Tragedia sul Piombada, identificati i due escursionisti trovati senza vita sopra Sella Chianzutan

Avevano poco più di vent’anni e stavano affrontando una traversata nelle Prealpi Carniche. Il ritrovamento è avvenuto lungo la cresta tra Bottai e Piombada.

17 maggio 2026 11:03
Tragedia sul Piombada, identificati i due escursionisti trovati senza vita sopra Sella Chianzutan -
Condividi

La montagna sopra Verzegnis restituisce due nomi e due storie dopo giorni di ricerche: le vittime trovate senza vita nell’area del Monte Piombada sono Christian Simon, 23 anni, cittadino austriaco, e Alexander Stanger, statunitense residente in Germania. Erano partiti per alcuni giorni di cammino nelle Prealpi Carniche, con base di accesso da Sella Chianzutan.

Il ritrovamento dei corpi è avvenuto nella mattinata di sabato 16 maggio 2026, in un tratto di cresta tra il Monte Bottai e il Piombada, nel territorio comunale di Verzegnis. La prima ricostruzione indica un incidente in quota, maturato su un pendio ripido con neve residua, dove una perdita di equilibrio avrebbe provocato una caduta fatale di parecchi metri.

Per il territorio udinese è una notizia che riporta l’attenzione sulle condizioni ancora delicate della media montagna in questa fase della stagione. A metà maggio, infatti, i versanti oltre una certa quota possono conservare tratti insidiosi, soprattutto lungo dorsali erbose ed esposte come quelle che caratterizzano questa zona delle Prealpi Carniche.

Chi sono le due vittime

Christian Simon e Alexander Stanger erano due giovani amici uniti dalla passione per l’escursionismo. Le informazioni raccolte finora li collocano in una fascia d’età molto vicina: Simon aveva 23 anni, mentre per Stanger le prime indicazioni parlano di un coetaneo o di un ragazzo di poco più grande.

Non erano arrivati in Carnia per una semplice uscita giornaliera. Il loro programma prevedeva una traversata articolata su più giorni, con pernottamenti e spostamenti lungo un itinerario di montagna che attraversa casere, selle e cime dell’area sopra Chianzutan.

La vicenda ha avuto un forte impatto umano anche nella Bassa Friulana, da dove i due si erano mossi prima di raggiungere la zona di partenza dell’escursione. Da lì, il viaggio verso la montagna si è trasformato in una ricerca durata diversi giorni.

Il percorso seguito tra Casera Avrint e Monte Bottai

Gli elementi utili a ricostruire il tragitto portano verso l’itinerario che da Sella Chianzutan sale in direzione di Casera Avrint e poi del Monte Bottai, per proseguire verso il Piombada. I due avevano lasciato i mezzi nella zona di avvio del percorso e si erano incamminati con attrezzatura da escursione.

Tra i riscontri acquisiti ci sono anche le tracce del loro passaggio in alcuni punti del tragitto, dettaglio che ha consentito di restringere l’area da controllare. Questo ha orientato le squadre verso la parte alta della dorsale, escludendo progressivamente le ipotesi di una sosta prolungata nei ricoveri più bassi.

La zona dove tutto sarebbe accaduto non è una parete alpinistica in senso stretto, ma una cresta che con fondo asciutto può apparire più accessibile di quanto sia davvero. Quando però l’erba è bagnata o coperta da neve tardiva, lo spazio per arrestare una scivolata si riduce drasticamente.

Il punto critico sulla cresta del Piombada

L’incidente si sarebbe verificato lungo la dorsale che collega Bottai e Piombada, in un tratto esposto e inclinato. L’ipotesi al momento ritenuta più probabile è quella di una scivolata su terreno misto, con successiva caduta di decine di metri. Saranno gli accertamenti a definire con precisione la sequenza.

Resta da chiarire se uno dei due abbia perso l’equilibrio trascinando l’altro, oppure se entrambi siano stati coinvolti quasi nello stesso momento dalle condizioni del pendio. Al momento non risultano elementi che facciano pensare ad altro se non a un tragico incidente di montagna.

Secondo le prime valutazioni, il decesso risalirebbe ai giorni precedenti al ritrovamento, probabilmente all’inizio della settimana. È questo il quadro che spiega il mancato rientro e l’attivazione delle ricerche nella zona montana sopra Verzegnis.

Le operazioni di ricerca nell’area di Verzegnis

La macchina dei soccorsi si è concentrata su sentieri, ricoveri e versanti compatibili con il tracciato seguito dai due giovani. Nelle ricerche hanno operato Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione civile e tecnici specializzati nell’intervento in ambiente impervio.

L’area controllata comprendeva i principali percorsi in quota attorno a Sella Chianzutan, inclusi i collegamenti verso Casera Avrint, il Bottai e il Piombada. Il recupero dei corpi ha richiesto anche il supporto dell’elicottero, indispensabile in un punto difficile da raggiungere e da mettere in sicurezza da terra.

In scenari di questo tipo il lavoro dei soccorritori non consiste solo nel localizzare le persone disperse. Ogni operazione deve tenere conto della stabilità del terreno, dell’esposizione del versante e delle finestre meteo utili per intervenire senza aumentare il rischio per chi opera.

La neve di primavera e i rischi da non sottovalutare

La tragedia del Piombada riaccende un tema ben noto anche sulle montagne friulane: in primavera la quota può conservare condizioni quasi invernali, nonostante in pianura il clima suggerisca altro. Neve residua, erba viscida, tratti gelati e pendii esposti cambiano molto il livello di difficoltà di un itinerario.

Nel caso di questa dorsale, il pericolo non sembra legato a fenomeni improvvisi come una valanga, ma a una combinazione più subdola: poca neve nel punto sbagliato, su una pendenza dove una scivolata diventa subito incontrollabile. È un tipo di rischio frequente nelle Prealpi e spesso meno percepito rispetto ai grandi ambienti dolomitici.

La vicenda di Christian Simon e Alexander Stanger lascia prima di tutto il peso di due vite spezzate troppo presto. Per il territorio udinese resta anche un richiamo concreto alla prudenza su percorsi che, fuori dall’estate piena e in presenza di neve tardiva, richiedono lettura attenta delle condizioni reali e non solo della traccia sulla carta.

Segui Prima Udine