Majano affida a musica e parole il ricordo di Sante Boscarello

Nella chiesa parrocchiale una serata tra coro, narrazione e pianoforte per rileggere la memoria alpina nel cinquantesimo del terremoto friulano

02 giugno 2026 00:11
Majano affida a musica e parole il ricordo di Sante Boscarello -
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La memoria di un uomo, ma anche quella di un territorio che continua a riconoscersi nelle proprie ferite e nella propria capacità di rialzarsi. A Majano la figura del maresciallo capo Sante Boscarello, alpino del paese, è stata al centro della serata "Con il cuore nello zaino", proposta nella chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

L'appuntamento è entrato nel programma del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, riportando l'attenzione su una vicenda personale capace di parlare a una parte larga del Friuli. La formula scelta è stata quella del concerto-racconto, con un intreccio di musica, testimonianza e narrazione.

A dare voce alla serata sono stati il Coro della Brigata Alpina "Julia" delle classi 1982-1983-1984, diretto dal maestro Luca Bonutti, il pianista Glauco Venier e il giornalista Toni Capuozzo nel ruolo di narratore. Un impianto pensato per tenere insieme dimensione intima e memoria collettiva.

Majano, il concerto “Con il cuore nello zaino” ricorda Sante Boscarello
Majano, il concerto “Con il cuore nello zaino” ricorda Sante Boscarello

Un omaggio che parla anche al Friuli di oggi

L'iniziativa è stata sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e si colloca in quel percorso di appuntamenti che, in questi mesi, stanno rileggendo luoghi, storie e segni lasciati dal sisma. A Majano il ricordo di Boscarello è diventato così un'occasione per riflettere su ciò che resta nel tempo: il senso di comunità, il dovere della trasmissione, il valore dei legami.

Nel corso della serata è intervenuto anche il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil. Nel suo intervento ha richiamato il significato dell'evento, osservando come dalla vicenda di Boscarello emerga una storia che riguarda molti friulani e molti Alpini del Novecento.

Secondo Anzil, proprio qui sta la forza dell'appuntamento: trasformare un ricordo privato in un bene condiviso, grazie all'incontro fra racconto, musica e partecipazione. Un messaggio che, nelle sue parole, richiama anche responsabilità civica, solidarietà e attenzione verso gli altri.

La serata nella chiesa di Majano

La scelta della chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo ha dato alla serata un tono raccolto, adatto a un evento costruito più sull'ascolto che sulla celebrazione formale. Il pubblico ha seguito un percorso che ha messo al centro l'esperienza umana e morale dell'essere alpino, senza ridursi a una semplice commemorazione.

Il calendario del cinquantenario del terremoto, del resto, sta offrendo in diversi centri friulani occasioni per rileggere la storia locale attraverso testimonianze e linguaggi differenti. A Majano questo è avvenuto attraverso una figura del paese, rendendo il ricordo particolarmente vicino alla comunità.

Anzil ha inoltre ribadito che la cultura ha anche il compito di custodire la memoria dei territori e di renderla comprensibile alle nuove generazioni. In questa chiave, l'evento ha provato a unire passato e presente, esperienza individuale e identità collettiva.

Majano, il concerto “Con il cuore nello zaino” ricorda Sante Boscarello
Majano, il concerto “Con il cuore nello zaino” ricorda Sante Boscarello

Alla serata hanno preso parte anche il sindaco di Majano Elisa De Sabbata e il giornalista Fausto Biloslavo. L'omaggio a Sante Boscarello si è inserito così in un quadro più ampio: quello di un Friuli che, a cinquant'anni dal sisma, continua a raccontarsi attraverso le sue persone e i suoi luoghi.

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