Udine, il 18 maggio luci magenta per far conoscere le malattie eosinofile

Dalla città al Santa Maria della Misericordia, una giornata per richiamare attenzione su diagnosi precoce, rete clinica e supporto ai pazienti.

15 maggio 2026 12:23
Udine, il 18 maggio luci magenta per far conoscere le malattie eosinofile -
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Un colore per rendere visibile ciò che spesso resta poco riconosciuto. Domenica 18 maggio Udine aderirà alla Giornata Internazionale delle Patologie Eosinofile con un’iniziativa pubblica che punta a portare il tema fuori dagli ambulatori e dentro la vita cittadina.

Per l’occasione saranno illuminati di magenta due punti significativi del capoluogo friulano: via Mercato Vecchio e il Padiglione 15 del Presidio Ospedaliero Santa Maria della Misericordia. La scelta ha un valore simbolico preciso: richiamare l’attenzione su malattie rare e complesse che possono incidere in modo importante sulla quotidianità di adulti e bambini.

La rete udinese che sostiene l’iniziativa

L’appuntamento nasce dal lavoro condiviso tra ESEO, l’associazione delle famiglie impegnata sul fronte dell’esofagite eosinofila e delle patologie gastrointestinali eosinofile, e diverse strutture di ASUFC, con il coinvolgimento anche del Comune di Udine.

Attorno a questo percorso si muovono più specialità: Gastroenterologia, Pediatria, Allergologia, Pneumologia, Otorinolaringoiatria, Dermatologia ed Ematologia, insieme al Centro di Coordinamento delle Malattie Rare del Friuli Venezia Giulia. Un assetto che riflette la natura di queste patologie, che non si lasciano leggere da un solo punto di vista clinico.

Perché la diagnosi non è sempre immediata

Le patologie eosinofile gastrointestinali sono malattie infiammatorie croniche legate a un accumulo anomalo di eosinofili, una tipologia di globuli bianchi, nel tratto digestivo. Possono comparire in età pediatrica oppure nell’età adulta e presentarsi con segnali diversi tra loro.

Tra i disturbi che possono accompagnarle ci sono diarrea, dolore o fastidio gastrointestinale e difficoltà nella deglutizione o nel passaggio del cibo attraverso l’esofago. Proprio questa variabilità può rendere meno rapido il riconoscimento del problema e allungare i tempi prima di arrivare a un inquadramento corretto.

Da qui l’utilità di giornate come quella del 18 maggio: informare i cittadini, aiutare i pazienti a non sentirsi soli e ricordare quanto contino formazione e attenzione clinica nel cogliere sintomi che, se osservati in modo frammentato, rischiano di non essere letti nel loro insieme.

Il riferimento clinico presente a Udine

Nel capoluogo è già operativo un ambulatorio gastroenterologico dedicato all’interno della SOC di Gastroenterologia guidata dalla dottoressa Debora Berretti, che coordina la Rete regionale delle Malattie Rare dell’Apparato Digerente.

L’attività viene portata avanti con la collaborazione della dottoressa Sonia Solito e in raccordo con il Centro Regionale Malattie Rare diretto dal professor Maurizio Scarpa. In questo percorso ha un peso rilevante anche la Pediatria, soprattutto nel delicato passaggio dei pazienti dall’assistenza infantile a quella dell’età adulta.

Un messaggio che riguarda tutta la comunità

La stessa dottoressa Berretti richiama la necessità di un lavoro integrato tra specialisti, territorio e associazioni dei pazienti. Il punto, in sostanza, è costruire percorsi di cura che non siano spezzati, ma continui e coordinati, capaci di accompagnare la persona nelle diverse fasi della malattia.

Per Udine l’iniziativa del 18 maggio rappresenta quindi non solo un gesto simbolico, ma anche l’occasione per ribadire l’esistenza di una rete locale impegnata su diagnosi tempestiva, presa in carico specialistica e continuità assistenziale. Il magenta, per una sera, diventa così un segnale rivolto a pazienti, famiglie e città intera.

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