Udine al centro del confronto sulla salute mentale giovanile: pubblicato il report con servizi e proposte
Online il documento finale del percorso regionale legato a EU-Promens: raccolte esperienze, criticità e strumenti utili anche per il territorio udinese.
Dal confronto ospitato a Udine è uscito un documento destinato a diventare uno strumento di lavoro per chi, nel territorio, si occupa di adolescenti e giovani adulti. È stato infatti pubblicato il report conclusivo del percorso “Salute Mentale di Comunità per i Giovani”, sviluppato in Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto europeo EU-Promens.
Il testo raccoglie una ricognizione di servizi, iniziative e pratiche già presenti, ma soprattutto mette in fila indicazioni operative per rendere più vicine e leggibili le risposte rivolte ai ragazzi. Il nodo indicato dai promotori è quello di costruire collegamenti più efficaci tra sanità, scuola, Terzo Settore e realtà locali.
Per Udine, che ha ospitato la presentazione finale a fine luglio, il report rappresenta anche la sintesi di un lavoro che ha coinvolto in modo diretto professionisti, amministratori, studenti, insegnanti, cooperative e associazioni di diversi territori della regione.
Un percorso regionale passato anche dall’area udinese
L’iniziativa è stata promossa dal Consorzio Cosm insieme ad Asufc, Asfo e Asugi. All’interno di EU-Promens, programma attivo in 33 Paesi tra Unione Europea e realtà extra Ue, il Friuli Venezia Giulia ha rappresentato l’unica esperienza italiana.
La scelta regionale è stata quella di concentrare il lavoro sul benessere psicologico dei più giovani. Gli incontri si sono svolti anche in più aree del territorio friulano, da San Daniele del Friuli a Udine, passando per Gemona-Tolmezzo, Cividale-Tarcento, Palmanova e Codroipo, oltre a Pordenone, Gorizia e Trieste.
Nel complesso sono state coinvolte più di 500 persone. Il programma ha messo insieme 12 giornate formative e due webinar, superando le 100 ore complessive di attività, con focus su bisogni emergenti, organizzazione delle reti e progettazione partecipata.
Che cosa emerge dal documento
Il report non si limita a descrivere le fragilità osservate nei vari contesti, ma prova a trasformare il confronto in una base concreta per le prossime azioni. Dentro il documento trovano spazio esperienze già attive, punti critici segnalati dai partecipanti e possibili linee di sviluppo condivise.
L’impostazione scelta punta a spostare l’attenzione dalla sola gestione delle situazioni più difficili a un lavoro più ampio su prevenzione, prossimità e partecipazione. In questa cornice, il rapporto tra servizi pubblici e Terzo Settore viene indicato come uno degli snodi decisivi.
Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg e del Consorzio Cosm, oltre che referente italiana di EU-Promens, ha spiegato che il documento nasce da un confronto esteso tra istituzioni, servizi, cooperative e comunità locali, con l’obiettivo di rendere più stabili le reti territoriali e più accessibile la salute mentale di comunità per i giovani.
L’appuntamento conclusivo ospitato a Udine
La restituzione finale del percorso si è tenuta nel capoluogo friulano, dove si sono ritrovati i direttori dei Dipartimenti di salute mentale delle aziende sanitarie Marco Bertoli, Cristina Meneguzzi e Massimo Semenzin, insieme ai rappresentanti del Terzo Settore.
Nelle conclusioni è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali, Disabilità e Protezione civile Riccardo Riccardi. Il richiamo emerso è quello a un modello sociosanitario capace di tenere insieme dimensione clinica e risposta sociale, superando compartimenti troppo rigidi davanti a bisogni sempre più complessi.
Tra le esperienze citate c’è anche Youngle
Nel lavoro sviluppato in questi mesi è stato approfondito anche Youngle, rete nazionale di peer education e ascolto online pensata dai giovani per i giovani. Il progetto, avviato nel 2011 su iniziativa del Ministero della Salute, mette a disposizione uno spazio anonimo rivolto alla fascia tra 14 e 25 anni attraverso chat e strumenti digitali.
I peer educator che operano nel servizio vengono selezionati e formati, con il supporto di psicologi, educatori e operatori dei servizi. In Friuli Venezia Giulia l’esperienza è nata nel Sandanielese e sta ora allargando il proprio raggio d’azione su scala regionale.
La gestione è affidata ad Asufc e Consorzio Cosm con la collaborazione degli istituti scolastici. L’obiettivo, anche per il territorio udinese, è arrivare prima ai segnali di disagio, alleggerire lo stigma e facilitare l’incontro tra i ragazzi e i servizi disponibili.