Majano, dal Castello di Susans il piano regionale: 242 milioni per commercio e turismo fino al 2028
Nel confronto con Fipe a Majano l’assessore Bini ha indicato risorse, obiettivi e nuovi strumenti per imprese, ristorazione e pubblici esercizi.
Dal medio Friuli arriva un passaggio politico ed economico che riguarda da vicino anche il territorio udinese: la Regione ha previsto 242 milioni di euro per accompagnare commercio e turismo nel triennio 2026-2028. L’annuncio è stato rilanciato a Majano, al Castello di Susans, nel corso di un appuntamento dedicato al mondo della ristorazione.
A illustrare il quadro è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto il 18 maggio all’evento promosso da Fipe. Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: il terziario locale, e in particolare i pubblici esercizi, viene considerato uno snodo decisivo per l’economia del Friuli Venezia Giulia.
Un confronto che parte dal territorio udinese
La sede scelta per l’incontro non è secondaria. Il Castello di Susans, a Majano, ha ospitato un confronto con una forte impronta territoriale, in cui si è parlato di imprese, lavoro e capacità attrattiva del sistema locale. Accanto a Bini erano presenti il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il presidente di Fipe Udine Antonio Della Mora, il vicepresidente nazionale di Confcommercio e presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo e il presidente nazionale di Fipe Confcommercio Lino Enrico Stoppani.
Nel corso dell’appuntamento l’assessore ha richiamato la fase di trasformazione che interessa il piccolo commercio e i servizi, sostenendo che la Regione ha scelto di intervenire con strumenti specifici e con una programmazione economica di medio periodo.
Ristorazione tra i comparti più forti
Tra i settori osservati con maggiore attenzione c’è la ristorazione. Bini ha citato uno studio Nomisma secondo cui, nell’arco dell’ultimo decennio, il comparto in Friuli Venezia Giulia ha segnato una crescita del 9%.
Il dato che più colpisce riguarda però l’occupazione: gli addetti sarebbero aumentati del 62%. Un andamento che, nelle valutazioni dell’assessore, conferma il peso della ristorazione nel rafforzamento complessivo del terziario regionale e nella tenuta del mercato del lavoro.
Turismo, flussi in aumento e ricadute sui negozi di vicinato
Nel ragionamento proposto a Majano, il commercio di prossimità non viene letto separatamente dai movimenti turistici. Bini ha collegato l’evoluzione dei consumi e delle attività locali all’incremento delle presenze in regione, indicando nel turismo uno dei fattori che stanno modificando il quadro economico.
Durante l’incontro ha ricordato anche il traguardo raggiunto nel 2025, con 11 milioni di presenze in Friuli Venezia Giulia. Un numero che, secondo l’assessore, fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile da immaginare e che oggi diventa un elemento da tradurre in opportunità per esercizi pubblici, ristoranti e attività diffuse nei centri urbani.
Il peso dell’enogastronomia e le nuove misure
Un altro passaggio ha riguardato il valore dell’offerta enogastronomica, indicata come leva di promozione del territorio. Nella visione illustrata da Bini, i prodotti locali e la ristorazione rappresentano uno dei canali più efficaci per raccontare il Friuli Venezia Giulia e rafforzarne l’appeal verso chi arriva da fuori.
Allo stesso tempo è stato richiamato il ruolo dei pubblici esercizi nelle città e nei paesi, considerati punti di socialità oltre che presenze importanti nella vita quotidiana delle comunità. In questo quadro si inserisce anche il nuovo Codice regionale del Commercio e del Turismo, pensato per riordinare e rendere più semplice la normativa di settore.
Sul fronte delle risorse, il capitolo principale resta quello dei 242 milioni destinati al triennio 2026-2028. Tra gli strumenti già annunciati figura anche la prossima apertura del bando Fondo Turismo, con una dotazione iniziale di 3 milioni di euro, accessibile anche alle imprese della ristorazione.
La linea ribadita a Majano è quella di un sostegno continuativo a un comparto ritenuto strategico non solo per l’economia regionale, ma anche per l’immagine e la capacità attrattiva del territorio udinese e dell’intero Friuli Venezia Giulia.