Osoppo, Ater assegna 10 alloggi ad alta efficienza: progetto antisismico e omaggio al Friuli del 1976
A Osoppo Ater Udine consegna dieci alloggi in classe A4 e inaugura “Scossa”, la panchina-scultura dedicata ai cinquant’anni dal terremoto.
OSOPPO – Dieci nuovi appartamenti di edilizia residenziale pubblica, un edificio che unisce cemento armato e legno e una scultura che trasforma il tracciato di un sismografo in uno spazio di incontro. Ater Udine ha inaugurato il 14 ottobre 2026 il nuovo fabbricato di via dei Cavapietre 2, realizzato dopo la demolizione di due edifici preesistenti.
L’intervento, sviluppato in larga parte attraverso le competenze tecniche interne all’Azienda, mette al centro sicurezza sismica, efficienza energetica e qualità abitativa. Il risultato è un immobile completamente elettrico, in classe energetica A4, progettato per contenere consumi e costi di gestione.
La cerimonia ha segnato il completamento del percorso annunciato con la consegna dei dieci nuovi alloggi Ater in via dei Cavapietre.
La consegna alla presenza delle istituzioni
All’inaugurazione hanno partecipato Vanessa Colosetti, presidente di Ater Udine, Stefano Mazzolini, vicepresidente del Consiglio regionale, Luigino Bottoni, presidente della Comunità collinare del Friuli, e i consiglieri regionali Manuela Celotti e Massimiliano Pozzo.
Accanto alla presentazione delle nuove abitazioni è stata inaugurata “Scossa – Dalla scossa alla ricostruzione”, un’installazione dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976. L’opera collega il ricordo del sisma alle scelte con cui vengono progettate le abitazioni di oggi.
Appartamenti da circa 75 metri quadrati, cantine e posti auto
Il fabbricato si sviluppa su tre livelli, con una pianta rettangolare di circa 13,70 per 28,30 metri.
I dieci appartamenti hanno una superficie utile media di 75 metri quadrati. Ciascuno comprende una zona giorno con cucina e soggiorno, due camere da letto, un bagno e un ripostiglio.
Ogni abitazione dispone inoltre di cantina e posto auto dedicato. Il collegamento tra i piani è assicurato da un corpo scala dotato di ascensore, una soluzione pensata per favorire accessibilità e funzionalità.
Cemento armato e legno XLAM per la sicurezza strutturale
L’elemento distintivo del progetto è il sistema costruttivo misto. Il piano terra è stato realizzato in cemento armato, mentre per i due livelli superiori sono stati impiegati pannelli strutturali in legno XLAM, formati da strati di tavole disposti ortogonalmente.
Questa tecnologia offre resistenza strutturale e un rapporto favorevole tra capacità portante e peso. Le caratteristiche del sistema hanno consentito di sviluppare soluzioni attente alla risposta dell’edificio alle sollecitazioni sismiche.
La scelta, sottolinea Ater, rappresenta un’applicazione ancora poco consueta nell’edilizia pubblica e valorizza direttamente le competenze progettuali e tecniche dell’Azienda.
Un edificio completamente elettrico in classe A4
Per il funzionamento degli impianti sono state adottate pompe di calore, integrate con sistemi solari e fotovoltaici destinati alla produzione di energia rinnovabile.
L’insieme delle soluzioni ha permesso di raggiungere la classe energetica A4, la più elevata, con l’obiettivo di limitare i consumi e alleggerire i costi di gestione.
La sostenibilità si affianca così alla sicurezza e alla qualità degli spazi, diventando parte delle caratteristiche concrete delle nuove abitazioni.
“Scossa”, il sismografo diventa una panchina
Collocata accanto al fabbricato, “Scossa – Dalla scossa alla ricostruzione” è una panchina-scultura progettata dai tecnici di Ater Udine. La presentazione dell’opera indica la collaborazione con Cella Costruzioni e Zanutta e il coinvolgimento dell’Ufficio tecnico del Comune di Osoppo.
Il disegno nasce dal tracciato di un sismografo durante il terremoto del 1976. La linea spezzata prende forma nello spazio, diventando una struttura irregolare utilizzabile come seduta pubblica.
I cinque elementi che compongono l’installazione rappresentano i cinque decenni trascorsi dal sisma. L’opera vuole tenere insieme memoria della distruzione, ricostruzione ed esigenze abitative contemporanee, offrendo anche un luogo di incontro ai residenti e alla comunità.
Il rapporto tra terremoto e ripartenza è al centro anche della mostra a Udine dedicata alla ricostruzione e alla ripresa delle fabbriche dopo il sisma del 1976.
Colosetti: dalla memoria una nuova idea di abitare
Per la presidente Vanessa Colosetti, inaugurare nuove case pubbliche a Osoppo, a cinquant’anni dal terremoto, significa anche riflettere sul rapporto tra storia del territorio e progettazione.
«Inaugurare un nuovo edificio di edilizia residenziale pubblica non significa per Ater Udine soltanto consegnare nuove case, ma anche testimoniare come dalla memoria possa nascere una nuova idea di abitare», ha dichiarato.
Colosetti ha evidenziato la volontà di riunire sicurezza, innovazione, sostenibilità e qualità dell’abitare, attraverso l’integrazione tra XLAM e cemento armato e il lavoro dei professionisti dell’Azienda.
Nel suo intervento ha ringraziato Cella Impianti e Zanutta, indicate come le aziende che hanno collaborato alla realizzazione dell’edificio e contribuito a “Scossa”. L’installazione, ha spiegato, utilizza un linguaggio contemporaneo per ricordare la forza del terremoto e ribadire quanto sicurezza e prevenzione debbano guidare il modo di progettare e costruire.
La presidente considera l’intervento un esempio di edilizia pubblica capace di sperimentare nuove soluzioni, trasformando la memoria in consapevolezza e in nuove forme dell’abitare.
La rotatoria da 1,3 milioni e gli interventi sulla viabilità
Il comunicato riferisce anche della visita a una rotatoria realizzata con un investimento pubblico di 1,3 milioni di euro, finalizzata a risolvere le criticità di un’intersezione particolarmente trafficata, soprattutto negli orari di ingresso e uscita dal lavoro.
L’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, portando il saluto della Regione e dell’assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, ha sottolineato il miglioramento della fluidità della circolazione, anche per i mezzi pesanti diretti alla zona industriale o provenienti da essa.
L’opera comprende l’ampliamento dei percorsi pedonali, un nuovo attraversamento sul lato est, in direzione Gemona del Friuli, e il completamento delle protezioni per pedoni e ciclisti.
Sono stati inoltre riorganizzati gli spazi di manovra e i parcheggi in via Ottavio Valerio, mantenendo condizioni di transito sicure anche per i trasporti eccezionali. Durante la visita è stato scoperto il nuovo cartello toponomastico per l’intitolazione a Valentino Trombetta della via adiacente.