Udine protagonista dei CNU 2027: Lignano base dell’evento, il CUS cittadino nella cabina di regia

La candidatura costruita con Trieste ha ottenuto il via libera di FederCUSI. Gare anche in territorio udinese e una forte impronta inclusiva nel programma.

A cura di Web Team Web Team
26 maggio 2026 17:45
Udine protagonista dei CNU 2027: Lignano base dell’evento, il CUS cittadino nella cabina di regia -
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Per lo sport universitario udinese arriva un passaggio di peso: nel 2027 i Campionati Nazionali Universitari faranno tappa in Friuli Venezia Giulia e una parte centrale dell’organizzazione parlerà direttamente al nostro territorio, con Lignano Sabbiadoro scelta come quartier generale della manifestazione e il CUS Udine tra i protagonisti del progetto vincente.

La decisione è stata presa dal Consiglio federale della FederCUSI, che ha premiato la proposta presentata insieme dai Centri universitari sportivi di Udine e Trieste. La candidatura regionale è stata preferita a quella concorrente del CUS Torino, sancendo un risultato che rafforza il peso del sistema universitario e sportivo friulano.

Per Prima Udine il dato più rilevante è proprio questo: non si tratta soltanto di un grande evento assegnato alla regione, ma di un appuntamento che coinvolgerà in modo diretto l’area udinese, sia per la presenza di impianti sia per il ruolo avuto dall’ateneo friulano e dal suo Centro universitario sportivo nella costruzione del dossier.

Il baricentro a Lignano e gare distribuite anche nel territorio

Il cuore operativo dei campionati sarà al Bella Italia Efa Village di Lignano Sabbiadoro, struttura individuata per la capacità di ospitare manifestazioni con numeri elevati tra atleti, tecnici e accompagnatori. La collocazione in provincia di Udine assegna al nostro territorio una funzione strategica nell’accoglienza e nella logistica dell’intero appuntamento.

Le competizioni non resteranno però concentrate in una sola sede. Il programma prevede infatti gare tra Lignano, Udine, Trieste e altre località del Friuli Venezia Giulia, da definire in base alle esigenze delle singole discipline. Un impianto diffuso che punta a coinvolgere più aree della regione, con una ricaduta organizzativa e promozionale che interesserà anche il territorio udinese.

Il progetto nato dalla collaborazione tra CUS, atenei e istituzioni

Alla base dell’assegnazione c’è un lavoro condiviso tra i due CUS regionali, le Università di Udine e Trieste, il CONI Friuli Venezia Giulia e la Regione. La forza della candidatura è stata quindi costruita su una rete ampia, capace di mettere insieme competenze sportive, organizzative e istituzionali.

Nel disegno preparatorio avrà un peso anche il contributo degli enti locali, delle associazioni e dei riferimenti del movimento sportivo del territorio. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento del 2027 con una macchina organizzativa capace di valorizzare non solo gli impianti, ma anche la collaborazione tra realtà diverse.

Udine nel progetto: il commento del CUS e dell’Ateneo

Gian Luca Bianchi, presidente del CUS Udine, legge il risultato come il frutto di una costruzione comune: «Trieste e Udine si presentano insieme a un appuntamento di portata nazionale grazie a una rete istituzionale e tecnica ampia, che ha permesso di costruire una proposta solida sotto il profilo organizzativo, sportivo e logistico. La collaborazione tra CUS, Università e istituzioni è la chiave di un progetto che vuole lasciare un’eredità duratura allo sport universitario e a tutto il territorio regionale».

Anche il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, insiste sul valore del lavoro condiviso e sul legame tra attività sportiva e percorso accademico. «Uniti si vince», osserva, sottolineando come studio e sport debbano diventare sempre più complementari nella vita degli studenti. Nella sua lettura, il traguardo ottenuto può aiutare il Friuli Venezia Giulia a consolidarsi come punto di riferimento nazionale proprio a partire dai campionati del 2027.

Un’edizione che guarda all’inclusione

Il cartellone affiancherà alle discipline obbligatorie anche un numero ampio di sport integrativi. Tra gli elementi più significativi del progetto c’è la volontà di rendere la manifestazione più aperta e rappresentativa, includendo per la prima volta nel quadro dei CNU anche alcune competizioni paralimpiche.

Su questo piano l’evento viene presentato non solo come una rassegna agonistica, ma come un’occasione per allargare la partecipazione e dare visibilità a una concezione più inclusiva dello sport universitario. È un aspetto che potrà incidere anche sull’immagine del territorio udinese, chiamato a ospitare una parte importante dell’iniziativa.

Dalle istituzioni regionali al CONI FVG, i messaggi arrivati dopo l’assegnazione insistono sulla capacità del Friuli Venezia Giulia di fare squadra. Per Udine, oltre al prestigio, si apre ora una fase concreta: trasformare il risultato ottenuto sulla carta in un appuntamento capace di lasciare effetti duraturi per studenti, impianti e movimento sportivo locale.

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