Tomadini, notte di musica in piazza Primo Maggio: il Conservatorio dedica un’aula a Sergio Peresson

A Udine l’Open Night del Tomadini ha unito omaggio al grande liutaio, ensemble degli studenti e chiusura jazz nonostante la pioggia.

22 giugno 2026 11:55
Tomadini, notte di musica in piazza Primo Maggio: il Conservatorio dedica un’aula a Sergio Peresson -
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Nel cuore di Udine l’estate musicale ha preso forma in piazza Primo Maggio, dove il Conservatorio Tomadini ha portato avanti fino a tarda sera la sua Open Night. Il pubblico ha seguito il programma anche quando sono arrivate le prime gocce, restando nel giardino per una lunga sequenza di esibizioni che ha accompagnato la città fino a mezzanotte.

L’appuntamento di domenica 21 giugno 2026, nel giorno del solstizio, ha messo insieme il volto più aperto e quello più identitario dell’istituto: da una parte la maratona di concerti, dall’altra un momento simbolico dedicato a una figura udinese di rilievo internazionale come Sergio Peresson.

Un riconoscimento che parla anche alla città

Prima dell’avvio del cartellone musicale, il Conservatorio ha intitolato un’aula a Peresson, nato a Udine nel 1913 e ricordato nel mondo della liuteria del Novecento per strumenti entrati nelle mani di interpreti di primo piano. L’omaggio ha dato alla serata un significato che andava oltre il semplice evento estivo, riportando l’attenzione su una tradizione artigianale e musicale che appartiene anche alla storia cittadina.

Il nome del liutaio è legato a musicisti come Isaac Stern, Yehudi Menuhin, Jaime Laredo, Eugene Fodor, Maria Bachmann, Ivan Galamian e Jacqueline du Pré. Al Tomadini è custodito anche un suo violino, che viene assegnato agli studenti attraverso un bando, segno concreto di un legame non solo celebrativo ma vivo nella formazione quotidiana.

All’apertura istituzionale hanno preso parte il direttore uscente Beppino Delle Vedove, la nuova direttrice Cristina Nadal e l’assessore comunale alla Cultura Federico Pirone. Un passaggio che ha segnato l’inizio ufficiale della serata davanti al pubblico raccolto nel giardino.

Il percorso del Tomadini sulla liuteria

L’intitolazione si inserisce in un lavoro avviato negli ultimi anni dal Conservatorio. Nel 2022 l’istituto aveva infatti aperto il laboratorio di liuteria dedicato alla costruzione e al restauro degli strumenti ad arco, affidato al maestro Simeone Morassi.

Durante la presentazione è stato ricordato come, fino a quel momento, in Italia un corso di questo tipo fosse presente solo a Santa Cecilia. Un elemento che rafforza il profilo del Tomadini e spiega perché il tributo a Peresson abbia avuto un peso particolare proprio a Udine.

Una scaletta lunga fino alla notte

La parte musicale è partita con la pop rock band del Conservatorio diretta da Valter Sivilotti, nome noto anche al grande pubblico per il lavoro svolto negli anni come direttore d’orchestra e arrangiatore, oltre che per collaborazioni con artisti della musica italiana.

Udine, Tomadini Open Night fino a mezzanotte tra pioggia, jazz e omaggio a Sergio Peresson
Udine, Tomadini Open Night fino a mezzanotte tra pioggia, jazz e omaggio a Sergio Peresson

Dopo l’avvio, il programma ha cambiato più volte atmosfera, alternando organici e repertori diversi. Si sono esibiti l’Ensemble di fagotti guidato da Alarico Lenti, l’Ensemble di Fiati diretto da Antonio Piani, il duo formato da Valentina Manzocco e Dafne Comelli e quello composto da Ruggero Ottogalli e Francesco Morici.

Nella stessa serata hanno trovato spazio anche il Quintetto di Clarinetto e Archi, il Quintetto di Pianoforte e Fiati, il Trio e Quartetto d’Archi, il Trio Aulòs, l’Ensemble Sassofoni, il Trio di Fisarmoniche e l’Ensemble di Ottoni. Un susseguirsi di proposte che ha attraversato musica da camera, repertori classici e pagine più contemporanee senza interrompersi con il cambio del tempo.

Il finale affidato al jazz

Nell’ultima parte della Open Night il clima si è spostato sul jazz, con una chiusura costruita sulle musiche di Burt Bacharach. Le esecuzioni finali hanno accompagnato il pubblico verso la conclusione con alcune delle sue composizioni più conosciute.

L’ultimo brano scelto è stato That’s what friends are for, sigillo di una serata che ha tenuto insieme formazione, memoria e partecipazione pubblica. Per Udine è stato anche un modo per aprire la stagione estiva con un evento capace di parlare alla città attraverso i suoi giovani musicisti e la sua storia culturale.

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