Da Udine alla Carnia, il finale di Carniarmonie passa per Tolmezzo e riporta in scena “55 secondi”
Il 4 e 5 settembre il festival saluta l’edizione 2026 tra Nova Gorica, Prato Carnico e il Teatro Candoni, con un appuntamento che richiama anche il pubblico udinese.
Il passaggio conclusivo di Carniarmonie guarda anche a Udine, soprattutto per il ritorno di “55 secondi”, lo spettacolo musicale dedicato al sisma del 1976 che dopo il debutto al Teatro Nuovo Giovanni da Udine approda ora a Tolmezzo per il fine settimana di chiusura del festival.
La 35ª edizione si congeda venerdì 4 e sabato 5 settembre 2026 con tre proposte distribuite tra il confine sloveno e la Carnia. Il programma mette insieme musica da camera, repertorio bachiano e memoria civile, in un finale che si muove tra luoghi molto diversi ma legati da un’unica cornice culturale.
Per il pubblico friulano, e anche per chi segue da vicino gli appuntamenti dell’area udinese, il momento più riconoscibile è quello di sabato sera al Teatro Luigi Candoni di Tolmezzo, dove alle 20.30 torna appunto “55 secondi”, una produzione costruita attorno al ricordo del terremoto del Friuli.
Il ritorno di “55 secondi” dopo il debutto a Udine
L’opera musical era stata presentata in prima assoluta il 6 maggio scorso al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto. Adesso rientra nel cartellone di Carniarmonie e diventa uno degli snodi più significativi della chiusura del festival.
Il libretto è firmato da Fiorenza Cedolins, mentre le musiche sono di Cristian Carrara. La regia è di Ivan Stefanutti e la direzione musicale è affidata a Paolo Paroni, alla guida della Fvg Orchestra, del Coro del Friuli Venezia Giulia e dei Pueri Cantores del Duomo di Udine.
Lo spettacolo sceglie un registro narrativo favolistico e universale per affrontare una ferita ancora centrale nella memoria friulana: da una parte la devastazione del 1976, dall’altra la capacità di ricostruire. È questo uno degli elementi che rende la tappa di Tolmezzo particolarmente attesa.
Venerdì il festival varca il confine e arriva a Nova Gorica
Prima dell’appuntamento tolmezzino, Carniarmonie si sposta in Slovenia. Venerdì 4 settembre alle 20 il Convento francescano di Kostanjevica, a Nova Gorica, ospita “Insieme/Skupaj”, concerto che riunisce i clarinettisti Aljaž Beguš e Urška Zupan, la fagottista Valeria Curti e la pianista Arianna Foltran.
Il repertorio attraversa epoche e autori differenti: Mozart con il divertimento per due clarinetti e fagotto, Beethoven con il Trio op. 11 nella versione con fagotto al posto del violoncello, quindi Glinka con il Trio pathétique. Prima dell’esecuzione, alle 18.30, è prevista una visita guidata gratuita al convento, con prenotazione obbligatoria.
La serata nasce dalla collaborazione con Nei Suoni Dei Luoghi e Kulturni dom Nova Gorica e conferma il profilo aperto del festival, capace di estendere il proprio raggio oltre la montagna friulana e di intrecciare musica e dimensione transfrontaliera.
Prato Carnico, Bach in uno spazio artigianale
Sabato 5 settembre il programma riparte alle 18 a Prato Carnico, nel Laboratorio Fratelli Leita, con “Tra originali e trascrizioni”. A esibirsi saranno Manuel Staropoli, al flauto dolce e al traversiere, e Manuel Tomadin al clavicembalo.
L’intero concerto è dedicato a Bach, con la Sonata BWV 1030, la Partita BWV 827 e la Sonata BWV 529. In questo caso, oltre alla proposta musicale, pesa molto anche il contesto: l’ascolto si inserisce infatti in un ambiente di lavoro artigianale, creando un dialogo diretto tra esecuzione e sapere manuale. Anche per questo appuntamento è richiesta la prenotazione.
Il saluto finale di Carniarmonie 2026 prende così forma attraverso tre tappe con identità nette: il respiro internazionale di Nova Gorica, l’intimità di Prato Carnico e la forza evocativa di Tolmezzo. Un percorso che, anche per il pubblico di Udine, offre un ultimo tratto di festival capace di unire territorio, musica e memoria.