Gemona al centro della pedalata solidale: 830 al via per la Corsa per Haiti
Partecipazione ampia dall’Italia e dall’estero per la 33ª edizione. I tracciati hanno toccato i paesi segnati dal sisma del 1976.
Gemona ha accolto una delle giornate più partecipate del calendario ciclistico locale, con 830 iscritti alla 33ª Corsa per Haiti. La manifestazione ha riportato nel cuore dell’Udinese una doppia dimensione, sportiva e benefica, mettendo insieme appassionati arrivati da diverse regioni italiane e da vari Paesi stranieri.
Accanto ai partecipanti italiani si sono presentati atleti e cicloturisti provenienti da Austria, Slovenia, Francia, Svizzera, Stati Uniti e Sudafrica. Un colpo d’occhio significativo per una partenza ospitata in una località simbolica come Gemona del Friuli, proprio nell’anno in cui il territorio si prepara a ricordare il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.
Un evento che parla al territorio friulano
La scelta di far partire qui la corsa non è stata soltanto logistica. Gemona resta uno dei luoghi che più rappresentano la rinascita del Friuli dopo il sisma, e questo ha dato alla giornata un valore ulteriore per tutto il comprensorio udinese.
Alla partenza e al momento delle premiazioni erano presenti l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e diversi sindaci dell’area. Nel suo intervento, Zilli ha richiamato il legame tra la memoria della ricostruzione friulana e l’impegno solidale che da anni accompagna la manifestazione, sottolineando come il Friuli sappia trasformare il ricordo dell’aiuto ricevuto in attenzione concreta verso chi oggi vive situazioni difficili.
La solidarietà come filo conduttore
Dietro l’appuntamento c’è il lavoro dell’Asd Chiarcosso - Help Haiti, realtà che da tempo sostiene interventi nell’isola caraibica. Le risorse raccolte contribuiscono a finanziare attività scolastiche, assistenza sanitaria e strutture dedicate ai più piccoli, tra cui la Casa del Sorriso.
È proprio questo aspetto a distinguere la Corsa per Haiti nel panorama regionale: non solo una prova per chi ama pedalare, ma un appuntamento che tiene insieme partecipazione popolare e sostegno a progetti concreti. Un modello che negli anni ha consolidato l’identità dell’evento ben oltre il solo dato agonistico.
Tre tracciati tra i paesi del cratere
L’edizione di quest’anno si è sviluppata su tre formule: Granfondo, Mediofondo e Cicloturistica. I percorsi hanno interessato aree profondamente legate alla storia del terremoto, attraversando comuni che nel 1976 furono colpiti duramente e che oggi restano parte essenziale della memoria collettiva friulana.
Il passaggio della carovana ha coinvolto numerose comunità locali, lungo un itinerario che ha unito paesaggio, sport e significato civile. Secondo quanto evidenziato durante la giornata, la manifestazione si inserisce anche in una stagione importante per il ciclismo in Friuli Venezia Giulia, con altri appuntamenti attesi nelle prossime settimane.
I nomi dei vincitori e le presenze alle premiazioni
Per quanto riguarda i risultati, nella Granfondo si è imposto Miran Kovacic dell’Asd Swatt Club. La Mediofondo ha invece premiato Wladimir Cuaz, atleta di Cicli Lucchini.
Alla cerimonia conclusiva, insieme all’assessore Zilli, erano presenti anche il sindaco di Gemona Roberto Revelant e Daniele Pontoni. La chiusura della giornata ha confermato il peso che questa manifestazione continua ad avere per l’area gemonese e più in generale per il territorio udinese, dove sport e memoria storica hanno trovato ancora una volta un punto di incontro riconoscibile.