Gemona, la visita delle istituzioni nel giorno della memoria: Meloni rilancia il “Modello Friuli”

Nel 49° anniversario del sisma, a Gemona omaggio alle vittime con Mattarella, Meloni, Giorgetti e Fedriga nel luogo simbolo della ricostruzione friulana.

07 maggio 2026 01:21
Gemona, la visita delle istituzioni nel giorno della memoria: Meloni rilancia il “Modello Friuli” -
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Gemona del Friuli è tornata al centro della memoria regionale e nazionale nel giorno in cui il Friuli ricorda una delle sue ferite più profonde. Al cimitero cittadino, davanti al monumento dedicato a chi perse la vita nel terremoto del 1976, si è svolto l’omaggio istituzionale con la presenza delle più alte cariche dello Stato.

Nella cittadina simbolo della ricostruzione erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. La cerimonia del 6 maggio ha riportato l’attenzione non solo sul dolore di allora, ma anche sul percorso che il Friuli seppe costruire dopo la devastazione.

La deposizione della corona commemorativa ha segnato il momento più raccolto della giornata. Il ricordo è andato alle quasi mille vittime del sisma, alle famiglie colpite e alle comunità delle vallate friulane che videro cambiare per sempre il proprio destino.

Il significato di Gemona per tutto il territorio udinese

Per l’area udinese, Gemona resta uno dei luoghi in cui la memoria del terremoto assume un valore concreto e quotidiano. Qui il ricordo non appartiene soltanto alle celebrazioni ufficiali: è parte dell’identità di un territorio che ha saputo conservare le proprie radici mentre ricostruiva case, servizi e paesi.

La presenza contemporanea di Mattarella, Meloni e Giorgetti ha dato alla ricorrenza un peso istituzionale particolarmente forte. Non una visita formale, ma un riconoscimento pubblico al significato che la storia del Friuli continua ad avere nel dibattito nazionale su autonomia, responsabilità dei territori e capacità di reazione delle comunità locali.

Fedriga ha insistito proprio su questo punto, richiamando il valore di un’esperienza che nel tempo è diventata un riferimento oltre i confini regionali. Il cosiddetto Modello Friuli, nelle sue parole, non riguarda soltanto la ricostruzione materiale, ma un modo di affrontare una tragedia mettendo insieme istituzioni e cittadini.

Memoria delle vittime e lezione civile

Al centro della mattinata è rimasto prima di tutto il tributo a chi non sopravvisse al terremoto del 6 maggio 1976. Il passaggio al cimitero di Gemona ha richiamato il dovere più essenziale: fermarsi davanti ai nomi, alle famiglie spezzate, alle assenze che ancora oggi segnano la storia friulana.

Solo partendo da quel dolore, ha sottolineato il governatore, si può comprendere fino in fondo il senso della ricostruzione. Il Friuli non si limitò a rialzare muri e infrastrutture, ma riuscì a restituire prospettive ai suoi paesi, tenendo insieme coesione sociale, radicamento e volontà di futuro.

In questo quadro si inserisce anche il messaggio politico e istituzionale emerso da Gemona: l’esperienza friulana continua a essere citata come esempio di collaborazione tra livelli di governo e comunità locali. Un’impostazione che, secondo Fedriga, trova nelle parole chiave autonomia e decentramento una parte decisiva della sua efficacia.

Una ricorrenza che guarda avanti

La giornata non si è fermata alla commemorazione. Nel richiamo al passato c’è anche l’idea di consegnare alle nuove generazioni una storia capace di parlare ancora al presente: quella di una terra che, pur colpita duramente, ha scelto di non svuotarsi e di non rinunciare alla propria identità.

Da Gemona è arrivato così un messaggio che riguarda l’intero Friuli, e in particolare la provincia di Udine: custodire la memoria delle vittime significa anche preservare l’esempio di una ricostruzione che seppe tenere insieme dignità, partecipazione e visione. È su questa eredità che la ricorrenza del 6 maggio continua a fondare il suo significato più attuale.

Nelle parole pronunciate durante la cerimonia, il Friuli resta un caso riconosciuto a livello nazionale perché seppe reagire senza perdere il legame con i propri paesi e con la propria comunità. Gemona, ancora una volta, ha rappresentato il luogo in cui quel passaggio dalla tragedia alla rinascita torna a farsi visibile.

Per il territorio udinese, il 6 maggio resta quindi una data che unisce lutto, consapevolezza e responsabilità. Il ricordo delle vittime continua a convivere con un’eredità civile che ancora oggi viene indicata come una lezione per tutto il Paese.

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