Monte Croce Carnico, il valico torna pienamente operativo: riaperta la strada tra Carnia e Austria
Dopo lo stop seguito alla frana del 2023, il collegamento è di nuovo attivo. Restano allo studio interventi strutturali più ampi per il futuro.
Per la Carnia si chiude una fase lunga e delicata: il Passo di Monte Croce Carnico è stato riaperto in modo definitivo, restituendo continuità a un collegamento strategico per Paluzza, per l'Alto Friuli e per i rapporti con l'Austria.
La conferma è arrivata durante una visita istituzionale a Paluzza dell'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, organizzata nel giorno del completo ripristino della viabilità sul valico, rimasto segnato dalla frana del primo dicembre 2023.
La riattivazione del passo non riguarda soltanto il traffico locale. Per l'area montana udinese si tratta infatti di un asse importante sia per gli spostamenti sia per le attività economiche che guardano oltre confine, dopo mesi in cui il cedimento aveva interrotto la circolazione.
Quanto è stato investito sul collegamento
L'intervento complessivo ha raggiunto i 20 milioni di euro su una infrastruttura nazionale gestita da Anas. Di questa cifra, 10 milioni sono stati messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
Nel corso del sopralluogo, Amirante ha espresso il proprio ringraziamento ad Anas per il lavoro svolto sul tratto colpito dallo smottamento, sottolineando il valore di un'opera che ha consentito di riportare alla normalità un punto nevralgico della viabilità montana friulana.
Non solo ricostruzione della carreggiata
Le opere realizzate non si sono limitate al ripristino della strada danneggiata. Il pacchetto degli interventi ha incluso anche operazioni sulle porzioni di versante considerate più esposte, con esplosioni controllate nelle aree ancora instabili.
A queste si sono aggiunti l'estensione delle gallerie paramassi, nuovi sistemi di controllo e una rete paramassi di ultima generazione, indicata dall'assessore come una soluzione tra le prime adottate in Italia. L'obiettivo è alzare il livello di protezione rispetto al quadro precedente alla frana.
Le ipotesi sul tavolo per mettere in sicurezza il valico
La riapertura, nelle intenzioni della Regione, non rappresenta il punto finale. Amirante ha spiegato che il tema resta aperto perché in futuro non si può escludere il ripetersi di fenomeni franosi lungo quel versante.
Per questo motivo si sta ragionando, insieme alla Carinzia, su una risposta più stabile e condivisa. Le soluzioni in esame sono due: una galleria di circa quattro chilometri e mezzo oppure un nuovo tracciato stradale sull'altro lato della montagna.
La preferenza della Regione e il nodo delle risorse
L'orientamento regionale, condiviso anche con le categorie economiche del territorio, va verso la galleria, ritenuta la scelta più affidabile sotto il profilo della sicurezza e più gestibile anche sul piano della manutenzione negli anni.
L'assessore ha ricordato che un'infrastruttura di questo tipo ha già un precedente in Valcellina e ha precisato che non si parlerebbe di un'opera fuori scala. Resta però il tema decisivo dei finanziamenti necessari per trasformare il progetto in realtà.
Per l'Udinese e per la montagna friulana, la riapertura definitiva del Passo di Monte Croce Carnico segna intanto un ritorno atteso. Ma il confronto sul futuro del collegamento con l'Austria è già iniziato e passerà dalla scelta dell'intervento capace di garantire continuità e sicurezza nel lungo periodo.