Dallo Stellini a Londra, i ragazzi di Udine portano il mito oltre l’aula
Il progetto nato al liceo classico udinese è stato presentato all’Istituto Italiano di Cultura di Londra: protagonisti studenti, docenti e i racconti premiati.
Udine arriva a Londra attraverso la scuola, la scrittura e il patrimonio dei classici. Il progetto “Mitico Stellini”, nato al liceo classico Jacopo Stellini, è stato presentato il 7 maggio all’Istituto Italiano di Cultura della capitale britannica, portando in un contesto internazionale il lavoro costruito dagli studenti udinesi attorno al mito greco.
Per la città è un passaggio che pesa più del valore simbolico di una semplice trasferta. L’esperienza maturata tra i banchi dello storico liceo cittadino ha trovato spazio in una serata di profilo culturale alto, inserita nel ciclo “The Italian Library” e dedicata all’Odissea.
Il progetto è legato alla memoria del grecista Ezio Pellizer e punta a tenere aperto un dialogo tra studio dei classici e scrittura contemporanea. A Londra, quel percorso nato a Udine ha mostrato di poter parlare anche fuori dal perimetro scolastico locale.
Un’iniziativa udinese che cresce
“Mitico Stellini” è un concorso di scrittura rivolto agli studenti del liceo, chiamati a misurarsi con i grandi racconti della tradizione greca per trasformarli in testi originali. Non una prova scolastica in senso stretto, ma un esercizio di lettura, rielaborazione e voce personale.
L’idea è della docente Monica Delfabro ed è stata sostenuta dai nipoti di Ezio Pellizer, Federico Spoletti e Maria Giulia Pettigiani. Il filo conduttore resta l’eredità culturale dello studioso: non conservarla in modo statico, ma rimetterla in circolo attraverso il lavoro delle nuove generazioni.
In questo sta anche la forza del progetto per una città come Udine, dove la tradizione liceale e umanistica continua a produrre esperienze capaci di uscire dal territorio senza perdere la propria identità.
La serata londinese e il legame con l’Odissea
La presentazione si è svolta durante un appuntamento dedicato all’Odissea, con Nicola Gardini in dialogo con Paolo Nelli. La cornice si è rivelata particolarmente adatta per accogliere il senso dell’iniziativa udinese: il mito come materia ancora viva, capace di attraversare epoche e linguaggi diversi.
Il viaggio verso Londra ha assunto così anche un valore narrativo. Da una parte lo spostamento reale degli studenti; dall’altra un percorso culturale che mette in relazione la formazione scolastica, la tradizione classica italiana e un pubblico internazionale.
I racconti nati allo Stellini sono entrati in questo quadro come esempi concreti di come i testi antichi possano essere ripensati nel presente, senza rimanere confinati a un esercizio di commento o parafrasi.
Gli studenti presenti e i testi premiati
Alla serata hanno partecipato otto studenti del liceo classico “Jacopo Stellini”, accompagnati dalla professoressa Monica Delfabro e dalla dirigente scolastica Monica Napoli. Erano presenti anche le due vincitrici dell’edizione 2026 del concorso.
Uno dei passaggi più significativi dell’incontro è stato l’intervento dell’attore Marco Gambino, che ha dato voce ai due racconti premiati. Per il biennio è stato scelto “Anche a Cartagine prende il wi-fi” di Anna Passoni; per il triennio “Sii più uomo di chi si scorda della storia” di Helene Mainardis.
La lettura scenica ha messo in evidenza la tenuta dei testi anche fuori dalla pagina, restituendone tono, struttura e originalità. È emersa così la qualità della scrittura degli studenti, capace di usare il mito non come ornamento, ma come strumento per leggere questioni attuali.
Un risultato che parla alla città
Federico Spoletti ha richiamato il valore più profondo dell’iniziativa, sottolineando la continuità tra la passione di Ezio Pellizer e il lavoro dei ragazzi. La dirigente Monica Napoli ha invece evidenziato l’importanza dell’esperienza londinese e il ruolo della guida didattica della professoressa Delfabro nel percorso compiuto dagli studenti.
Arrivato alla seconda edizione, il concorso ha già prodotto due raccolte di racconti. È un dato che dice molto della solidità raggiunta dal progetto e della sua capacità di generare risultati concreti, non soltanto eventi.
Per Udine, vedere lo Stellini approdare all’Istituto Italiano di Cultura di Londra significa anche riconoscere alla scuola una funzione culturale piena. Non solo luogo di formazione, ma spazio in cui si producono idee, scrittura e interpretazioni capaci di parlare oltre i confini locali.
Nel percorso di “Mitico Stellini” c’è quindi qualcosa che riguarda da vicino la città: la conferma che una tradizione solida, quando incontra docenti, studenti e progetti ben costruiti, può ancora trasformarsi in una voce contemporanea e farsi ascoltare anche lontano da Udine.