San Vito, nel Famedio entra Diego Di Natale: Udine riconosce una figura chiave dell’artigianato friulano

Al Cimitero monumentale l’omaggio cittadino a chi guidò per decenni l’Unione Artigiani del Friuli e accompagnò la crescita del settore.

19 ottobre 2026 14:18
San Vito, nel Famedio entra Diego Di Natale: Udine riconosce una figura chiave dell’artigianato friulano -
Condividi

Nel luogo in cui Udine affida il ricordo delle personalità che hanno lasciato un segno nella vita pubblica, economica e civile del territorio, da oggi compare anche il nome di Diego Di Natale. Il riconoscimento è stato formalizzato al Cimitero monumentale di San Vito con l’iscrizione nel Famedio dei benemeriti.

La cerimonia ha riportato al centro una figura legata in modo profondo alla storia dell’artigianato friulano e alla crescita della città nel secondo dopoguerra. Di Natale viene ricordato come uno dei protagonisti della costruzione di una rete di rappresentanza, tutela e sviluppo per migliaia di lavoratori del settore.

All’iniziativa sono intervenuti il sindaco Alberto Felice De Toni, il figlio Renzo Di Natale, il presidente di Confartigianato FVG Graziano Tilatti e il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo. Presenti anche il vicesindaco Alessandro Venanzi, il prefetto Domenico Lione e il questore Pasquale Antonio De Lorenzo.

Un nome che entra nella memoria pubblica della città

Con questo inserimento, il nome di Di Natale si aggiunge a quello di altre figure ricordate nel Famedio cittadino, spazio riservato a persone che hanno inciso sulla storia udinese e friulana sotto diversi profili. L’omaggio assume quindi un valore che va oltre la commemorazione familiare e si inserisce nella memoria collettiva della comunità.

Per Udine, il riconoscimento richiama una stagione in cui il lavoro artigiano ebbe un ruolo decisivo nella tenuta sociale ed economica del territorio. È in quel contesto che l’opera di Di Natale viene riletta oggi, come esperienza capace di unire rappresentanza, visione e attenzione concreta ai bisogni delle categorie produttive.

Dalle botteghe alla guida dell’Unione Artigiani del Friuli

Nato a Sedegliano nel 1909 e cresciuto a Udine, Diego Di Natale mosse i primi passi professionali come apprendista barbiere. Accanto al lavoro coltivò anche la musica, arrivando al diploma in contrabbasso, in un percorso personale che racconta una formazione ampia e radicata nella vita cittadina.

Dopo la guerra, e dopo aver collaborato con la Resistenza, fu tra coloro che nel 1945 promossero la nascita dell’Unione Artigiani del Friuli. L’anno successivo ne divenne il primo presidente, incarico che mantenne fino al 1980, accompagnando per oltre trent’anni l’evoluzione di un comparto decisivo per il Friuli.

Nel suo lungo impegno contribuì alla creazione della Cassa Mutua Malattia e dei consorzi di credito. Per vent’anni fu inoltre alla guida dell’Ente regionale per lo Sviluppo dell’Artigianato e sostenne le iniziative espositive dalle quali sarebbe poi nato il percorso di Casa Moderna.

Un altro tratto ricordato nel corso dell’omaggio riguarda l’attenzione verso i giovani e la formazione professionale. A questo si aggiunge il ruolo svolto nel mobilitare il mondo artigiano durante la ricostruzione seguita al terremoto del 1976, passaggio che segna in modo profondo la storia del Friuli.

Grande Ufficiale della Repubblica, Di Natale morì il 26 maggio 1995, proprio nel giorno in cui si celebrava il cinquantesimo anniversario dell’associazione.

Udine iscrive Diego Di Natale nel Famedio dei benemeriti

Il ricordo del sindaco De Toni

Udine iscrive Diego Di Natale nel Famedio dei benemeriti

Udine iscrive Diego Di Natale nel Famedio dei benemeriti

Nel suo intervento, il sindaco Alberto Felice De Toni ha richiamato il peso che gli artigiani continuano ad avere nella vita di Udine e del Friuli, sottolineandone il contributo in termini di competenze, occupazione e legame con le comunità locali.

De Toni ha ricordato come Di Natale avesse intuito la necessità di far crescere quel patrimonio attraverso collaborazione, tutele e formazione delle nuove generazioni. Secondo il sindaco, l’iscrizione nel Famedio colma oggi un vuoto nella memoria cittadina e restituisce visibilità a una figura che contribuì in modo concreto a costruire il futuro del Friuli.

Segui Prima Udine