Passaggi a livello, il caso Udine approda in Regione: richiesta una seduta dedicata
La consigliera regionale Rosaria Capozzi chiede un confronto pubblico su nodo ferroviario cittadino e linea Venezia-Trieste, con Regione, Rfi e Comune.
A Udine il tema dei passaggi a livello torna a pesare nel dibattito politico regionale, con una richiesta formale di confronto che punta a fare chiarezza su opere attese da anni e sul futuro della ferrovia in città. L'iniziativa porta la firma della consigliera del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che ha chiesto la convocazione della IV Commissione del Consiglio regionale.
Il focus riguarda due interventi considerati decisivi per il capoluogo friulano: il nodo ferroviario di Udine e il rafforzamento della linea Venezia-Trieste. L'obiettivo, nelle intenzioni della consigliera, è ottenere un quadro aggiornato su stato dei progetti, tempi previsti e conseguenze concrete per la mobilità urbana.
Un confronto chiesto sui nodi che incidono sulla città
Al centro della richiesta c'è soprattutto la situazione della tratta ferroviaria che attraversa Udine e continua a condizionare spostamenti, viabilità e organizzazione quotidiana in diversi quartieri. Il tema, per chi vive o lavora in città, non è solo tecnico: riguarda i tempi di percorrenza, la sicurezza e l'impatto sulla vita di ogni giorno.
Capozzi sostiene che serva un momento pubblico di verifica istituzionale, anche per capire quale sarà il destino della linea urbana storica e quali benefici reali potranno arrivare dagli interventi annunciati. La questione dei passaggi a livello, nella lettura della consigliera, non può più restare sullo sfondo.
Chi dovrebbe partecipare all'audizione
Nell'istanza depositata in Assemblea legislativa, la consigliera indica i soggetti da ascoltare in Commissione. L'elenco comprende l'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, il commissario straordinario per il nodo ferroviario di Udine Aldo Isi, l'amministratore delegato di Rfi, il sindaco di Udine e il commissario straordinario per il potenziamento della linea Venezia-Trieste Vincenzo Macello.
L'idea è riunire nello stesso passaggio istituzionale tutti gli attori che hanno competenze dirette sui due dossier, così da ottenere risposte coordinate e non frammentate. Per Udine, infatti, il punto non riguarda soltanto l'opera in sé, ma il calendario delle decisioni e la loro ricaduta pratica sul territorio.
Le sollecitazioni arrivate dal territorio udinese
La richiesta, spiega Capozzi, nasce anche dalle istanze raccolte in questi giorni in città. La consigliera ha richiamato la partecipazione a un'iniziativa promossa dal circolo Mansi, impegnato sul fronte della dismissione dei passaggi a livello.
È da qui che torna con forza una domanda già presente da tempo nel dibattito udinese: quando arriveranno soluzioni capaci di alleggerire una frattura urbana che continua a incidere su residenti, studenti, lavoratori e attività economiche. Il problema, secondo la consigliera, ha ormai un peso strutturale nella vita del capoluogo.
Due opere commissariate e la richiesta di tempi certi
I procedimenti sotto osservazione sono entrambi affidati a una gestione commissariale del Governo: da un lato il nodo ferroviario di Udine, dall'altro il potenziamento della Venezia-Trieste. Proprio per questo Capozzi chiede che la Commissione diventi il luogo in cui rendere trasparente lo stato di avanzamento e chiarire le prossime tappe.
Nella sua posizione politica, la consigliera insiste su un punto preciso: i cittadini devono conoscere con esattezza quali tempi siano realistici, quali decisioni siano già state assunte e come cambierà l'assetto ferroviario cittadino. Alla base della richiesta ci sono quindi trasparenza, informazione pubblica e una pressione politica per accelerare soluzioni attese da Udine.
Capozzi collega infine il tema anche a una valutazione più ampia sulle priorità infrastrutturali nazionali, sostenendo che i problemi concreti vissuti ogni giorno in città meritino attenzione immediata. La seduta richiesta in Regione punta proprio a questo: portare al centro del confronto istituzionale una questione che a Udine continua a incidere in modo diretto sulla mobilità e sulla qualità della vita.