Udine, ispezione in un negozio: multe per 27mila euro e titolare denunciato
Nel capoluogo friulano contestate carenze su sicurezza, formazione del personale, pronto soccorso e uso delle telecamere sui dipendenti.
Un controllo effettuato a Udine in un esercizio commerciale si è chiuso con un quadro di irregolarità pesante: sanzioni amministrative superiori a 27mila euro, prescrizioni da adempiere e la segnalazione del titolare all’Autorità Giudiziaria.
L’accertamento è stato eseguito nella mattinata del 30 maggio ed è nato nell’ambito delle verifiche sul rispetto delle regole nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alla tutela dei dipendenti e al contrasto delle forme di impiego non corrette.
A operare sono stati i Carabinieri della Stazione di Tricesimo, affiancati dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Udine e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine, in un’attività inserita nel programma di monitoraggio promosso dalla Prefettura del capoluogo friulano.
Le contestazioni emerse durante la verifica
Nel corso dell’ispezione, che ha riguardato un’attività cittadina condotta da un cittadino straniero, sono stati passati in rassegna organizzazione interna, posizione dei lavoratori e adempimenti obbligatori previsti dalla normativa.
Gli operatori hanno rilevato diverse violazioni, considerate significative sia sul piano amministrativo sia su quello penale. Tra i punti più rilevanti c’è la mancata preparazione di cinque dipendenti sui temi della sicurezza sul lavoro, obbligo centrale per qualsiasi datore di lavoro.
Secondo quanto accertato, il personale non aveva ricevuto il percorso formativo necessario per svolgere l’attività con le conoscenze minime sui rischi, sulle procedure da seguire e sui comportamenti da adottare in caso di criticità.
Assenti protezioni e misure per le emergenze
Tra le irregolarità contestate compare anche la mancanza dei dispositivi di protezione individuale richiesti. Si tratta di dotazioni che, quando previste in base alle mansioni svolte, devono essere rese disponibili per ridurre i rischi legati al lavoro quotidiano.
Gli ispettori hanno inoltre riscontrato l’assenza dei provvedimenti necessari per affrontare situazioni di pronto soccorso e assistenza medica d’emergenza. Un elemento che pesa nella valutazione complessiva, perché riguarda la capacità di intervenire rapidamente in caso di infortunio o malore.
Il quadro emerso, quindi, non si limita a un singolo adempimento trascurato, ma tocca più aspetti dell’organizzazione della sicurezza all’interno dell’attività commerciale.
Nel mirino anche il sistema di videosorveglianza
Un altro punto contestato riguarda le telecamere presenti nel locale. Durante i controlli è stato rilevato un impianto che, secondo gli accertamenti effettuati, sarebbe stato utilizzato esclusivamente per il controllo a distanza dei lavoratori.
Si tratta di una materia particolarmente delicata, perché nei luoghi di lavoro l’uso della videosorveglianza è sottoposto a regole precise e non può trasformarsi in uno strumento di monitoraggio diretto del personale al di fuori delle condizioni previste dalla legge.
Questo aspetto ha contribuito ad aggravare la posizione del titolare, già chiamato a rispondere delle altre violazioni emerse nel corso dell’ispezione.
Il contesto dei controlli nel territorio udinese
L’intervento rientra nelle attività coordinate sul territorio per prevenire lavoro sommerso, sfruttamento e inosservanza delle norme poste a protezione dei dipendenti. La collaborazione tra Carabinieri, ispettori del lavoro e Guardia di Finanza punta proprio a incrociare competenze diverse e rendere più efficaci le verifiche.
Nel caso esaminato a Udine, oltre alla denuncia del responsabile, sono state impartite prescrizioni per riportare l’attività entro parametri conformi. Resta il dato più evidente dell’operazione: un controllo ordinario ha fatto emergere mancanze su formazione, protezioni, gestione delle emergenze e utilizzo delle telecamere.
Per il territorio udinese è un richiamo netto a un principio semplice: la regolarità del lavoro non riguarda solo i contratti, ma anche le condizioni concrete in cui le persone operano ogni giorno, dalla sicurezza agli strumenti di tutela più elementari.