Udine al centro del confronto sulla salute mentale giovanile: pubblicato il report con servizi e proposte

Online il documento finale del percorso regionale legato a EU-Promens: raccolte esperienze, criticità e strumenti utili anche per il territorio udinese.

28 agosto 2026 23:56
Udine al centro del confronto sulla salute mentale giovanile: pubblicato il report con servizi e proposte -
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Dal confronto ospitato a Udine è uscito un documento destinato a diventare uno strumento di lavoro per chi, nel territorio, si occupa di adolescenti e giovani adulti. È stato infatti pubblicato il report conclusivo del percorso “Salute Mentale di Comunità per i Giovani”, sviluppato in Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto europeo EU-Promens.

Il testo raccoglie una ricognizione di servizi, iniziative e pratiche già presenti, ma soprattutto mette in fila indicazioni operative per rendere più vicine e leggibili le risposte rivolte ai ragazzi. Il nodo indicato dai promotori è quello di costruire collegamenti più efficaci tra sanità, scuola, Terzo Settore e realtà locali.

Per Udine, che ha ospitato la presentazione finale a fine luglio, il report rappresenta anche la sintesi di un lavoro che ha coinvolto in modo diretto professionisti, amministratori, studenti, insegnanti, cooperative e associazioni di diversi territori della regione.

Salute mentale dei giovani in Fvg, online il report con la mappa dei servizi e delle

Un percorso regionale passato anche dall’area udinese

L’iniziativa è stata promossa dal Consorzio Cosm insieme ad Asufc, Asfo e Asugi. All’interno di EU-Promens, programma attivo in 33 Paesi tra Unione Europea e realtà extra Ue, il Friuli Venezia Giulia ha rappresentato l’unica esperienza italiana.

La scelta regionale è stata quella di concentrare il lavoro sul benessere psicologico dei più giovani. Gli incontri si sono svolti anche in più aree del territorio friulano, da San Daniele del Friuli a Udine, passando per Gemona-Tolmezzo, Cividale-Tarcento, Palmanova e Codroipo, oltre a Pordenone, Gorizia e Trieste.

Nel complesso sono state coinvolte più di 500 persone. Il programma ha messo insieme 12 giornate formative e due webinar, superando le 100 ore complessive di attività, con focus su bisogni emergenti, organizzazione delle reti e progettazione partecipata.

Che cosa emerge dal documento

Il report non si limita a descrivere le fragilità osservate nei vari contesti, ma prova a trasformare il confronto in una base concreta per le prossime azioni. Dentro il documento trovano spazio esperienze già attive, punti critici segnalati dai partecipanti e possibili linee di sviluppo condivise.

L’impostazione scelta punta a spostare l’attenzione dalla sola gestione delle situazioni più difficili a un lavoro più ampio su prevenzione, prossimità e partecipazione. In questa cornice, il rapporto tra servizi pubblici e Terzo Settore viene indicato come uno degli snodi decisivi.

Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg e del Consorzio Cosm, oltre che referente italiana di EU-Promens, ha spiegato che il documento nasce da un confronto esteso tra istituzioni, servizi, cooperative e comunità locali, con l’obiettivo di rendere più stabili le reti territoriali e più accessibile la salute mentale di comunità per i giovani.

L’appuntamento conclusivo ospitato a Udine

La restituzione finale del percorso si è tenuta nel capoluogo friulano, dove si sono ritrovati i direttori dei Dipartimenti di salute mentale delle aziende sanitarie Marco Bertoli, Cristina Meneguzzi e Massimo Semenzin, insieme ai rappresentanti del Terzo Settore.

Nelle conclusioni è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali, Disabilità e Protezione civile Riccardo Riccardi. Il richiamo emerso è quello a un modello sociosanitario capace di tenere insieme dimensione clinica e risposta sociale, superando compartimenti troppo rigidi davanti a bisogni sempre più complessi.

Tra le esperienze citate c’è anche Youngle

Nel lavoro sviluppato in questi mesi è stato approfondito anche Youngle, rete nazionale di peer education e ascolto online pensata dai giovani per i giovani. Il progetto, avviato nel 2011 su iniziativa del Ministero della Salute, mette a disposizione uno spazio anonimo rivolto alla fascia tra 14 e 25 anni attraverso chat e strumenti digitali.

I peer educator che operano nel servizio vengono selezionati e formati, con il supporto di psicologi, educatori e operatori dei servizi. In Friuli Venezia Giulia l’esperienza è nata nel Sandanielese e sta ora allargando il proprio raggio d’azione su scala regionale.

Salute mentale dei giovani in Fvg, online il report con la mappa dei servizi e delle

La gestione è affidata ad Asufc e Consorzio Cosm con la collaborazione degli istituti scolastici. L’obiettivo, anche per il territorio udinese, è arrivare prima ai segnali di disagio, alleggerire lo stigma e facilitare l’incontro tra i ragazzi e i servizi disponibili.

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