Paularo porta il legno al centro del dibattito friulano: imprese, boschi e regole Ue a confronto

A Foresta in Valle 2026 una giornata di lavoro tra amministratori, tecnici e aziende: dal modello Friuli alla gestione dei boschi fino alle nuove norme europee.

17 maggio 2026 00:15
Paularo porta il legno al centro del dibattito friulano: imprese, boschi e regole Ue a confronto -
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Da Paularo è arrivato un messaggio che riguarda da vicino anche il territorio udinese: il futuro della filiera del legno passa dalla capacità di tenere insieme gestione del bosco, imprese, innovazione e comunità locali. Sabato 16 maggio Palazzo Calice-Valesio ha ospitato il convegno regionale della quarta edizione di Foresta in Valle 2026, con un confronto ampio sulle trasformazioni che stanno interessando il comparto.

L’incontro ha riunito mondo produttivo, università, istituzioni e professionisti del settore su temi che oggi pesano sempre di più nelle scelte locali: certificazioni forestali, bioeconomia, prevenzione degli incendi, boschi vetusti e impatto delle normative europee. La regia dell’appuntamento è stata condivisa da Cluster forestale Fvg, Cluster Legno Arredo Casa Fvg - società benefit, Servizio Foreste Regione FVG e Comune di Paularo.

Per l’area montana dell’Udinese, dove il rapporto con il patrimonio boschivo è parte dell’economia e dell’identità del territorio, il forum ha rappresentato anche un momento di sintesi tra esperienze diverse e prospettive operative. A moderare i lavori è stato il giornalista e dottore forestale Luigi Torreggiani.

Una filiera che chiede più connessioni

Ad aprire il confronto è stato il sindaco di Paularo Marco Clama, che ha richiamato il valore del luogo scelto per l’iniziativa, Palazzo Calice-Valesio, edificio storico di fine Cinquecento. Nel corso della mattinata è emersa più volte l’idea che il settore forestale non possa più essere letto come un insieme di comparti separati, ma come un sistema che coinvolge produzione, ambiente, formazione e turismo.

Rinaldo Comino, direttore del Servizio Foreste della Regione Fvg, ha insistito sulla necessità di avvicinare sempre di più il pubblico a questi temi, ricordando il percorso già sviluppato con iniziative dedicate in altre città del Friuli Venezia Giulia. Mirco Cigliani, presidente di Legno Servizi, ha invece sottolineato il senso della tappa carnica di Foresta in Valle, collocata in un territorio dove la cultura del legno ha radici profonde.

Nel dibattito è tornato anche il tema del ricambio generazionale. Cigliani ha evidenziato l’ingresso di nuovi giovani nel settore, indicando questo elemento come un segnale incoraggiante per la tenuta e l’evoluzione della filiera.

Certificazioni e gestione dei boschi: il nodo dei proprietari privati

Tra i passaggi più concreti del convegno c’è stato quello dedicato alla valorizzazione delle proprietà forestali. Ivan Buzzi, presidente UNCEM FVG, ha ricordato che in Friuli Venezia Giulia la certificazione forestale compie vent’anni e coinvolge ormai 100mila ettari, con ricadute non solo ambientali ma anche economiche. Nel suo intervento ha citato inoltre il progetto dei crediti di carbonio a Pontebba, il finanziamento per Le vie del legno e il futuro centro di valorizzazione montano previsto lungo la ciclovia Alpe Adria.

Luigi Cacitti, presidente del Consorzio Boschi Carnici, ha richiamato invece una questione decisiva soprattutto nelle aree montane dell’Udinese: il coinvolgimento dei piccoli proprietari, spesso frammentati e difficili da aggregare. Ha ricordato la trasformazione avvenuta nel Consorzio dopo 150 anni di storia e il passaggio al pubblico della gestione di tremila ettari di bosco, accompagnato dalla Regione.

Nel suo ragionamento è entrata anche la lezione lasciata da Vaia: un evento che ha imposto cambiamenti ma che, allo stesso tempo, ha spinto imprese e operatori ad attrezzarsi meglio. Il Consorzio Boschi Carnici, primo in Italia a ottenere l’attestato per i crediti di carbonio, ha avviato anche il progetto Net-Wood, già scelto da 71 proprietari per affidare la gestione dei loro terreni boschivi.

Verio Solari ha posto l’accento sul dialogo tra i diversi segmenti della filiera, mentre Edi Snaidero, presidente del Cluster Legno Arredo Fvg e di EFIC, ha ribadito l’importanza del fare sistema. Un richiamo che, per la provincia di Udine, si lega al peso industriale del comparto regionale del mobile e del pannello, che raggiunge i 4 miliardi di fatturato e colloca il Friuli Venezia Giulia al terzo posto in Italia.

Bioeconomia, ricerca e il “modello Friuli”

Un altro asse del forum ha riguardato le opportunità legate alla bioeconomia forestale. Pier Giorgio Sturlese, presidente della Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG, ha illustrato il marchio Io sono FVG e i progetti condivisi dalle università di Udine e Innsbruck sull’impiego delle biomasse per ottenere cellulosa e lignina da destinare a carburanti e bioplastiche.

Il tema è stato inserito in un quadro più ampio da Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia, che ha richiamato la pressione esercitata dalla crisi climatica e dai cambiamenti demografici. Carlo Piemonte, direttore generale di FederlegnoArredo, ha invece puntato l’attenzione sulla capacità dei territori di reagire quando esiste una visione chiara, citando le boutique del legno progettate per il Cluster Arredo Fvg da Matteo Ragni.

Nel suo intervento Piemonte ha rilanciato il riferimento al “Modello Friuli”, sostenendo che la strada per la bioeconomia non debba essere una semplice imitazione dei Paesi del Nord Europa. Il punto, ha osservato, è trovare una via italiana che sappia valorizzare le specificità locali e tenere unito il sistema.

Le nuove regole Ue e le ricadute sulle aziende

Nel confronto di Paularo non è mancato il capitolo normativo, particolarmente sentito dalle imprese del territorio. Al centro il regolamento EUDR, che introduce vincoli su importazione, vendita ed esportazione di alcuni prodotti e materie prime collegati a deforestazione o degrado forestale. Sul tema i Cluster del Friuli Venezia Giulia hanno fatto sentire più volte la propria voce in sede europea.

Chiara Cassandro, esperta di due diligence, ha spiegato che la fase iniziale della normativa ha creato un impatto significativo, ma che oggi la gestione appare più sostenibile grazie a procedure alleggerite per raccogliere e conservare la documentazione. Alessandro Fantoni, capogruppo Legno Arredo di Confindustria Udine, ha ricordato che la formulazione originaria aveva creato forte preoccupazione tra le piccole aziende, per poi assumere un profilo più vicino a uno strumento di tutela.

Dario Gamannossi, in rappresentanza di FederlegnoArredo, ha richiamato la riduzione dei costi stimata da 8 a 2 miliardi e il calo degli ettari deforestati, con 200mila ettari in meno in Europa. Michele Simonitti, dottore forestale regionale, ha però evidenziato la necessità di regole più proporzionate alle realtà locali e ai tempi richiesti dai cantieri forestali.

Paularo tra turismo, boschi vetusti e prevenzione incendi

Il convegno ha affrontato anche il rapporto tra foresta e territorio vissuto. Ivana Bassi, docente di Scienze ambientali dell’Università di Udine, ha presentato il progetto Villaggio degli Alpinisti, di cui Paularo fa parte dal 2022 come unico comune del Friuli Venezia Giulia inserito nell’iniziativa. Un riconoscimento che lega paesaggio, attrattività turistica e dimensione comunitaria.

Sul versante degli strumenti regionali, Fabio Floreancig ha illustrato il Fondo di rotazione, che negli ultimi tre anni ha sostenuto 1300 interventi per un valore complessivo di 230 milioni di euro. Gregorio Lenarduzzi ha poi fatto il punto sulle attività regionali dedicate all’antincendio boschivo, tra potenziamento dei mezzi, cartografie e formazione.

Spazio infine al lavoro sui boschi vetusti, presentato dal professor Giorgio Alberti dell’Università di Udine e dal tecnico regionale Pierpaolo Zanchetta. In Friuli Venezia Giulia le aree candidate sono dieci e una si trova proprio nel territorio comunale di Paularo, a conferma del rilievo naturalistico di questa parte della Carnia.

Nelle conclusioni, Comino ha ricordato il percorso avviato nel 2016 insieme all’allora direttore del Cluster Carlo Piemonte, sottolineando come oggi il tema foreste non appartenga più soltanto agli addetti ai lavori. La filiera del legno, emerso dal confronto, è ormai un terreno comune tra impresa, ambiente, formazione e sviluppo locale.

Foresta in Valle prosegue domenica 17 maggio con iniziative aperte alla cittadinanza: passeggiata naturalistica nei boschi comunali in collaborazione con NanoValbruna, attività nel centro di Paularo dalle 11 con mercatini artigianali, prodotti tipici, laboratori e dimostrazioni, fino al Trofeo Boscaioli in Valle che chiuderà la manifestazione.

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