Friuli Doc scalda Udine dalle osterie: debutto con la polenta in piazzetta del Pozzo
Dopo l’anteprima del 2 settembre, il programma prosegue in città e in altri centri friulani con serate dedicate a piatti tipici, vini e prodotti del territorio.La rassegna che anticipa Friuli Doc ha acceso il centro con una serata gratuita. Ora il calenda
Non solo stand e grandi appuntamenti di settembre: a Udine l’avvicinamento a Friuli Doc passa anche dalle osterie, con un percorso diffuso che rimette al centro tavole, prodotti locali e luoghi storici della convivialità cittadina.
L’edizione 2026 di Aspettando Friuli Doc in osteria ha mosso i primi passi in piazzetta del Pozzo, dove martedì 2 settembre si è tenuta l’anteprima pubblica con la Polenta in piazza. Da qui prende forma un programma che proseguirà in due momenti distinti, dal 3 al 6 settembre e poi dal 10 al 13 settembre.
L’iniziativa coinvolge Udine ma allarga il raggio anche ad altri centri friulani, confermando un’impostazione che prova a fare rete tra città e territorio. Accanto al capoluogo partecipano infatti San Daniele, Rive d’Arcano, Orgnano di Basiliano, Collalto di Tarcento, Tricesimo e Manzano.
Alla base del progetto c’è il lavoro del Comitato friulano difesa Osterie insieme a Confesercenti Udine, con l’idea di affiancare alla manifestazione principale un itinerario parallelo capace di riportare l’attenzione nei locali dove la tradizione enogastronomica friulana continua a vivere ogni giorno.
Una serata in centro tra polenta, musica e prodotti del territorio
La partenza è stata affidata a una preparazione simbolica della cucina locale: la polenta rossa rustica, realizzata dal gruppo Tutela antica polenta di Fauglis, impegnato già dal pomeriggio. Durante la serata hanno preso parte alla preparazione anche il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e il consigliere regionale Alberto Budai.
Attorno alla polenta è stata costruita una degustazione ampia, pensata come vetrina di specialità friulane. In assaggio c’erano la farina del Molino Milocco, le birre SLIP e DOUBLE FRADI del birrificio Casamatta, i vini Rosé Liende e Friulano 50° anniversario dell’azienda La Viarte, oltre al frant e al Montasio fresco di Cucina di Carnia, ai grissini di Resia, al prosciutto San Daniele selezione terra madre 1891 e ai dolci artigianali di De Marchi.
Gli assaggi sono stati proposti senza costo, lasciando ai presenti la possibilità di contribuire liberamente a favore di LILT Udine. Alla serata era presente anche il presidente Giorgio Arpino. A dare ritmo all’anteprima ci ha pensato il gruppo folkloristico Il Grop tradizional furlan, con un accompagnamento musicale che ha unito strumenti popolari e voci.
Il calendario entra ora nel vivo nei locali aderenti
Dopo l’apertura in piazza, il cuore della rassegna si sposta nei pubblici esercizi che hanno aderito al circuito. Nelle giornate del 3-6 settembre e del 10-13 settembre saranno proposti piatti della tradizione in abbinamento a vini del territorio, con la partecipazione di produttori, aziende agricole e birrifici.
Per Udine l’iniziativa rappresenta anche un modo per distribuire l’atmosfera di Friuli Doc oltre gli spazi più frequentati dell’evento principale, valorizzando le osterie come presidi di identità cittadina e come punti d’incontro tra residenti e visitatori.
Il senso del progetto sta proprio qui: tenere insieme gastronomia, memoria dei borghi e socialità, coinvolgendo non soltanto il centro udinese ma anche altre realtà della provincia. Un’impostazione che punta a dare continuità a una tradizione radicata, senza limitarsi ai giorni clou della festa.
I messaggi emersi all’inaugurazione
Nel corso dell’apertura in piazzetta del Pozzo, la direttrice di Confesercenti Udine Giorgia Alfarè, portando anche il saluto del presidente Francesco Snidero, ha descritto Aspettando Friuli Doc in osteria come un appuntamento che nasce dentro la manifestazione ma cerca una sua dimensione precisa, riportando il pubblico nei luoghi dove questa storia è cresciuta.
Enzo Mancini, presidente del Comitato friulano difesa Osterie, ha richiamato il valore culturale di borghi e osterie nell’identità del Friuli. Il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi ha invece sottolineato come questi locali continuino a rappresentare un pezzo importante del racconto della città e della sua comunità.
Nel finale della serata, Mauro Bordin ha evidenziato l’impegno quotidiano necessario per tenere vive le osterie e trasmettere le tradizioni. Alberto Budai ha riportato l’attenzione sulla polenta come alimento profondamente legato alla storia sociale del territorio. Un richiamo che ben sintetizza lo spirito della rassegna: partire da un cibo semplice e identitario per riaccendere, anche a Udine, il senso più autentico della festa.