Udine, il legno-arredo cerca una nuova spinta: dalla Regione focus su filiere, export e costi produttivi

Nel confronto ospitato da Confindustria Udine, il settore regionale chiede più massa critica per reggere la competizione globale.

09 luglio 2026 04:49
Udine, il legno-arredo cerca una nuova spinta: dalla Regione focus su filiere, export e costi produttivi -
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Il futuro del legno-arredo regionale passa da un punto chiave: mettere le piccole e medie imprese nelle condizioni di non affrontare da sole una fase internazionale sempre più complicata. È questo il messaggio emerso a Udine, dove il comparto è tornato al centro di un confronto dedicato agli strumenti di politica industriale ritenuti necessari per rafforzarne la tenuta.

Nella sede di Confindustria Udine, la Regione Friuli Venezia Giulia ha ribadito la linea che intende seguire per uno dei settori più rappresentativi del territorio: favorire le aggregazioni tra aziende, accompagnare l'apertura ai mercati esteri e, se il contesto economico dovesse irrigidirsi ulteriormente, valutare anche interventi straordinari.

Un settore fatto soprattutto di piccole imprese

Nel corso dell'incontro l'assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini ha richiamato una caratteristica strutturale del comparto: il 95% del tessuto produttivo è composto da Pmi. Un dato che, nella lettura della Regione, rende difficile sostenere il confronto internazionale senza strumenti condivisi, coordinamento di filiera e una dimensione organizzativa più solida.

Per molte aziende del territorio il problema non è solo produrre bene, ma riuscire a stare sul mercato con la stessa forza di sistemi industriali molto più grandi e integrati. Da qui l'insistenza sulle reti d'impresa come leva per aumentare peso contrattuale, capacità commerciale e presenza fuori dai confini nazionali.

La pressione dei mercati internazionali

Il quadro descritto durante il convegno è quello di una concorrenza diventata più dura, dentro un contesto segnato anche da spinte protezionistiche in diversi Paesi. Secondo quanto evidenziato da Bini, gli equilibri commerciali in Europa sono cambiati e le imprese regionali si trovano oggi davanti a competitor che possono contare su dimensioni, investimenti e coordinamento ben più ampi.

Tra i fattori indicati c'è anche il ruolo della Cina, considerata uno degli attori che più hanno inciso sul nuovo scenario. Il ragionamento, è stato sottolineato, non riguarda soltanto il legno-arredo, ma si allarga ad altri comparti strategici della manifattura, come automotive e filiera del bianco, anch'essi esposti a una competizione globale molto intensa.

Le misure già sul tavolo

Dal punto di vista operativo, la Regione ha richiamato gli strumenti già attivi per il sistema produttivo. Tra questi rientrano l'Agenda FVG Manifattura 2030, i bandi dedicati alle reti d'impresa e gli interventi pensati per sostenere i percorsi di internazionalizzazione delle aziende.

A questi si aggiunge la disponibilità, annunciata dall'amministrazione regionale, a intervenire con misure ulteriori se la situazione dovesse peggiorare. Tra le ipotesi richiamate figurano sostegni legati ai costi dell'energia e dei carburanti, oltre agli incentivi collegati alle fonti rinnovabili, tema che per le imprese manifatturiere ha un peso diretto sulla competitività.

Per Udine e il Friuli una partita industriale identitaria

Il confronto ospitato nel capoluogo friulano tocca da vicino un pezzo importante della storia produttiva locale. Il legno-arredo, insieme alle esperienze maturate nel distretto della sedia del Manzanese e nel mobile, resta infatti uno degli ambiti che più hanno contribuito a costruire l'identità manifatturiera del Friuli Venezia Giulia.

La linea indicata dalla Regione si muove quindi su due piani: da una parte la richiesta di un quadro europeo più favorevole alla produzione, dall'altra strumenti immediati per aiutare le imprese a restare sul mercato. L'obiettivo dichiarato è difendere la presenza manifatturiera in regione e dare alle aziende del territorio più possibilità per affrontare l'export, gli investimenti e la transizione energetica senza perdere competitività.

Per Udine, che ospita il confronto e rappresenta uno dei riferimenti del sistema produttivo friulano, il tema non è soltanto economico. Riguarda la capacità di conservare competenze, lavoro e filiere che nel tempo hanno segnato lo sviluppo industriale dell'area.

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