Talmassons, dai banchi al murale: gli alunni del Doposcuola portano poesia e astronomia al C.A.S.T.
Nel comune del Medio Friuli prende forma un percorso educativo che unisce creatività, scienza e inclusione, con tappa finale il 22 maggio 2026.
A Talmassons il cielo diventa un tema concreto di lavoro in classe, un filo che lega parole, curiosità scientifica e attenzione alle pari opportunità. Il progetto coinvolge gli studenti del Doposcuola della scuola primaria e guarda già a un appuntamento pubblico che porterà il loro lavoro fuori dall’aula, dentro la vita della comunità.
L’iniziativa si intitola “Il cielo è di tutti” e prende spunto dalla filastrocca di Gianni Rodari, riletta come occasione educativa per parlare ai bambini di condivisione, differenze e libertà di immaginare. Il percorso è stato costruito per avvicinare i più piccoli sia alla scrittura poetica sia all’osservazione del mondo scientifico.
Nel contesto del Medio Friuli, il progetto si inserisce in un’attività più ampia che negli anni ha messo al centro scuola, cultura e inclusione. L’idea è semplice ma ambiziosa: offrire a bambine e bambini strumenti espressivi e modelli positivi, senza separare il linguaggio artistico dalla conoscenza.
Il traguardo previsto è al C.A.S.T. di via Cadorna
Il lavoro dei ragazzi confluirà in poesie originali destinate a entrare nel murale dedicato a Margherita Hack al C.A.S.T. di via Cadorna. L’inaugurazione è prevista per venerdì 22 maggio 2026 e sarà accompagnata da una lettura pubblica dei testi realizzati dagli alunni durante il laboratorio.
Accanto ai bambini sono annunciati anche interventi di figure note dell’ambito scientifico, tra cui gli astrofisici Edwige Pezzulli e Steno Ferluga. La presenza di studiose e studiosi rafforza il senso dell’iniziativa: mostrare che il dialogo tra arte e scienza non è astratto, ma può diventare esperienza condivisa anche in un paese del territorio udinese.
Come si sviluppa il laboratorio con gli studenti
A seguire il percorso è la poetessa Maria Pina La Marca, insegnante della scuola primaria di Pordenone e docente di italiano per adulti stranieri. La sua esperienza in ambito educativo e interculturale ha dato al progetto una direzione precisa, basata su ascolto, lettura e scrittura come strumenti per conoscersi e comunicare.
Gli alunni del Doposcuola sono stati organizzati in due gruppi: da una parte i bambini di prima e seconda, dall’altra quelli di terza, quarta e quinta. Le attività sono state pensate in modo differenziato, così da lavorare su sensibilità, lessico, percezione ed espressione personale in base all’età.
Il risultato non è soltanto la produzione di testi poetici. Al centro c’è anche l’idea che ogni bambino possa trovare una propria voce e usarla per raccontare emozioni, immagini e domande. In questo senso, il cielo diventa una figura comune, accessibile a tutti, capace di unire esperienze diverse.
Pari opportunità e materie scientifiche nello stesso percorso
“Il cielo è di tutti” si collega a un cammino avviato nel 2015 con la Convenzione Ambito Donna. L’obiettivo resta quello di promuovere rispetto reciproco e uguaglianza fin dalla scuola primaria, contrastando gli stereotipi di genere e aprendo ai più piccoli anche la strada delle discipline STEM, con un’attenzione particolare all’astronomia.
L’evento del 22 maggio ospiterà anche una conferenza di Edwige Pezzulli sul tema “Le donne nell’astronomia”. Sarà un passaggio importante per offrire alle nuove generazioni esempi concreti di presenza femminile nella ricerca e nella divulgazione scientifica.
Durante la serata saranno inoltre premiate tre donne friulane che si sono distinte in ambiti diversi: Silvia Marchesan, ricercatrice e docente di Chimica Organica all’Università di Trieste; Giulia Antoniali, ricercatrice e docente di Biologia Molecolare all’Università di Udine; e Daniela Dose, professoressa, giornalista pubblicista e presidente dell’associazione “Matilda, mi racconti una storia?”.
Una collaborazione che coinvolge molte realtà del territorio
Il progetto è stato costruito grazie a una rete ampia di soggetti: oltre a Maria Pina La Marca, sono coinvolti Itaca Onlus, C.A.S.T., Save Art con le artiste Valentina Azzini e Paola Moretti, Ambito Donna del Medio Friuli, l’associazione L’Istrice, l’ASP D. Moro, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Commissione Regionale per le Pari Opportunità e Primacassa Società Cooperativa di Flambro, con la collaborazione anche della Fondazione Progetto Autismo e delle associazioni Fameis e AFDS sezione di Talmassons.
Per il comune del Medio Friuli è anche una tappa che si lega al 25° anniversario della fondazione del C.A.S.T. e a un lavoro che l’amministrazione porta avanti da oltre dieci anni attraverso l’assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità. L’intento è continuare a proporre iniziative rivolte a scuole, famiglie e cittadini, mettendo insieme crescita culturale e cittadinanza attiva.
Nel segno di questo percorso, Talmassons prova a trasformare un progetto scolastico in un messaggio più largo per tutto il territorio: la conoscenza può essere condivisa, la creatività può aprire porte inattese e il rapporto tra bambini, scienza e cultura può diventare un investimento concreto sul futuro.