Trasporti merci, le imprese friulane prendono tempo: fermo rinviato in attesa dei decreti
A Buttrio le sigle del settore scelgono di sospendere la protesta prevista a fine maggio: resta però la richiesta di misure rapide e realmente operative
Per le aziende dell’autotrasporto del territorio non è ancora il momento di archiviare la mobilitazione. L’alt annunciato nei giorni scorsi è stato soltanto congelato: il fermo programmato tra il 25 e il 29 maggio viene sospeso, ma resta sul tavolo finché gli impegni assunti dal Governo non saranno tradotti in atti concreti.
La decisione è stata condivisa a Buttrio nel corso dell’assemblea regionale promossa dalle principali rappresentanze del comparto in Friuli Venezia Giulia, Confartigianato Fvg, Fai e Cna. Il punto centrale emerso dal confronto è chiaro: l’intesa raggiunta a livello nazionale viene considerata un segnale positivo, ma le imprese vogliono verificare contenuti e tempi di applicazione prima di considerare chiusa la vertenza.
Buttrio al centro del confronto del comparto
L’incontro si è svolto all’indomani del tavolo tra Unatras e l’esecutivo, convocato per affrontare le difficoltà che stanno colpendo il trasporto merci. A pesare, secondo le associazioni, sono soprattutto gli effetti dell’aumento dei costi del carburante, che da mesi stanno comprimendo la liquidità aziendale.
Davanti agli imprenditori friulani sono stati illustrati i punti dell’accordo raggiunto con il Governo. A farlo sono stati Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato Fvg, Stefano Adami, alla guida di Confartigianato Trasporti Fvg, e Giulio Zilio, segretario di Fai Fvg. Il messaggio uscito dall’assemblea è quello di una cauta apertura: bene i passi avanti, ma ora servono norme utilizzabili dalle imprese.
Cosa prevede l'intesa con il Governo
Tra le misure annunciate figura un fondo straordinario da 200 milioni di euro destinato al credito d’imposta, che si somma ai 100 milioni già previsti in precedenza. Sul tavolo c’è poi lo sblocco della liquidità legata al rimborso trimestrale delle accise, con l’obiettivo di garantire la compensazione entro 30 giorni dalla domanda presentata.
Nel pacchetto rientra anche la possibilità di rateizzare i versamenti fiscali delle aziende. Accanto agli interventi economici, l’esecutivo ha indicato l’avvio immediato di un tavolo tecnico per affrontare altri nodi normativi del settore e la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica, organismo ritenuto strategico per discutere le politiche future del comparto.
Le richieste delle associazioni friulane
Il giudizio espresso dai rappresentanti di categoria resta prudente. Stefano Adami ha spiegato che la valutazione definitiva dipenderà dai decreti attuativi e dalla reale possibilità per le imprese di applicare i provvedimenti annunciati. Il tema dei tempi, ha osservato, è decisivo perché la carenza di liquidità pesa sempre di più sui bilanci aziendali.
Graziano Tilatti ha richiamato invece il valore della compattezza mostrata dal settore in questa fase, sottolineando però che l’emergenza non può diventare il solo orizzonte di intervento. Per le associazioni serve una politica più stabile, capace di garantire una remunerazione adeguata e prospettive di sviluppo a un comparto essenziale anche per l’economia friulana.
Giulio Zilio ha posto l’attenzione anche sul piano istituzionale, definendo rilevante il livello del confronto aperto a Palazzo Chigi. Tra i passaggi da seguire nelle prossime settimane, ha indicato in particolare il ripristino della Consulta generale dell’autotrasporto, considerata uno strumento importante per affrontare la fase successiva all’urgenza immediata.
Un settore che in regione si è ridotto negli anni
Nel dibattito di Buttrio è emerso anche il quadro del Friuli Venezia Giulia, dove il numero delle imprese del trasporto merci si è progressivamente ridotto. A fine 2025 quelle censite erano 1.025, mentre dieci anni prima superavano le 1.400 unità. Un dato che racconta un comparto sottoposto a crisi ripetute e a una crescente concentrazione.
Secondo quanto spiegato a margine dell’assemblea, questa contrazione è legata sia alle difficoltà accumulate nell’ultimo decennio sia alla necessità, per le aziende rimaste sul mercato, di rispondere a richieste sempre più stringenti in termini di flessibilità e competitività. Per il momento, dunque, la protesta slitta ma non sparisce: il settore attende ora i testi ufficiali per capire se alle promesse seguiranno misure davvero spendibili anche dalle imprese friulane.