Da Udine a Capodistria, il Balkan Tour saluta il pubblico con una serata inedita
Lunedì 25 maggio l’ultimo appuntamento del progetto della Tita Marzuttini: Angelo Floramo in scena con un organico nato tra Udine e Koper
Il viaggio musicale partito dal Friuli arriva al traguardo oltreconfine, ma con un’impronta fortemente udinese. Lunedì 25 maggio Balkan Tour conclude il suo percorso a Capodistria, dove il progetto prodotto dall’Orchestra a plettro Tita Marzuttini di Udine presenterà un appuntamento costruito appositamente per la città istriana.
Per il pubblico friulano che ha seguito le date precedenti, la chiusura del tour rappresenta anche il punto d’arrivo di un itinerario culturale che ha toccato diverse località della regione. Dopo gli incontri ospitati a San Daniele del Friuli, Pordenone, Udine, Gradisca d’Isonzo e San Pietro al Natisone, tutti annunciati come sold out, il progetto si sposta dunque a Koper-Capodistria per l’ultima tappa.
L’appuntamento è fissato alle 20 nella Sala eventi e cerimonie S. Francesco d’Assisi, in piazza Peter Martinc. Il progetto è ideato e diretto artisticamente da Andrea Miola ed è sostenuto dal finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia.
Il filo conduttore affidato ad Angelo Floramo
Al centro della serata ci sarà ancora una volta Angelo Floramo, storico e scrittore chiamato a dare voce al racconto che accompagna l’intero progetto. Il suo intervento guiderà il pubblico dentro un percorso che mette in relazione Friuli, Istria e area balcanica, attraversando memoria, consuetudini, musica e legami storici tra comunità vicine.
Non si tratta di una semplice introduzione ai brani. La narrazione resta infatti l’ossatura dello spettacolo e dialoga con l’esecuzione musicale, creando un intreccio tra parole e suoni che nelle tappe friulane ha rappresentato uno degli elementi più riconoscibili del format.
Un incontro musicale che parte anche da Udine
Per la data conclusiva è stata scelta una formula diversa rispetto ai concerti precedenti. La parte musicale nascerà dall’unione tra la Tita Marzuttini e la Mandolinistica Capodistriana, coinvolta per l’occasione in una formazione comune pensata appositamente per questo evento finale.
L’ensemble sarà diretto dal maestro Luca Zuliani, mentre l’organizzazione della tappa di Capodistria è stata curata dal maestro Sergio Zigiotti. Il risultato sarà un organico transfrontaliero che mette insieme due realtà legate dalla tradizione degli strumenti a plettro e da una vicinanza culturale che il progetto ha scelto di valorizzare.
Per Udine, città da cui arriva la compagine produttrice, questa chiusura assume così anche il significato di un dialogo artistico che si allarga oltre il confine senza perdere il proprio baricentro friulano.
Un programma pensato per l’ultima tappa
La scaletta della serata accompagnerà gli spettatori tra danze, melodie popolari e pagine di musica antica. L’idea è quella di far convivere richiami friulani, istriani e balcanici, seguendo un percorso coerente con il racconto affidato a Floramo.
Accanto alla tradizione popolare troveranno spazio anche brani colti del repertorio antico, scelti per sostenere alcuni passaggi della narrazione. Gli organizzatori hanno annunciato una serata differente, sia nei contenuti sia nella formazione in scena, rispetto agli appuntamenti che hanno preceduto questo finale.
La conclusione di Balkan Tour, dunque, non arriva come una replica delle date già viste in Friuli, ma come un episodio conclusivo pensato su misura. Un modo per chiudere il progetto riportando al centro proprio quel legame tra Udine, l’Istria e il mondo balcanico che ne ha definito l’identità fin dall’inizio.