Auto di lusso vendute con assegni falsi: da San Daniele parte l’inchiesta su una rete tra Italia e Polonia

L’indagine ha toccato anche il Friuli: recuperati 18 veicoli per circa 800 mila euro e denunciate nove persone.

24 aprile 2026 17:59
Auto di lusso vendute con assegni falsi: da San Daniele parte l’inchiesta su una rete tra Italia e Polonia -
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Un’auto di lusso sottratta con l’inganno a San Daniele del Friuli ha dato avvio a un’indagine che ha portato alla luce un sistema di truffe esteso oltre i confini italiani. Al centro dell’inchiesta, una rete che avrebbe agito nella compravendita di vetture di alto valore, usando documenti falsi, pagamenti contraffatti e passaggi all’estero per far sparire rapidamente i mezzi.

L’operazione, sviluppata con il coordinamento tra forze dell’ordine italiane e autorità europee, ha consentito di ricostruire un meccanismo che, oltre alle frodi sulle auto, comprendeva anche ipotesi di riciclaggio e falsificazione documentale. Il Friuli Venezia Giulia rientra tra i territori coinvolti negli accertamenti.

Come venivano ingannati i venditori

Secondo quanto emerso, il gruppo avrebbe fatto leva su assegni circolari contraffatti e su telefonate studiate per rendere credibile la trattativa. Le vittime, convinte di parlare con presunti addetti antifrode bancari, ricevevano rassicurazioni sulla bontà del pagamento e venivano così spinte a consegnare il veicolo.

Una volta chiusa la vendita, i mezzi passavano di mano con documentazione alterata. Questo consentiva di cambiare intestazione alle auto e di avviare rapidamente le pratiche per l’esportazione, rendendo più difficile seguirne le tracce.

Il trasferimento dei veicoli in Polonia

Dopo il raggiro, le vetture venivano radiate per esportazione e trasferite in Polonia. Qui, secondo la ricostruzione investigativa, risultavano destinate a un intermediario del posto, titolare di una concessionaria di auto usate, che avrebbe effettuato pagamenti in contanti per importi considerati rilevanti.

Gli investigatori hanno così seguito il percorso dei veicoli oltreconfine, ricostruendo il sistema di movimentazione e i ruoli dei soggetti coinvolti nei vari passaggi. La cooperazione tra Italia e Polonia si è rivelata decisiva proprio per ricomporre l’intera filiera della frode.

Il punto di partenza in Friuli

Il filone friulano dell’indagine nasce nel 2023 dal ritrovamento di una vettura di lusso sottratta con una truffa avvenuta a San Daniele del Friuli. Il mezzo era stato individuato su una piattaforma di vendita online e ceduto attraverso l’uso di documenti falsificati, un assegno contraffatto e identità rubate a terze persone.

Da quell’episodio gli accertamenti si sono allargati, permettendo di collegare casi simili e di mettere a fuoco una struttura organizzata, capace di operare su più territori e di spostare con rapidità i veicoli fuori dall’Italia.

Recuperi, denunce e altri sviluppi

Nel corso dell’attività investigativa sono state recuperate 18 auto di lusso, poi restituite ai legittimi proprietari. Il valore complessivo dei mezzi è stato quantificato in circa 800 mila euro, un dato che dà la misura dell’entità del giro scoperto dagli inquirenti.

Nove persone sono state denunciate per i reati contestati. L’inchiesta, però, non è chiusa: gli approfondimenti proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare altri possibili collegamenti del gruppo in ambito europeo.

Tra gli elementi emersi negli accertamenti c’è anche il sospetto, segnalato dalle autorità polacche coinvolte, che la disponibilità di denaro dell’acquirente estero possa essere riconducibile a proventi derivanti da traffici internazionali di droga. Un aspetto che aggiunge ulteriore peso a un’indagine partita dal Friuli e arrivata a toccare un contesto ben più ampio.

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