Il Papa al Friuli nel ricordo del sisma: «Da qui una lezione di comunità e rinascita»

Nel cinquantesimo del terremoto del 1976, il messaggio di Leone XIV richiama memoria, vicinanza alle famiglie delle vittime e valore della ricostruzione friulana.

03 maggio 2026 21:20
Il Papa al Friuli nel ricordo del sisma: «Da qui una lezione di comunità e rinascita» -
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A cinquant’anni dal terremoto che colpì il Friuli, dalle celebrazioni di Gemona è arrivato anche il pensiero di Papa Leone XIV. Il messaggio del Pontefice, letto durante la Messa commemorativa, ha riportato al centro non solo il dolore per le vite spezzate nel 1976, ma anche la capacità del territorio udinese e dell’intera regione di rialzarsi attraverso un forte spirito collettivo.

Per una provincia come quella di Udine, dove il ricordo del sisma resta parte della memoria familiare e civile, le parole del Papa hanno assunto un significato particolare. Il riferimento è andato alle comunità che seppero reagire, alle persone soccorse in quei giorni drammatici e a una ricostruzione che ancora oggi viene indicata come un esempio.

Il ricordo delle vittime e delle famiglie

Nel testo diffuso tramite la Segreteria di Stato vaticana, Leone XIV ha espresso la propria partecipazione spirituale alla ricorrenza religiosa celebrata in suffragio delle vittime. Un pensiero è stato rivolto anche ai familiari che continuano a portare il peso di quella perdita, a mezzo secolo di distanza.

Il messaggio si è inserito nel programma delle commemorazioni che hanno riunito istituzioni, cittadini e rappresentanti della Chiesa in una delle località simbolo della tragedia friulana. La memoria, nelle parole del Pontefice, non resta così un semplice richiamo al passato, ma diventa un invito concreto a custodire legami, responsabilità e solidarietà.

Il valore di una ricostruzione nata dal territorio

Uno dei passaggi più significativi ha riguardato la risposta data dal Friuli dopo il terremoto. Papa Leone XIV ha richiamato l’impegno delle comunità locali, affiancate dagli aiuti arrivati da molte altre realtà italiane e straniere, sottolineando come da quella prova sia nata una ripresa rapida della vita sociale e civile.

È un riferimento che tocca da vicino il territorio udinese, dove i segni della distruzione del 1976 sono stati trasformati nel tempo in un modello di ripartenza fondato sulla partecipazione delle comunità. Non soltanto ricostruire edifici, dunque, ma rimettere insieme paesi, relazioni e identità.

Il testo letto durante la celebrazione

Nel messaggio si legge: «Nel 50° anniversario del terremoto in Friuli, che ferì profondamente codesta terra, Papa Leone XIV si unisce spiritualmente alla celebrazione eucaristica, presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, in suffragio delle numerose vittime e in ringraziamento per quanti, da diversi paesi, portarono soccorso, affiancando la solerzia instancabile delle comunità locali, che ha consentito una ripresa rapida della vita e una ricostruzione esemplare, modello di rinascita civile».

Il testo prosegue con un ricordo rivolto a chi perse la vita e con una parola di conforto per le famiglie ancora segnate dal distacco dai propri cari. Il Pontefice richiama inoltre la solidarietà umana e cristiana manifestata allora da comunità italiane ed estere, auspicando che il ricordo di quella tragedia rinnovi l’impegno verso fraternità e carità.

Nella parte conclusiva, Papa Leone XIV affida la popolazione friulana alla protezione della Vergine Maria e dei santi patroni Ermacora e Fortunato, accompagnando il messaggio con la benedizione apostolica. Un passaggio che, nel giorno del cinquantenario, ha unito la dimensione religiosa a quella civile di una ricorrenza ancora profondamente sentita in Friuli.

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