Tavagnacco mette al centro l’IA: scuola, imprese e territorio a confronto al congresso AICA

Due giornate nell’hinterland udinese dedicate all’intelligenza artificiale: focus su formazione, regole, lavoro e competenze digitali.

17 ottobre 2026 17:23
Tavagnacco mette al centro l’IA: scuola, imprese e territorio a confronto al congresso AICA -
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Tavagnacco si è ritagliata per due giorni un ruolo da punto di incontro nazionale sul tema dell’intelligenza artificiale, ospitando il Congresso AICA 2026 all’interno dell’AI Forum promosso con DITEDI e Comune di Tavagnacco. Al centro del confronto non c’era solo la tecnologia, ma il modo in cui sta cambiando la vita quotidiana, la scuola e l’organizzazione del lavoro.

Il filo conduttore dell’appuntamento, andato in scena il 16 e 17 ottobre, è stato chiaro: capire l’impatto dell’IA significa affrontare insieme preparazione, responsabilità e capacità di governare il cambiamento. Un tema che, per un territorio come quello udinese, tocca da vicino mondo produttivo, formazione tecnica e sistema scolastico.

Il nodo delle competenze, a partire dai docenti

Tra i messaggi più netti emersi dal congresso c’è quello rilanciato dal presidente di AICA, Antonio Piva, che ha insistito sulla necessità di formare e certificare le competenze legate all’intelligenza artificiale. L’associazione punta in particolare su percorsi rivolti agli insegnanti e ai formatori, con l’obiettivo di estendere strumenti utili a un uso consapevole delle nuove applicazioni anche tra gli studenti.

Nel dibattito è stato richiamato il valore dei percorsi di certificazione e della cultura digitale come base per affrontare una transizione che non riguarda solo gli specialisti. L’idea condivisa è che senza preparazione diffusa l’innovazione rischi di restare superficiale o di essere utilizzata in modo improprio.

Il contributo del Friuli: università, scuola e talenti

Non è mancata una forte presenza del territorio. Pier Luca Montessoro, delegato del rettore dell’Università di Udine per i servizi informatici, ha richiamato la dimensione globale della sfida, soffermandosi sui temi della governance e della dipendenza dai grandi operatori privati internazionali.

Dal mondo della scuola sono arrivati gli interventi di Luca Gervasutti, presidente regionale ANP Friuli Venezia Giulia, e di Roberto Ronutti, vicepresidente del consiglio direttivo regionale ANPE FVG e Trentino Alto Adige. Entrambi hanno posto l’accento sul ruolo educativo di docenti e famiglie: l’IA, è stato osservato, va compresa e guidata, non semplicemente subita.

Spazio anche ai giovani con Giuseppe Rossitto, docente dell’ISIS Malignani di Udine e referente regionale delle Olimpiadi Italiane di Informatica, affiancato da Konstantinos Marco Michalakis, studente dell’International School di Trieste tra i partecipanti premiati alle finali di Campobasso. Un passaggio che ha riportato l’attenzione sul pensiero computazionale e sulla crescita dei talenti nelle scuole del Friuli Venezia Giulia.

Etica, privacy e sicurezza tra i temi più discussi

Una parte importante del congresso ha riguardato i limiti e le cautele. Agostino Ghiglia, componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, ha invitato a non abbassare l’attenzione su verità, libertà individuale e uso critico degli strumenti digitali. Il richiamo è stato quello a non delegare tutto alle macchine, evitando scorciatoie intellettuali.

Nello stesso solco si inseriscono gli interventi che hanno legato innovazione ed etica, tra cui quello di Daniele Damele, presidente FASI e di Federmanager Friuli Venezia Giulia, che ha ribadito la centralità della persona. Marco Cozzi, presidente del Digital Security Festival, ha invece posto il tema della cybersicurezza, suggerendo sperimentazioni in ambienti controllati prima di un’adozione più ampia.

Le ricadute per imprese e organizzazioni

Per il sistema economico locale il congresso ha offerto indicazioni pratiche. Fabrizio Peresson, presidente nazionale Confartigianato ICT, ha definito l’intelligenza artificiale un’occasione concreta anche per le piccole imprese, purché accompagnata da investimenti nella formazione. Francesco Zorgno, presidente di Seed Money, ha ricordato che automatizzare bene significa prima conoscere e organizzare i processi interni.

Nicola Bosello, amministratore unico di DITEDI, ha insistito sull’esigenza di un lavoro condiviso tra istituzioni, aziende e mondo della formazione. Un’impostazione particolarmente significativa per l’area udinese, dove la relazione tra distretto digitale, scuole tecniche e imprese può diventare uno dei fattori decisivi per non inseguire il cambiamento ma orientarlo.

Nel corso delle due giornate sono intervenuti anche, tra gli altri, Vincenzo Vespri, Antonio Palmieri, Angelo Deiana, Bruno Lamborghini e Alberto Cavicchiolo, aggiungendo riflessioni su didattica, competitività, responsabilità e cultura d’impresa. Il passaggio da Tavagnacco lascia così un messaggio preciso: l’IA non è un tema per addetti ai lavori, ma una questione che riguarda direttamente anche il futuro del territorio udinese.

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