Da Lignano a Roma, la Terrazza a Mare entra nel racconto dell’architettura italiana al MAXXI
Il recupero dell’edificio simbolo della località balneare friulana è stato inserito nella mostra del MAXXI dedicata a ottant’anni di architettura nazionale.
Un simbolo riconoscibile della costa friulana trova spazio in uno dei luoghi più importanti della cultura architettonica italiana. La Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro è infatti presente al MAXXI di Roma nella mostra “Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026”, allestita nell’ambito delle iniziative per gli 80 anni della Repubblica.
Per il territorio udinese si tratta di una vetrina nazionale di rilievo, perché l’esposizione non si limita a richiamare l’immagine dell’edificio, ma porta all’attenzione anche il percorso di recupero che sta interessando una delle strutture più rappresentative del litorale.
La rassegna resterà visitabile fino a novembre e include, accanto ad altri interventi considerati significativi nel panorama del Paese, anche il caso di Lignano Sabbiadoro.
Un riconoscimento nazionale per un’icona del litorale friulano
La presenza della Terrazza a Mare al museo romano assume un significato che va oltre i confini della località balneare. L’edificio, da decenni legato all’immagine di Lignano, viene inserito in un percorso che ripercorre dal secondo dopoguerra a oggi le trasformazioni dell’architettura italiana.
All’inaugurazione della mostra era presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si è soffermato nello spazio dedicato all’opera lignanese. Un passaggio che ha dato ulteriore visibilità al progetto friulano all’interno del percorso espositivo.
La mostra, curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, mette insieme opere, idee e interventi che hanno segnato diverse stagioni della crescita del Paese. In questo quadro è stato inserito anche il lavoro che riguarda la Terrazza a Mare.
Il cantiere diventa parte del racconto
Uno degli aspetti più rilevanti dell’allestimento è la scelta di non fermarsi all’immagine finale dell’edificio. Il MAXXI espone anche elementi legati al cantiere: prototipi strutturali, fotografie delle lavorazioni e soluzioni tecniche adottate per il recupero.
In questo modo il progetto viene raccontato come processo, non soltanto come risultato concluso. È una lettura che valorizza il lavoro di riqualificazione in corso e restituisce il senso di un intervento pensato per dare nuova funzione a un luogo entrato stabilmente nell’identità urbana di Lignano.
Nel percorso trova spazio anche il tema delle scuole di paese, altro filone friulano presente nella rassegna romana, a conferma di un’attenzione più ampia verso esperienze del territorio regionale.
La storia dell’edificio e il progetto di riqualificazione
La Terrazza a Mare fu progettata dall’architetto Aldo Bernardis e inaugurata nel 1972. Oggi è al centro di un ampio intervento firmato dall’Officina di Architettura GDA dell’architetto Giulia De Appolonia, con l’obiettivo di aggiornare e rilanciare una struttura che per Lignano resta un punto di riferimento visivo e simbolico.
Alla presentazione romana ha preso parte anche una delegazione del Comune di Lignano Sabbiadoro, con l’assessore ai lavori pubblici Marco Donà. Per l’amministrazione, l’inserimento della Terrazza in una mostra di questo livello rappresenta un riconoscimento che riguarda non soltanto la città, ma l’intero Friuli Venezia Giulia.
Lo stesso assessore ha evidenziato il valore dell’opera sia sul piano turistico sia su quello culturale, sottolineando come l’attenzione del MAXXI verso il progetto, le scelte tecniche e il percorso di cantiere contribuisca a mettere in luce la qualità dell’intervento avviato.
Fino a novembre, dunque, Roma ospita anche un frammento importante del paesaggio friulano: non solo un edificio affacciato sul mare, ma una pagina di architettura del territorio udinese che entra nel racconto nazionale delle opere più significative del dopoguerra e del presente.