Soccorso in quota sulle Giulie, alpinista portato a Udine dopo una caduta in parete

Recupero complesso sulla Cima Alta di Riobianco: ferito un trentenne sloveno, poi trasferito all’ospedale di Udine.

19 giugno 2026 20:20
Soccorso in quota sulle Giulie, alpinista portato a Udine dopo una caduta in parete -
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È all’ospedale di Udine che si è concluso il delicato intervento di soccorso avvenuto nella tarda mattinata sulle Alpi Giulie, dopo l’incidente che ha coinvolto un alpinista sloveno impegnato sulla Cima Alta di Riobianco.

L’uomo, circa trent’anni, è rimasto ferito durante la salita e dopo le prime cure in quota è stato trasferito nel capoluogo friulano per gli approfondimenti clinici necessari.

Il recupero e il trasferimento verso il Santa Maria della Misericordia

Dopo una prima stabilizzazione in parete, il ferito è stato issato con il verricello e portato al Bivacco Gorizia. In quel punto i soccorritori hanno completato le operazioni di assistenza, predisponendo il successivo trasporto in sicurezza.

L’alpinista è stato sistemato su una barella spinale e poi condotto all’ospedale di Udine, struttura di riferimento per la presa in carico del trauma riportato durante la caduta.

Caduta poco sotto la cima

L’incidente si è verificato a circa 2250 metri di quota, quando l’uomo si trovava ancora a una distanza di circa 150 metri dalla vetta. Stava avanzando da primo di cordata quando è precipitato, urtando la roccia.

Le conseguenze sono apparse subito rilevanti: il quadro iniziale parlava di un importante trauma al torace, oltre ad altre lesioni riportate nell’impatto.

Intervento sanitario direttamente in parete

Per raggiungerlo è stata impiegata l’eliambulanza, che ha calato con un verricello il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino. La discesa è avvenuta con circa 50 metri di cavo, così da consentire una prima valutazione sul posto.

In un secondo momento è stata fatta scendere anche la dottoressa, che ha prestato le cure immediate e somministrato un antidolorifico prima della fase di recupero. L’operazione si è svolta in più passaggi, imposti dall’ambiente severo e dalla necessità di operare con precisione.

La compagna di cordata ha raggiunto valle con altri alpinisti

Con il ferito c’era anche la compagna di cordata, pure lei slovena. La donna non è stata recuperata in elicottero: ha potuto scendere accompagnata da un’altra cordata presente sulla stessa via.

La presenza di altri alpinisti ha facilitato la gestione della discesa, mentre l’attenzione dei soccorritori restava concentrata sulle condizioni dell’uomo rimasto ferito poco sotto la cima.

Un nuovo intervento che si chiude a Udine

L’episodio conferma quanto le montagne del Friuli richiedano interventi rapidi e altamente tecnici quando si verificano incidenti in parete, specie in zone dove l’assistenza sanitaria deve arrivare direttamente dall’alto.

Saranno ora i medici dell’ospedale di Udine a definire con maggiore precisione il quadro delle lesioni. Resta l’esito di un recupero complesso, concluso con il trasferimento del trentenne in città dopo le prime manovre effettuate in quota.

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