A Udine online “Furlan Contât”: numeri e tendenze aggiornate sull’uso del friulano

Il volume pubblicato da ARLeF raccoglie i dati della ricerca sociolinguistica 2023: oltre 444 mila parlanti attivi e forte consenso per più friulano a scuola.

20 maggio 2026 12:57
A Udine online “Furlan Contât”: numeri e tendenze aggiornate sull’uso del friulano -
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Il friulano continua ad avere un peso concreto nella vita quotidiana del territorio udinese e più in generale dell’area friulana. A fotografarlo è “Furlan Contât”, il volume appena reso disponibile sul sito di ARLeF, che riunisce i risultati completi dell’indagine sociolinguistica “Tire fûr la lenghe”.

Per Udine e per il suo territorio si tratta di un materiale di particolare interesse, perché mette insieme dati su uso reale della lingua, percezioni dei parlanti, trasmissione familiare e presenza del friulano in scuola, media, uffici e strumenti digitali.

La pubblicazione è pensata non solo per studiosi e amministratori, ma anche per chi vuole capire come stia cambiando il rapporto tra comunità e lingua friulana. Dopo una prima diffusione parziale dei dati, arriva ora un quadro più ampio e strutturato, curato da IRES FVG insieme all’Agenzia.

I numeri che raccontano la lingua oggi

Tra gli elementi più rilevanti emersi dalla ricerca c’è la stima dei parlanti attivi: oltre 444 mila persone usano il friulano, cioè più della metà della popolazione considerata nell’indagine. Se si allarga lo sguardo anche a chi lo comprende, il totale sale attorno a quota 700 mila.

Resta forte anche il legame dentro le famiglie. Più della metà degli intervistati, il 51%, indica il friulano come lingua dei genitori, mentre il 44% afferma di parlarlo con madre e padre. Un dato che conferma come la trasmissione domestica continui a essere uno snodo decisivo per il futuro della lingua.

Dalla rilevazione emerge inoltre un’identità culturale ancora molto sentita: il 52% del campione si definisce “molto” friulano, percentuale che arriva al 75% sommando anche chi si considera “abbastanza” friulano.

Scuola, plurilinguismo e vita pubblica

Uno degli aspetti più significativi riguarda il giudizio sul plurilinguismo. Il 79% degli intervistati lo considera un valore, non un limite, anche rispetto al percorso scolastico. È un passaggio centrale in un territorio come quello udinese, dove il tema della presenza delle lingue locali nell’istruzione resta molto sentito.

Quasi sette persone su dieci si dichiarano favorevoli a una maggiore presenza del friulano negli istituti scolastici. Il consenso, secondo il volume, resta alto anche fuori dal Friuli storico, nel Veneto orientale, dove raggiunge il 59%.

Meno sviluppato, invece, l’impiego della lingua nei rapporti con la pubblica amministrazione. Il quadro descritto dalla ricerca segnala una diffusione ancora contenuta negli uffici pubblici, ma anche una richiesta chiara: il 42% vorrebbe trovare più friulano nelle relazioni con gli enti locali.

Una ricerca ampia, costruita su migliaia di interviste

Lo studio si basa su oltre 4.300 interviste raccolte in 178 Comuni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale. Il questionario utilizzato comprendeva circa cento domande, in gran parte chiuse, con l’obiettivo di ottenere un quadro solido e confrontabile.

Alla raccolta dei dati hanno contribuito anche 74 istituti comprensivi, che con il supporto degli insegnanti hanno favorito la partecipazione delle famiglie. In questo modo la ricerca ha potuto raggiungere una platea ampia e diversificata per età e genere.

Il lavoro era stato realizzato nel 2023 da IRES FVG con la collaborazione di FEF e con un comitato scientifico formato da studiosi delle università di Bolzano, Milano, Pavia, Trento e Vigo, in Galizia. L’iniziativa è stata sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con il contributo di ARLeF all’interno del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025.

Il volume e le indicazioni per le politiche linguistiche

Nel libro i risultati sono organizzati in sezioni dedicate a famiglia, comunità, competenze, media, ideologia e identità. Accanto all’analisi dei dati trovano spazio anche cartografie, tabelle, un confronto con le precedenti indagini sociolinguistiche e una valutazione SWOT sullo stato della lingua friulana.

L’assessore regionale Pierpaolo Roberti ha definito la pubblicazione una base utile per orientare le future azioni di politica linguistica, sottolineando il valore di dati aggiornati sulle modalità d’uso del friulano e sulle percezioni della popolazione.

Per il presidente di ARLeF, Eros Cisilino, i risultati rappresentano uno strumento importante per leggere in profondità la condizione della lingua e le dinamiche culturali e identitarie che la accompagnano. Vittorio Dell’Aquila, membro del comitato scientifico, ha evidenziato come il volume restituisca un quadro articolato delle pratiche linguistiche nella vita quotidiana, dalla famiglia ai media fino agli ambienti digitali. La pubblicazione sarà distribuita a breve anche in formato cartaceo nelle biblioteche del Friuli e agli operatori del settore.

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