Zanon in lutto per Anna Gozzi Buliani: a Udine il saluto a un’insegnante che ha lasciato il segno

Nel ricordo dell’ex studente Alberto Travain emerge il profilo di una professoressa che univa lingua tedesca, identità friulana e visione europea.

A cura di Web Team Web Team
16 luglio 2026 07:49
Zanon in lutto per Anna Gozzi Buliani: a Udine il saluto a un’insegnante che ha lasciato il segno -
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Per molti ex studenti dello Zanon il nome di Anna Gozzi Buliani non richiama soltanto ore di lezione, ma un modo preciso di guardare a Udine e al Friuli dentro una cornice più ampia, quella mitteleuropea. La docente di tedesco, scomparsa nelle scorse ore, viene ricordata in città come una presenza capace di incidere nel percorso umano e culturale di intere generazioni.

A darle un saluto pubblico è stato Alberto Travain, oggi presidente del Fogolâr Civic di Udin e un tempo suo alunno. Nel suo messaggio affiora il ritratto di un’insegnante che non si fermava alla grammatica o alla letteratura, ma portava in classe un’idea di territorio aperto al confronto fra lingue, storie e tradizioni.

Il legame con lo Zanon e con i suoi studenti

Travain riporta alla memoria gli anni trascorsi nell’istituto udinese, indicando proprio in Buliani una figura decisiva della sua formazione. A distanza di decenni, racconta di conservare ancora il senso di quella stima che la docente seppe trasmettergli con gesti concreti e parole rimaste impresse.

Tra i ricordi più vivi c’è il soprannome con cui lei lo chiamava, «der edle Ritter», cioè “il nobile cavaliere”. Un’espressione che l’ex alunno cita come segno di un rapporto educativo non formale, capace di rafforzare fiducia e responsabilità.

Nel suo racconto trova spazio anche un episodio degli anni della prima superiore: la professoressa lo volle infatti davanti a una classe terza in partenza per Vienna, affidandogli una conferenza preparatoria. Per Travain, quel momento rappresentò un passaggio importante, quasi una scommessa sul suo potenziale.

Una lezione che andava oltre il tedesco

Nel profilo tracciato dall’ex studente, Anna Gozzi Buliani appare come una docente che sapeva tenere insieme riferimenti diversi senza mai renderli estranei fra loro. Goethe, la cultura di area germanica, il dialetto udinese, la marilenghe e la storia friulana entravano così in un unico discorso educativo.

Travain richiama in particolare anche la “Cuintristorie dal Friûl” di Marchetti, indicata come una delle tracce culturali che la professoressa proponeva ai ragazzi. Il punto, nel suo insegnamento, non era soltanto apprendere una lingua straniera, ma comprendere meglio il carattere di una terra di confine e di incontri.

Da qui nasce il ricordo di una figura convinta del valore della civiltà mitteleuropea e del posto che Udine e il Friuli occupano in quella storia. Un’impostazione che, secondo chi l’ha conosciuta tra i banchi, ha lasciato effetti duraturi ben oltre il periodo scolastico.

Il profilo di una docente legata al confine

Nel saluto diffuso da Travain emerge anche il legame della professoressa con l’area tarvisiana, o pontebbana, elemento che contribuisce a definirne il percorso culturale. Il suo sguardo, per chi la ricorda, nasceva proprio da quella sensibilità di frontiera che sa tenere insieme radici locali e apertura verso l’Europa centrale.

È in questa prospettiva che Buliani viene accostata a una visione alpino-adriatica del territorio, fatta di dialogo tra culture e consapevolezza civica. Un tratto che, nel ricordo dell’ex allievo, aiuta a spiegare perché il suo insegnamento sia rimasto vivo anche nel tempo.

Il messaggio si chiude con un pensiero rivolto alla classe 5^E del 1988 dello Zanon, richiamata come tappa indelebile della sua formazione. Nel saluto finale, Travain affida alla memoria della docente parole personali e riconoscenti: «Glück auf, Frau Buliani! Che Diu propit jal merti!»

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