A Gemona il ricordo del sisma passa dai luoghi della memoria: omaggio a soccorritori e 29 militari

Nel cinquantesimo anniversario del terremoto, la città ha scandito la mattinata con tre momenti pubblici dedicati alle vittime e a chi intervenne nei giorni più duri.

06 maggio 2026 21:39
A Gemona il ricordo del sisma passa dai luoghi della memoria: omaggio a soccorritori e 29 militari -
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Gemona del Friuli ha vissuto il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 tornando nei punti simbolo della propria memoria collettiva. La mattinata commemorativa ha unito il ricordo delle vittime a quello di chi, in quelle ore e nei giorni successivi, diede aiuto alla popolazione colpita dal sisma.

Alle iniziative ha preso parte anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, presente ai primi appuntamenti organizzati in città. Il percorso scelto per la ricorrenza ha toccato alcuni luoghi che raccontano ancora oggi il rapporto tra Gemona, la tragedia del 6 maggio e la capacità del Friuli di rialzarsi.

Tre tappe per rileggere una ferita che segna ancora il Friuli

Il programma si è aperto nella sede dell’Associazione nazionale alpini di Gemona, in via Scugjelars, dove è stata deposta una corona al cippo dedicato agli Alpini morti nel terremoto. Un gesto sobrio, ma dal forte valore simbolico, in una giornata costruita attorno ai nomi, alle assenze e alla riconoscenza.

Successivamente la commemorazione si è spostata davanti agli istituti scolastici, dove si trovano il monumento alle vittime del sisma e il segno dedicato all’impegno dei Vigili del fuoco. Qui si sono svolti l’alzabandiera e un nuovo omaggio floreale, in uno dei punti cittadini che più direttamente richiamano il lavoro dei soccorritori durante l’emergenza.

Nelle parole dell’assessore Zilli, quel monumento continua a rappresentare in modo concreto il servizio reso alla comunità in una delle pagine più dolorose della storia friulana. Un richiamo che lega il ricordo del passato alla gratitudine verso chi operò quando la popolazione aveva perso case, punti di riferimento e sicurezza.

Il valore del soccorso nella memoria delle famiglie

Durante la mattinata è stato ricordato anche il ruolo degli Alpini, presenza familiare nella storia di molte comunità del territorio. Zilli ha sottolineato in particolare il loro intervento nelle emergenze civili, ricordando come nel 1976 furono tra i primi a mettersi accanto alla popolazione colpita.

La commemorazione non ha così riguardato soltanto il dolore per le vittime, ma anche la rete di aiuto che si attivò nelle ore successive al sisma. A Gemona questo passaggio resta parte essenziale del racconto pubblico del terremoto: non solo la distruzione, ma anche la risposta collettiva che ne seguì.

Alla Goi-Pantanali il ricordo dei giovani soldati morti il 6 maggio

La terza tappa si è tenuta alla caserma Goi-Pantanali, dove è stata celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime in armi decedute a causa del terremoto. In quel momento la città ha rivolto un pensiero particolare ai 29 giovani militari che persero la vita la sera del 6 maggio 1976.

La celebrazione, definita partecipata e intensa, ha riportato al centro una memoria che a Gemona non appartiene solo alle ricorrenze ufficiali, ma alla coscienza civile del territorio. Nel ricordo dei morti, di chi rimase senza nulla e di chi scelse di intervenire, la città ha rinnovato il legame con una data che continua a segnare la storia del Friuli e dell’area udinese.

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