A Udine torna Mimesis: sei giornate per discutere come il digitale cambia il pensiero
Dal 30 ottobre all’8 novembre il festival riporta in città filosofi, studiosi e autori. In calendario anche mostra, Premio Udine Filosofia e incontri per le scuole.
Udine si prepara ad accogliere una nuova edizione del Festival Mimesis, appuntamento che negli anni ha costruito un pubblico fedele ben oltre l’ambito accademico. Tra fine ottobre e inizio novembre 2026 la città sarà uno dei fulcri di un programma diffuso in Friuli Venezia Giulia, con sei giornate dedicate al rapporto tra filosofia e trasformazione digitale.
La tredicesima edizione si terrà dal 30 ottobre al 1° novembre e poi dal 6 all’8 novembre. Il cartellone riunisce oltre sessanta ospiti provenienti da ambiti diversi, dalla riflessione filosofica alla scienza, dalla politica alla letteratura, fino ad arte e musica, con appuntamenti a ingresso gratuito salvo diversa indicazione.
Udine al centro di una riflessione sul presente
Per Prima Udine il dato più rilevante è proprio il ruolo del capoluogo, che torna a ospitare uno degli eventi culturali più riconoscibili dell’autunno cittadino. Il festival, diretto da Luca Taddio con la collaborazione di Damiano Cantone, conferma una formula che punta a far dialogare saperi diversi e a portare temi complessi dentro uno spazio pubblico accessibile anche ai non specialisti.
L’edizione 2026 sceglie come asse la trasformazione digitale, letta non soltanto come progresso tecnico ma come cambiamento che tocca linguaggio, lavoro, relazioni, informazione e produzione della conoscenza. Una chiave che rende il programma particolarmente attuale anche per il pubblico più giovane, al quale la manifestazione continua a rivolgersi con attenzione.
I temi: intelligenza artificiale, libertà, politica e conoscenza
Una parte importante del calendario ruoterà attorno all’intelligenza artificiale e alle sue conseguenze culturali e civili. Le domande messe sul tavolo riguardano il modo in cui pensiamo nell’epoca degli algoritmi, il rapporto tra creatività umana e sistemi artificiali, ma anche l’impatto del digitale su democrazia, libertà e circolazione delle idee.
Tra gli incontri annunciati ci sono quelli con Rocco Ronchi, Nicola Gaiarin, Andrea Colombo e Damiano Cantone su Il pensiero umano come macchina; Yves-Charles Zarka e Claudio Martelli sui rischi legati ai social network; Andrea Zhok e Gabriele Giacomini sul ruolo della politica di fronte all’IA. Riccardo Manzotti proporrà una riflessione sul significato stesso del pensare nel confronto tra uomo e macchina, mentre la chiusura sarà affidata a Marcello Veneziani e Stefano Bettera, moderati da Luca Taddio, con un appuntamento dedicato al tema della sostituzione dell’umano.
Non solo digitale: fisica, lingua, arte e letteratura
Il programma, però, non si esaurisce nella tecnologia. Mimesis manterrà anche nel 2026 un’impronta ampia, con voci capaci di attraversare discipline differenti. Maurizio Ferraris presenterà Il mondo è tutto ciò che resta. Una metafisica per il XXI secolo, mentre Piero Martin, in dialogo con Sandro Sozzo, accompagnerà il pubblico dentro le questioni aperte dalla fisica quantistica.
Ci sarà spazio anche per Vera Gheno, attesa su lingua, potere e libertà, per Massimo Donà sul rapporto tra musica e filosofia e per Giovanni Boniolo con Giovanni Matteucci sul legame tra arte e scienza. Nel cartellone trovano posto inoltre poesia, salute mentale, psicoanalisi, filosofia della tecnica e letteratura, con la presenza di nomi come Gian Mario Villalta, Andrea Cortellessa, Gilda Policastro, Simone Regazzoni, Franco Fabbro e Nicoletta Cusano.
Mostra inaugurale e Premio Udine Filosofia
Ad aprire la manifestazione sarà una mostra ospitata allo spazio MAKE di Palazzo Manin, a Udine, in programma venerdì 30 ottobre. Il titolo è Arte e percezione nelle opere visive di Alberto Argenton, Gaetano Kanizsa, Manfredo Massironi e nella musica di Paolo Bozzi, proposta che affianca il calendario degli incontri e rafforza il legame tra festival e città.
All’interno di Mimesis tornerà anche il Premio Udine Filosofia, arrivato all’ottava edizione. Il riconoscimento andrà quest’anno a Silvano Tagliagambe e Nicoletta Cusano. Previsti inoltre appuntamenti dedicati alle scuole, con percorsi pensati attorno a filosofia, libertà e intelligenza artificiale.
Le parole del direttore e le sedi coinvolte
«La trasformazione digitale non riguarda soltanto gli strumenti che utilizziamo: sta cambiando l’ambiente nel quale pensiamo, comunichiamo e costruiamo le nostre relazioni. Il Festival vuole creare uno spazio pubblico nel quale filosofia, scienza, arte, letteratura e politica possano incontrarsi per comprendere il mondo che sta emergendo», afferma il direttore scientifico Luca Taddio.
Accanto a Udine, gli eventi toccheranno anche Gorizia, Monfalcone, Tolmezzo, Cervignano del Friuli e Colloredo di Monte Albano. Il festival è promosso dall’Associazione culturale Territori delle Idee con il patrocinio del Comune di Udine, della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Università degli Studi di Udine, insieme alla collaborazione di varie realtà culturali del territorio.
Per il pubblico udinese si tratta di un nuovo passaggio importante nel calendario culturale cittadino: una rassegna che mette al centro domande molto concrete sul presente e lo fa con formule aperte, accessibili e diffuse. Gli appuntamenti saranno gratuiti, salvo dove diversamente specificato e fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il programma completo del Festival Mimesis 2026 sarà consultabile sui canali ufficiali della manifestazione nei prossimi aggiornamenti dedicati ai singoli incontri.