Cornino perde sei grifoni: il veleno trovato in Austria colpisce la colonia friulana

Tra gli esemplari uccisi dal carbofurano c’è anche Acale, nato nella riserva di Forgaria. Un altro rapace legato a Cornino è stato salvato.

05 giugno 2026 11:17
Cornino perde sei grifoni: il veleno trovato in Austria colpisce la colonia friulana -
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La notizia arriva dall’Austria, ma tocca da vicino il Friuli collinare e in particolare la Riserva naturale regionale del lago di Cornino. Sei grifoni trovati morti oltreconfine risultano avvelenati da carbofurano, sostanza vietata da anni in Europa, e quasi tutti gli elementi raccolti portano alla colonia seguita a Forgaria nel Friuli.

Per il centro di riferimento friulano dei grandi rapaci si tratta di una perdita pesante, non solo per il numero degli animali coinvolti ma anche per il valore scientifico e conservazionistico degli esemplari. Uno dei rapaci identificati con certezza era nato proprio a Cornino; un altro, anch’esso collegato alla riserva, è invece riuscito a sopravvivere.

Il legame diretto con la riserva di Forgaria

Almeno due dei grifoni colpiti risultano riconducibili senza dubbi alla colonia friulana. Secondo gli esperti, però, è molto probabile che l’intero gruppo appartenesse allo stesso nucleo monitorato in questi anni nell’area del lago di Cornino.

Il collegamento non sorprende chi segue da tempo questi rapaci. I grifoni che gravitano su Cornino compiono spostamenti ampi lungo l’arco alpino e raggiungono con regolarità anche il versante austriaco durante la ricerca di cibo. È questo il quadro richiamato anche dal direttore scientifico della riserva, Fulvio Genero.

grifoni avvelenati dal carbofurano
grifoni avvelenati dal carbofurano

Dove sono stati trovati e cosa ha rivelato l’esame tossicologico

Le carcasse sono state recuperate nella valle del Lesach, in un’area compresa tra Untertilliach, in Tirolo, e St. Lorenzen, in Carinzia. La presenza di più animali morti nello stesso settore aveva fatto pensare subito a un episodio non casuale.

La conferma è arrivata dagli accertamenti svolti dall’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e dall’Università Ludwig Maximilian di Monaco: nei rapaci era presente carbofurano, pesticida estremamente tossico, messo al bando nell’Unione Europea dal 2008.

Si tratta di una sostanza pericolosa anche in quantità ridotte, capace di agire per ingestione ma anche per contatto o inalazione. Il rischio, quindi, non riguarda soltanto la fauna selvatica, ma investe più in generale ambiente e salute pubblica.

Acale, da Cornino ai grandi voli europei

Tra gli esemplari riconosciuti c’è Acale, nato nel 2014 nelle voliere della riserva friulana e liberato nello stesso anno. La sua vicenda era diventata nel tempo una delle storie simbolo del progetto avviato a Cornino.

Pochi giorni dopo il rilascio era già stato osservato a Genova; nel giro di un mese aveva raggiunto i Pirenei e poi la Spagna centrale, prima di rientrare stabilmente nell’area friulana. Il fatto che proprio questo grifone compaia tra quelli morti rende ancora più evidente il danno per la colonia e per il lavoro di tutela portato avanti nel territorio udinese.

grifoni avvelenati dal carbofurano
grifoni avvelenati dal carbofurano

Il rapace sopravvissuto e la traccia utile alle indagini

Un settimo grifone, trovato in gravissime condizioni, è stato invece recuperato vivo. Era finito in un fiume e, con ogni probabilità, aveva assunto una dose inferiore rispetto agli altri. Dopo le cure in un centro specializzato per la fauna selvatica si è ripreso rapidamente ed è stato liberato.

Questo esemplare ha un’importanza particolare anche sul piano investigativo. Era stato catturato nella Riserva di Cornino nel 2019 durante un progetto internazionale coordinato dall’Università di Udine e dotato di radio satellitare. Grazie al monitoraggio seguito dal professor Stefano Filacorda è stato possibile ricostruirne con precisione gli spostamenti.

Il giorno dell’episodio il segnale mostrava la partenza dal Friuli, il passaggio verso le zone di confine e poi la sosta a quota più bassa in un punto compatibile con l’area in cui sarebbe avvenuto l’avvelenamento. Un dato che può aiutare a circoscrivere tempi e luogo del contatto con il pesticida.

Preoccupazione per la nidificazione e richiesta di collaborazione

La conta potrebbe non essere finita a sei animali. Le associazioni che si occupano di conservazione temono che altri rapaci possano essere stati colpiti senza essere ancora stati trovati, e il periodo rende il quadro ancora più delicato.

Siamo infatti nella fase della nidificazione: la perdita di adulti può riflettersi direttamente sui piccoli rimasti nei nidi, perché l’assenza di uno dei genitori mette a rischio alimentazione e protezione della covata. Per questo le conseguenze dell’episodio potrebbero estendersi oltre il numero degli esemplari già recuperati.

BirdLife Austria, WWF e Vulture Conservation Foundation hanno definito il caso tra i più seri registrati negli ultimi anni in Austria per quanto riguarda i rapaci e hanno chiesto ai cittadini eventuali informazioni utili. Mentre le verifiche proseguono oltreconfine, a Cornino resta alta l’attenzione su una colonia che rappresenta uno dei presìdi naturalistici più importanti del Friuli.

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