, sono state attivate anche collaborazioni fuori regione e oltreconfine. In particolare, il progetto potrà contare sul supporto della Sovrintendenza tedesca di Bolzano e della Bildungsdirektion della Stiria, in Austria.

Queste sinergie serviranno a mettere a disposizione esperti madrelingua, tra neolaureati e laureandi, che lavoreranno accanto ai docenti delle classi coinvolte. Il loro contributo sarà orientato a sostenere l’uso del tedesco nelle attività didattiche e nelle discipline affrontate durante l’anno.

Tra i prossimi passaggi è previsto inoltre un confronto con la Pädagogische Hochschule di Klagenfurt, realtà che ha manifestato interesse verso l’iniziativa. Per le scuole della Carnia si apre così un percorso che unisce identità locale, formazione e relazioni con altri territori dell’area alpina.

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