Da Colloredo parte il laboratorio Ue sull’energia condivisa tra Udinese e Goriška

Il progetto selezionato da Bruxelles coinvolge la Comunità Collinare del Friuli e partner sloveni: dodici mesi per costruire un modello transfrontaliero.

12 luglio 2026 19:44
Da Colloredo parte il laboratorio Ue sull’energia condivisa tra Udinese e Goriška -
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Il territorio collinare udinese entra in una delle sperimentazioni europee più osservate sul fronte dell’energia condivisa. A Colloredo di Monte Albano ha preso avvio il percorso che dovrà mettere a punto un modello di cooperazione tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, con l’obiettivo di arrivare a una comunità energetica oltreconfine.

L’iniziativa è stata inserita tra i sette progetti pilota scelti dalla Direzione generale per la Politica regionale e urbana della Commissione europea. Il nome del programma è “Cross-Border Energy Community Friuli-Goriška: A Transnational Model for Sustainable Cooperation” e il lavoro operativo è stato aperto il 7 luglio nella sede della Comunità Collinare del Friuli.

Per l’area udinese si tratta di un passaggio significativo: il progetto prova infatti a tradurre in pratica una collaborazione energetica tra territori confinanti che oggi incontra ancora limiti tecnici e normativi. Il traguardo indicato dai partner è la definizione di una Quasi Comunità Energetica Transfrontaliera, la Q-CBEC.

Chi guida il progetto tra Friuli e Slovenia

La regia è affidata alla Comunità Collinare del Friuli e alla Fondazione RECOCER, capofila del partenariato. Con loro lavorano anche GOLEA – Goriška Local Energy Agency e il Center Zelenih Tehnologij, in un asse che unisce amministrazioni e soggetti specializzati dei due versanti del confine.

Il progetto si inserisce nel programma Cross-Border Energy Communities, coordinato da Association of European Border Regions e Mission Opérationnelle Transfrontalière, con il supporto tecnico di REScoop.eu. Il punto da sciogliere è noto: oggi non è semplice condividere energia tra reti nazionali diverse, soprattutto a livello di bassa tensione.

Dodici mesi di studi e verifiche

Il calendario di lavoro coprirà un anno e prevede analisi del territorio, studi di fattibilità e momenti di formazione. I partner saranno affiancati da REScoop.eu e seguiranno la metodologia LICHT, pensata per accompagnare la nascita delle comunità energetiche.

Nel dettaglio, il percorso comprenderà la ricognizione del quadro normativo e amministrativo, la mappatura dei soggetti interessati, le verifiche sotto il profilo tecnico, giuridico ed economico-finanziario, oltre alla definizione di governance e sostenibilità del futuro assetto. Al termine dovrà essere predisposto il documento operativo utile alla futura struttura transfrontaliera.

Il workshop internazionale ospitato a Colloredo

Il primo appuntamento pubblico ha riunito a Colloredo istituzioni, università, centri di ricerca e operatori del settore energetico italiani e sloveni. Attorno al tavolo si sono confrontati, tra gli altri, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Udine, Area Science Park, Polo Tecnologico Alto Adriatico, GOLEA, CZT ed Elektro Primorska.

Alla giornata ha preso parte anche Dirk Vansintjan, Head of Partnerships di REScoop.eu, a conferma della rilevanza attribuita alla sperimentazione friulano-slovena nel quadro europeo.

Comunità energetica tra Friuli e Slovenia: progetto Ue tra i 7 pilota europei
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Un percorso che in Collinare parte da lontano

Per la Comunità Collinare del Friuli questo progetto non nasce da zero. Il lavoro sulle Comunità energetiche rinnovabili era stato avviato già nel 2019 con il supporto scientifico del Politecnico di Torino – Energy Center, avviando una strategia che nel tempo ha prodotto risultati concreti sul patrimonio pubblico.

Da quel percorso sono arrivati 38 impianti fotovoltaici installati su edifici pubblici, per una potenza complessiva superiore ai 2 megawatt. Nel 2025 il quadro si è consolidato con la nascita della Fondazione RECOCER, pensata come strumento di governance pubblica delle comunità energetiche del territorio.

La candidatura europea e il significato per il territorio

La partecipazione al bando europeo è stata seguita da Emiliano Mian, direttore generale della Comunità Collinare del Friuli, che ha proposto l’adesione al comitato esecutivo e curato l’elaborazione tecnica insieme al proprio team.

Secondo il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni, l’avvio del progetto rappresenta un passo concreto verso un sistema condiviso capace di incidere su sicurezza energetica, impatto ambientale e ricadute economiche per famiglie e imprese. Per l’area udinese, in sostanza, si apre un banco di prova europeo che sposta il tema dell’energia rinnovabile dal piano delle ipotesi a quello del lavoro operativo con partner sloveni.

Colloredo di Monte Albano diventa così il punto di partenza di una sperimentazione che nei prossimi mesi dovrà misurarsi con regole, fattibilità e modelli organizzativi. Se il percorso darà i risultati attesi, l’esperienza friulana potrà offrire un riferimento concreto anche ad altri territori di confine europei.

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