Tolmezzo, bovina incinta recuperata in volo dal canalone: operazione delicata sopra Dispieris
L’animale, di circa 800 chili, era scivolato per centinaia di metri in una zona impervia. Decisivo il lavoro congiunto di Vigili del fuoco, SAF, veterinario ed elicottero.
Un intervento fuori dall’ordinario ha impegnato per ore i soccorritori in Carnia, dove una bovina gravida è stata riportata in salvo dopo essere finita in un canalone in territorio di Tolmezzo. Il recupero, particolarmente complesso per le condizioni dell’animale e per il luogo della caduta, si è concluso con il trasporto aereo fino a Casera Duron.
L’episodio è avvenuto sabato 30 maggio 2026 in località Dispieris. A chiedere aiuto è stato l’allevatore, dopo essersi accorto che la mucca, dal peso di circa 800 chili, era precipitata lungo il pendio per quasi 300 metri, fermandosi in un punto difficile da raggiungere da terra.
Un salvataggio costruito passo dopo passo
Per affrontare l’operazione sono stati mobilitati i Vigili del fuoco del distaccamento di Tolmezzo insieme agli specialisti del nucleo SAF Speleo Alpino Fluviale del comando di Udine. Fin dalle prime valutazioni è stato chiaro che non si trattava di un semplice recupero: bisognava evitare ulteriori traumi a un animale di grandi dimensioni e in stato di gravidanza.
La zona impervia ha imposto una gestione molto prudente delle manovre. Raggiungere la bovina era solo il primo passaggio: la parte più delicata era predisporre un sistema sicuro per il sollevamento senza peggiorarne le condizioni.
Il ruolo decisivo del veterinario
Durante tutte le fasi operative è rimasto presente un veterinario, chiamato a seguire da vicino la situazione dell’animale e a supportare le scelte più sensibili del recupero. La sua presenza è stata importante soprattutto nel momento della sistemazione nell’imbrago.
In casi di questo tipo, infatti, il problema non è soltanto spostare l’animale da un punto all’altro, ma farlo nelle condizioni più controllate possibili. Peso elevato, gravidanza e posizione dopo la caduta rendevano ogni passaggio particolarmente delicato.
Due ore di lavoro per l’imbragatura
La fase più lunga si è concentrata proprio sulla preparazione al trasporto. I soccorritori hanno utilizzato uno speciale imbrago per bovini in dotazione al comando friulano, lavorando con grande cautela per stabilizzare l’animale.
Per completare questa operazione sono stati impegnati una decina di operatori per circa due ore. Solo dopo i controlli sulla corretta sistemazione dell’imbracatura è stato possibile dare il via al recupero con il supporto del mezzo aereo.
Il trasferimento fino a Casera Duron
A quel punto l’imbrago è stato collegato all’elicottero della Protezione civile regionale, entrato in azione per il sollevamento dalla scarpata. Il volo ha permesso di portare la bovina fuori dalla zona più critica e di trasferirla fino a Casera Duron, dove è stata posata in sicurezza.
L’intervento ha richiesto un coordinamento preciso tra il personale a terra e l’equipaggio del velivolo, in un contesto dove ogni errore avrebbe potuto complicare ulteriormente la situazione.
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Un episodio che mostra la difficoltà degli interventi in montagna
Quanto accaduto sopra Tolmezzo restituisce bene la complessità dei soccorsi in ambiente montano quando sono coinvolti animali di grossa taglia. In questo caso il quadro era reso ancora più delicato dalla lunga caduta, dal peso della bovina e dalla gravidanza.
Il buon esito del recupero è arrivato grazie al lavoro congiunto tra Vigili del fuoco, specialisti SAF, veterinario e Protezione civile regionale. Un’operazione tecnica, lunga e molto attenta, che ha permesso di mettere in salvo l’animale in un’area tra le più difficili da gestire con mezzi ordinari.