Udine apre il festival “Nei Suoni dei Luoghi”: da luglio a dicembre 39 tappe tra musica e territorio
La rassegna partirà dal capoluogo friulano il 1 luglio e porterà oltre 150 musicisti tra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Austria.
Sarà Udine a dare il via all’edizione 2026 di Nei Suoni dei Luoghi, rassegna che anche quest’anno sceglie il Friuli come punto di partenza per un percorso ampio, distribuito tra estate e inverno. Il calendario conta 39 appuntamenti e si svilupperà dal 1 luglio all’8 dicembre, attraversando il Friuli Venezia Giulia e spingendosi oltreconfine, tra Slovenia e Austria.
Per il pubblico udinese l’avvio del festival ha un peso particolare: la serata inaugurale è infatti prevista nella Chiesa di Santa Maria Assunta, dove prenderà forma un progetto che unisce dimensione artistica e inclusione sociale. La manifestazione, presentata nel capoluogo friulano, conferma così un legame stretto con il territorio provinciale, che ospiterà alcuni dei momenti più significativi del programma.
Il debutto in città e le date in provincia
L’apertura ufficiale è fissata per il 1 luglio a Udine con Armonie Inclusive, realizzato con More Than Jazz. Al centro della serata ci sarà l’incontro tra l’Orchestra Sinfonica Inclusiva AMI–Ritmea e i musicisti dell’Orchestra Naonis, diretti da Valter Sivilotti. Il repertorio annunciato attraversa registri molto diversi: pagine romantiche, colonne sonore, musica popolare e richiami al pop-rock contemporaneo.
Pochi giorni dopo, il festival farà tappa anche in provincia con In piena facoltà e in pieno Ferragosto, in programma il 15 luglio a Pozzuolo del Friuli, nel piazzale del Municipio. Lo spettacolo metterà insieme la voce narrativa di Paolo Nori e il violoncello di Enrica Ruggiero, in una formula che intreccia racconto e musica dal vivo.
Il territorio udinese tornerà protagonista pure in chiusura, con i due appuntamenti previsti il 7 e 8 dicembre a Villa Masieri di Tricesimo. A firmarli sarà il pianista Sebastian Di Bin, con le due proposte del Concerto al buio e del concerto “in chiaro”, pensate per offrire esperienze di ascolto differenti.
Non solo concerti: il festival come viaggio nei luoghi
La rassegna mantiene la sua formula riconoscibile: la musica resta il centro, ma il cartellone comprende anche incontri, passeggiate culturali, visite guidate e momenti di approfondimento. L’idea è quella di accompagnare gli spettatori dentro spazi che fanno parte dell’identità del territorio, dai borghi alle dimore storiche, passando per chiese, castelli e contesti naturali.
Questa impostazione continua a distinguere il progetto, che non si limita a mettere in fila date e artisti, ma costruisce un rapporto diretto tra esecuzione musicale e paesaggio. È una scelta che in Friuli trova una cornice naturale, perché consente di valorizzare luoghi spesso meno frequentati dal grande circuito degli eventi ma ricchi di valore storico e culturale.
Oltre 150 musicisti e una direzione artistica rinnovata
L’edizione 2026 coinvolgerà più di 150 musicisti, tra nomi affermati e giovani interpreti provenienti da Conservatori, Accademie e istituzioni formative europee. Tra gli elementi nuovi c’è anche il rafforzamento della guida artistica: accanto a Valentina Danelon, direttrice della manifestazione, entra come consulente artistico Valter Sivilotti, compositore, pianista e direttore d’orchestra ben conosciuto anche dal pubblico friulano.
Tra i fili conduttori segnalati per questa edizione ci sono l’incontro tra linguaggi diversi — dalla classica al jazz, dal folk al pop, fino alla musica contemporanea e alla world music — e il dialogo con altre arti. Fra le novità compare anche Atlante Sonoro, pensato come percorso di avvicinamento a repertori e tradizioni poco frequentati.
Il respiro transfrontaliero e i grandi eventi dell’estate
Resta centrale anche la dimensione internazionale del festival. Il progetto KEEP GO!NG continuerà a rappresentare uno degli assi della collaborazione tra Italia e Slovenia, mentre tornerà anche il percorso sul Walk of Peace, con due appuntamenti costruiti attorno a memoria, cammino e musica. È una linea che da anni caratterizza la rassegna e che nel contesto del Friuli Venezia Giulia assume un significato particolarmente forte.
Nel cartellone trovano spazio pure due concerti organizzati in collaborazione con Zenit srl: Luca Carboni il 10 luglio a Villa Manin e Fiorella Mannoia il 23 luglio in Piazza Grande a Palmanova. In autunno inoltrato arriverà invece Musica e canto, fra esilio e confini, con Angela Nisi ed Enrica Ruggiero, altro tassello di un programma che continua a muoversi tra suono, memoria e identità dei luoghi.
Nei Suoni dei Luoghi è organizzato dall’Associazione Progetto Musica, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il sostegno di Fondazione Friuli, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, PromoTurismoFVG e CrediFriuli. Per Udine e il suo territorio, l’edizione 2026 si annuncia ancora una volta come una delle rassegne più riconoscibili nel legame tra proposta culturale e valorizzazione dei luoghi.