Ricerche allargate nel Friuli udinese, emerge uno scritto della donna sparita con i figli
Il prefetto di Udine dispone un ampliamento dell’area da controllare. Tra gli elementi valutati anche una lettera attribuita a Sonia Bottacchiari.
Nel territorio udinese si allarga il perimetro delle verifiche sulla scomparsa di Sonia Bottacchiari, 49 anni, dei suoi due figli adolescenti e dei quattro cani che erano con loro. Dopo un vertice convocato in prefettura, è stato deciso di estendere di circa 20 chilometri l’area già battuta nelle ricerche.
Il coordinamento operativo resta in capo ai Vigili del Fuoco, mentre i carabinieri continuano a seguire gli approfondimenti investigativi in raccordo con la Procura di Piacenza. La vicenda, che manca di sviluppi concreti dal 20 aprile, continua così a muoversi su due piani: quello del territorio e quello degli elementi raccolti dagli inquirenti.
La decisione presa a Udine
L’indicazione di ampliare il raggio dei controlli è arrivata dal prefetto di Udine, Domenico Lione, al termine di un incontro pomeridiano con forze dell’ordine e soccorritori. L’obiettivo è verificare porzioni di territorio ulteriori rispetto a quelle già passate al setaccio nei giorni scorsi, nella speranza di trovare una traccia utile a ricostruire gli ultimi spostamenti della famiglia.
Per il Friuli, e in particolare per l’area udinese coinvolta dalle attività, il caso mantiene un rilievo forte anche per l’impiego di uomini e mezzi che da giorni stanno lavorando senza sosta. L’assenza di contatti e di segnalazioni certe rende infatti ogni dettaglio potenzialmente importante.
Lo scritto rinvenuto nell’abitazione del padre
Nelle ultime ore è emerso anche il ritrovamento di una lettera attribuita a Sonia Bottacchiari. Secondo quanto riferito, il documento sarebbe stato trovato nella casa del padre della donna dal giornalista di Sky TG24 Flavio Isernia, che si trovava nell’abitazione insieme all’uomo durante alcune riprese.
La segnalazione ai carabinieri è stata immediata. Da quanto trapelato, il testo sarebbe stato scritto prima dell’allontanamento e destinato proprio al padre. Sul contenuto non sono stati diffusi particolari estesi, ma gli elementi emersi parlano di un quadro di marcata sofferenza personale.
Si tratta di un passaggio che potrebbe aiutare a comprendere meglio lo stato emotivo della donna nelle ore precedenti alla scomparsa. Resta però un tassello da collocare dentro un’indagine più ampia, che comprende movimenti, contatti e materiali già acquisiti.
Il nodo dei telefoni spenti insieme
Tra gli aspetti che continuano a richiamare l’attenzione degli investigatori c’è quello dei dispositivi telefonici. La famiglia avrebbe avuto con sé almeno quattro smartphone: oltre a quelli personali, anche un apparecchio che la donna usava per la collaborazione con un caseificio.
Uno dei dati ritenuti significativi è che tutti e quattro i telefoni sarebbero stati disattivati nello stesso momento. Un elemento che viene considerato con particolare attenzione, perché potrebbe indicare una scelta precisa e non un’interruzione casuale delle comunicazioni.
Proprio da questi riscontri tecnici passa una parte importante del lavoro investigativo. Incrociare orari, spostamenti e testimonianze può infatti aiutare a ricostruire cosa sia accaduto dal 20 aprile in avanti.
Un caso ancora senza risposte
La scomparsa di Sonia Bottacchiari, dei due figli e dei quattro cani resta dunque aperta su più fronti. Da una parte proseguono le ricerche sul terreno, ora con un raggio più ampio nel Friuli udinese; dall’altra si analizzano i dettagli emersi nelle ultime ore, compreso lo scritto trovato nell’abitazione del padre.
Al momento le certezze sono poche, mentre aumentano gli elementi da verificare. La lettera, i telefoni neutralizzati nello stesso istante e l’assenza di notizie continuano a comporre un quadro complesso, sul quale le autorità stanno concentrando gli sforzi per arrivare a un chiarimento.