A Udine il confronto sul lavoro delle donne: stipendi più bassi e peso della cura ancora sbilanciato
Nel capoluogo friulano il punto della Crpo Fvg: occupazione femminile in crescita, ma resta ampia la distanza nelle retribuzioni e nelle opportunità.
Nel mercato del lavoro regionale i numeri migliorano, ma per molte lavoratrici il traguardo della piena parità resta ancora lontano. A Udine, nel corso di un incontro dedicato al tema, è emerso con chiarezza un dato che continua a pesare: in Friuli Venezia Giulia la differenza media nelle retribuzioni tra uomini e donne si attesta attorno al 20%.
Il tema è stato affrontato nella sede della Regione di via Sabbadini, dove la Commissione regionale per le pari opportunità ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo del lavoro e soggetti impegnati sulle politiche di genere. Il confronto ha messo al centro non soltanto gli stipendi, ma anche la qualità dell'occupazione femminile, le possibilità di crescita professionale e la tenuta del sistema sociale.
Accanto alla questione salariale, resta forte il problema dell'equilibrio tra impiego e vita privata. I carichi familiari, è stato ribadito nel corso del convegno, ricadono ancora in larga misura sulle donne, con conseguenze dirette sui percorsi professionali e sulla continuità lavorativa.
Il nodo dei servizi e l'effetto sulla natalità
Tra gli interventi, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin ha richiamato la necessità di leggere il tema in modo più ampio, collegando occupazione, livelli retributivi e prospettive di carriera a una questione che tocca da vicino anche il futuro demografico del territorio.
Nel suo ragionamento, il lavoro femminile non è stato presentato solo come un capitolo di equità, ma come una leva che incide sulla capacità della regione di rispondere alla denatalità e al ricambio nel mondo produttivo. In questa prospettiva, il sostegno alle famiglie e la disponibilità di servizi adeguati diventano elementi decisivi.
Bordin ha inoltre ringraziato la Crpo Fvg per l'attività portata avanti negli ultimi anni, confermando l'apertura dell'Assemblea legislativa regionale a raccogliere le proposte che potranno emergere da questo percorso di approfondimento.
Il richiamo all'autonomia economica
Collegata a distanza, la presidente della Crpo Fvg Dusy Marcolin ha ricordato come la dimensione occupazionale rappresenti uno dei fronti centrali dell'impegno della Commissione. Prima dell'avvio dei contributi tecnici, ha anche richiamato il valore simbolico della campagna nazionale #PostoOccupato.
La sedia lasciata vuota in sala ha voluto ricordare le donne vittime di violenza, ma anche ribadire un passaggio preciso: il lavoro e l'indipendenza economica sono strumenti concreti di libertà. Un messaggio che ha dato al convegno un significato più ampio rispetto alla sola analisi statistica.
All'iniziativa udinese hanno partecipato anche esponenti sindacali, la direzione regionale Lavoro, la Consigliera regionale di parità e l'assessore del Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen, insieme a diversi consiglieri regionali presenti in sala.
I dati: più occupazione, ma il divario resta
Dal quadro illustrato durante l'incontro emerge un andamento a due velocità. Da un lato l'occupazione femminile cresce, con un aumento del 9% rispetto al periodo precedente alla pandemia, accompagnato da una riduzione sia della disoccupazione sia dell'inattività.
Dall'altro lato, però, la crescita quantitativa non basta a cancellare le disuguaglianze. La distanza negli stipendi continua a farsi sentire e tende a ridursi solo in parte con l'aumento del livello di istruzione. Uno dei passaggi più delicati resta quello del rientro dopo la maternità, fase in cui il gap continua a manifestarsi con particolare evidenza.
Dal confronto ospitato a Udine arriva quindi un'indicazione precisa: per rendere davvero più solido il lavoro delle donne in Friuli Venezia Giulia non bastano i segnali positivi sull'occupazione, ma servono interventi capaci di incidere su retribuzioni, servizi e possibilità di carriera.