Il Comune si racconta ai cittadini: in Loggia del Lionello una serata con oltre 200 presenze
A Udine l’appuntamento conclusivo di un percorso che ha coinvolto centinaia di dipendenti comunali, tra testimonianze, progetti e storie di servizio pubblico.
Non una vetrina istituzionale tradizionale, ma un racconto dal vivo del lavoro che ogni giorno attraversa gli uffici comunali di Udine. In Loggia del Lionello, martedì 8 settembre, più di 200 persone hanno seguito “Momenti di [Stra]ordinaria Vita in Comune”, appuntamento pensato per portare davanti alla città volti, esperienze e attività dell’amministrazione.
L’iniziativa ha chiuso un percorso di formazione e team building sviluppato nell’arco dell’anno, al quale hanno preso parte oltre 500 dipendenti del Comune. L’idea di fondo era semplice: mostrare cosa c’è dietro servizi, progetti e pratiche, spostando l’attenzione dalle procedure alle persone che le rendono possibili.
Il format è stato firmato e condotto da Enzo Memoli, che ha trasformato i materiali emersi nei workshop in una serata teatrale e narrativa. Ne è uscito un mosaico di episodi e testimonianze costruito per restituire un’immagine più concreta e quotidiana della macchina comunale.
Una piazza simbolica per aprire il Comune alla città
La scelta della Loggia del Lionello ha dato all’evento un significato preciso: portare il racconto dell’amministrazione in uno dei luoghi più rappresentativi del centro cittadino. Memoli ha aperto con “Condominio Udin”, giocando sul senso della vita “in Comune”, intesa sia come istituzione sia come convivenza civile.
Subito dopo sono arrivati gli interventi del sindaco Alberto Felice De Toni e del vicesindaco Alessandro Venanzi. De Toni ha definito la serata qualcosa di diverso da una semplice apertura al pubblico, sottolineando la volontà di affidare ai dipendenti il compito di mostrare, in modo diretto, il valore del loro impegno quotidiano per la comunità udinese.
Dal digitale agli spazi restituiti alla comunità
La parte centrale dello spettacolo, raccolta sotto il titolo “Di semplice non c’è nulla”, ha messo in fila alcuni temi concreti del lavoro comunale. Tra questi “Storia di Nelly”, con Nelly Sarmiento e Simone Covassi, dedicata all’inclusione digitale e al sostegno offerto a chi incontra più ostacoli nell’uso delle nuove tecnologie.
Con “Orgoglio e Pregiudizio”, Claudia Mauro e Samanta Mosco hanno invece portato all’attenzione del pubblico il progetto “A piccoli passi”, offrendo uno sguardo che prova a scardinare i luoghi comuni più frequenti sulla pubblica amministrazione.
Uno dei passaggi più legati alla trasformazione della città è stato “Sinfonia Comune”, centrato sull’ex caserma Osoppo e sulla Cavallerizza. Ornella Luis, Daniele Libertazzi e Gabriele Bressan hanno ripercorso il significato di questi spazi riaperti alla comunità, accompagnati dall’esibizione di giovani violinisti.
Le storie personali entrano nel racconto pubblico
La serata ha lasciato spazio anche a vicende intime, capaci di dare un volto ai servizi. In “Per Sempre Sì”, Silvano Tavano ed Este Venir, coppia protagonista dell’ultima edizione di “Una Vita insieme”, hanno riportato al centro il tema della condivisione nel tempo e della continuità dei legami.
Nella parte conclusiva Simonetta Menta, con “Viva l’Italia”, ha messo in evidenza quanto costanza e dedizione possano incidere davvero nel percorso amministrativo di una persona. Gracian Pascoli, con “Umanità”, ha poi richiamato il valore della relazione diretta, mentre Giuseppe D’Anzul ha chiuso gli interventi con “L’Abbraccio”, gesto simbolico di prossimità e cura.
Il senso del percorso costruito durante l’anno
A tirare le fila è stato ancora Enzo Memoli, che ha ricomposto i diversi momenti in un’unica narrazione dedicata al servizio pubblico locale. Il risultato è stato il ritratto di un Comune visto non soltanto come insieme di uffici e adempimenti, ma come rete di professionalità che opera ogni giorno dentro la vita della città.
Per Udine, la serata in Loggia ha rappresentato anche un modo per avvicinare cittadini e amministrazione attraverso storie concrete. Il messaggio finale è rimasto proprio questo: dietro ogni pratica, progetto o sportello, ci sono persone che danno forma ai servizi destinati alla comunità.