A Pozzuolo il premio “Angelo del Castello” guarda alla palla ovale e al lavoro dei club
Nell’auditorium comunale la quarta edizione ha acceso i riflettori sul rugby, tra formazione dei giovani, volontariato sportivo e sostegno del territorio.
Non solo risultati e classifiche, ma soprattutto educazione, crescita e presenza nelle comunità. È questo il filo conduttore della quarta edizione dell’“Angelo del Castello”, andata in scena a Pozzuolo del Friuli con un’edizione interamente dedicata al rugby.
L’appuntamento si è svolto all’auditorium comunale e ha proposto una lettura ampia del mondo sportivo, mettendo al centro il valore che le società riescono a esprimere ogni giorno, in particolare nel rapporto con i più giovani.
A promuovere l’iniziativa sono state l’Associazione Veterani dello Sport e Udinese-Life, con il patrocinio del Comune. La scelta della palla ovale come tema dell’edizione 2025 ha dato spazio a un movimento che, anche nell’area udinese e più in generale in Friuli Venezia Giulia, continua a trovare forza nel lavoro di base.
Il rugby come scuola di comunità
Nel corso dell’incontro l’attenzione si è concentrata sul ruolo formativo dello sport, oltre l’aspetto agonistico. Il rugby è stato indicato come esempio di disciplina capace di trasmettere regole, spirito di gruppo e responsabilità, elementi che nelle fasce giovanili assumono un peso ancora più evidente.
Il messaggio emerso da Pozzuolo è stato chiaro: dietro la crescita di atleti e atlete non ci sono soltanto doti individuali, ma una rete fatta di allenatori, dirigenti, famiglie e volontari che rende possibile l’attività quotidiana.
La presenza delle istituzioni regionali
All’appuntamento hanno preso parte anche il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e il consigliere Massimiliano Pozzo. Nel suo intervento, Bordin ha richiamato l’utilità di occasioni pubbliche che riportano l’attenzione sullo sport come risorsa per il territorio.
Il presidente del Consiglio regionale ha ricordato come il Friuli Venezia Giulia continui a sostenere questo settore attraverso investimenti, progetti e supporto alle associazioni. Un impegno che, nelle sue parole, aiuta a creare condizioni favorevoli sia per la pratica diffusa sia per la crescita di realtà sportive solide.
Bordin ha inoltre sottolineato che i traguardi raggiunti non nascono mai in modo isolato. A fare la differenza, ha osservato, è anche il contributo costante di chi opera dietro le quinte e permette a tanti ragazzi e adulti di trovare nello sport un punto di riferimento stabile.
Un riconoscimento che parla anche all’Udinese del territorio
La serata di Pozzuolo del Friuli ha così assunto un significato che va oltre il singolo evento celebrativo. L’“Angelo del Castello” si conferma infatti come uno spazio in cui il territorio si racconta attraverso lo sport, dando visibilità a discipline e percorsi che hanno ricadute concrete nella vita delle comunità locali.
In questa edizione, dedicare il premio ai campioni e alle campionesse del rugby ha voluto riconoscere non soltanto i protagonisti in campo, ma anche il lavoro capillare delle società che investono nella formazione e nel settore giovanile. Un segnale importante per il mondo sportivo dell’area udinese, dove il radicamento delle associazioni continua a rappresentare un patrimonio sociale oltre che sportivo.