Ex caserma Cavarzerani, il M5S porta il caso a Roma e prepara una visita a Udine
Dopo le segnalazioni sulle condizioni della struttura, Colucci interroga il ministro. Con Capozzi annuncia un sopralluogo da concordare con il prefetto.
La situazione dell'ex caserma Cavarzerani torna al centro del confronto politico a Udine, con un'iniziativa che si muove su due piani: quello parlamentare e quello locale. Il deputato del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci ha presentato un'interrogazione al ministro competente, mentre la consigliera regionale Rosaria Capozzi ha annunciato l'intenzione di effettuare una visita nella struttura.
Il tema riguarda le condizioni di accoglienza all'interno del centro allestito negli spazi della caserma udinese, finite in questi giorni al centro dell'attenzione pubblica. Per i due esponenti pentastellati serve un chiarimento puntuale sulle responsabilità istituzionali e sulla gestione del sito.
Le richieste rivolte al ministero
Nell'atto parlamentare, Colucci chiede se il ministro sia stato informato di quanto emerso e domanda un quadro preciso dei controlli eseguiti nel 2026. In particolare, sollecita l'indicazione delle date delle ispezioni, dei relativi esiti, di eventuali irregolarità contestate, delle sanzioni adottate e delle verifiche successive sul rispetto delle prescrizioni impartite.
Per il Movimento 5 Stelle, la questione della trasparenza nella conduzione delle strutture di accoglienza non può essere considerata marginale. L'obiettivo dichiarato è capire se i controlli siano stati adeguati e se, di fronte alle criticità segnalate, siano stati adottati interventi efficaci.
La visita annunciata a Udine
Accanto all'iniziativa parlamentare, Capozzi e Colucci hanno fatto sapere di voler entrare direttamente nella struttura per una verifica sul posto. Il sopralluogo, spiegano, dovrà essere concordato con il prefetto Lione e servirà a valutare da vicino le condizioni in cui vivono gli ospiti del centro.
La scelta di affiancare l'interrogazione con una visita a Udine punta a riportare l'attenzione su un tema che tocca da vicino il territorio. L'ex Cavarzerani, da tempo al centro del dibattito cittadino, resta infatti uno dei punti più delicati quando si parla di accoglienza e tenuta del sistema locale.
La posizione espressa da Capozzi
Nella nota diffusa insieme al deputato, la consigliera regionale sottolinea che offrire semplicemente un riparo non basta, se le persone si trovano poi in un contesto che mette in discussione salute, sicurezza e dignità. Da qui la richiesta di affrontare il problema non come un fatto episodico, ma come una questione che chiama in causa il ruolo delle istituzioni.
Capozzi insiste anche sulla necessità di non aspettare situazioni limite prima di intervenire. Secondo la consigliera, prevenzione, vigilanza e tempestività devono diventare elementi centrali nell'organizzazione dell'accoglienza, evitando che condizioni precarie possano essere considerate normali o inevitabili.
Su questo fronte, assicurano i due esponenti del M5S, l'attenzione resterà alta sia in Consiglio regionale sia in Parlamento. Il nodo, nella loro lettura, non riguarda soltanto l'amministrazione di una struttura, ma il modo in cui vengono garantiti diritti fondamentali e condizioni di vita adeguate alle persone ospitate a Udine.