Martignacco, Riccardi rilancia il ruolo della cooperazione nei servizi per anziani e fragili

All’assemblea di Idealservice l’assessore regionale indica una strada diversa per affrontare cronicità e non autosufficienza: più integrazione e centralità delle persone.

23 maggio 2026 22:47
Martignacco, Riccardi rilancia il ruolo della cooperazione nei servizi per anziani e fragili -
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Da Martignacco arriva un’indicazione precisa sul futuro dei servizi socio-sanitari in Friuli Venezia Giulia: per rispondere all’aumento dei bisogni legati all’età avanzata e alla fragilità non basta difendere gli assetti attuali. All’assemblea dei soci di Idealservice, l’assessore regionale alla Salute e alle Politiche sociali Riccardo Riccardi ha sostenuto la necessità di ripensare l’organizzazione, assegnando alla cooperazione un ruolo più incisivo.

Il punto, nel ragionamento dell’assessore, è che la crescita della cronicità e della non autosufficienza non può essere gestita con schemi considerati ormai insufficienti. Per Riccardi serve una collaborazione più matura tra pubblico e privato, nella quale il mondo cooperativo non sia chiamato soltanto a eseguire servizi, ma partecipi in modo più diretto alla costruzione del sistema.

La proposta emersa all’assemblea di Idealservice

Nel corso dell’incontro, Riccardi ha spiegato che la semplice logica dell’affidamento basato sul costo della prestazione non è più adeguata alla complessità attuale. La prospettiva indicata è quella di un partenariato capace di coinvolgere davvero i soggetti che operano sul territorio, compreso il terzo settore, riconosciuto come interlocutore dentro una rete più solida.

Secondo l’assessore, è proprio questa alleanza a poter dare maggiore forza a un modello di economia sociale che negli anni, ha osservato, è stato troppo spesso messo in secondo piano. Il richiamo fatto a Martignacco punta quindi non solo all’efficienza dei servizi, ma anche a una diversa legittimazione del lavoro sociale e cooperativo.

I numeri della cooperativa e il significato dato ai risultati

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta regionale ha richiamato anche i dati presentati da Idealservice. L’aumento del valore della produzione e la consistenza del patrimonio netto sono stati letti come segnali di stabilità e di tenuta, particolarmente rilevanti in un contesto che mette sotto pressione molte realtà attive nei servizi.

Riccardi ha però insistito soprattutto sul valore che quei numeri rappresentano. A suo giudizio, il risultato più importante non sta soltanto negli indicatori economici, ma nelle persone che li rendono possibili. Il capitale umano, ha sottolineato, resta il fattore decisivo, in coerenza con l’identità cooperativa della realtà riunita in assemblea.

In questo passaggio ha evidenziato anche la capacità dell’organizzazione di restare ancorata alle proprie radici, affrontando scelte complesse che in altri contesti di mercato vengono spesso evitate o rinviate.

Il tema più ampio: lavoro, competenze, tenuta dei servizi

Da Martignacco il confronto si è allargato poi a una questione che riguarda da vicino anche il territorio udinese: la disponibilità di personale e la qualità delle competenze. Per Riccardi, oggi il nodo centrale per la politica e per il sistema del lavoro è proprio la progressiva riduzione del capitale umano, sia nei numeri sia nella preparazione.

Una difficoltà che pesa direttamente sui servizi essenziali, a partire da quelli rivolti alle persone più fragili. L’assessore ha parlato di un investimento trascurato per anni, dalla scuola alla pubblica amministrazione fino alla sanità, definendolo un errore che ora presenta il conto.

Nello stesso quadro ha ricordato come il sistema cooperativo, anche in Friuli, abbia più volte colmato vuoti lasciati dal settore pubblico, soprattutto nelle fasi più delicate sul piano sociale. Un riferimento che, per una realtà come quella udinese, assume un rilievo concreto vista la presenza diffusa di servizi e operatori che lavorano ogni giorno a contatto con le comunità locali.

Il richiamo alla storia del Friuli

Nella parte finale del suo intervento, Riccardi ha riportato il discorso su un piano più ampio, evocando l’esperienza del terremoto che segnò il Friuli cinquant’anni fa. Da quella stagione, ha detto, resta una lezione precisa: la solidarietà non è soltanto un valore civile, ma può diventare anche un elemento di forza e di competitività per un territorio.

Il riferimento conclusivo è stato a una regione capace di reagire grazie alla coesione della propria comunità, tenendo insieme diritti e doveri. Un messaggio che, nell’incontro di Martignacco, ha fatto da cornice a un ragionamento molto concreto: senza persone preparate, senza una cooperazione riconosciuta e senza un rapporto più forte tra pubblico e privato, la sfida della non autosufficienza rischia di trovare il sistema impreparato.

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