Udine apre a 15 infermieri formati in Argentina: percorso universitario dal 2026

Intesa tra Università di Udine, Regione e ateneo di Rosario: contributi per studio e alloggio, ma con obblighi di crediti e lavoro nella sanità friulana.

A cura di Web Team Web Team
02 settembre 2026 18:21
Udine apre a 15 infermieri formati in Argentina: percorso universitario dal 2026 -
Condividi

Per la sanità friulana l’obiettivo è chiaro: allargare il bacino da cui arrivano nuovi professionisti. In questa direzione si inserisce l’accordo che porterà a Udine, dall’anno accademico 2026-2027, quindici infermieri laureati in Argentina per completare il percorso necessario al riconoscimento del titolo anche in Italia.

Il progetto coinvolge l’Università di Udine, la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Istituto universitario italiano di Rosario, realtà accademica specializzata nelle professioni della salute. L’iniziativa viene indicata dall’ateneo friulano come una formula inedita nel panorama nazionale.

Alla base c’è un meccanismo pensato per trasformare una collaborazione internazionale in una possibile risposta concreta al fabbisogno di personale. Il programma riguarda professionisti argentini e, secondo quanto comunicato dall’università, si collega anche a un lavoro avviato con il Ghana.

Come sarà organizzato il percorso a Udine

I partecipanti non ripartiranno da zero. Essendo già laureati, entreranno direttamente al secondo oppure al terzo anno del corso di laurea in Infermieristica del Dipartimento di Medicina, a seconda delle integrazioni richieste per arrivare all’equipollenza.

Per il periodo di studio a Udine è previsto un sostegno economico regionale destinato a coprire aspetti pratici della permanenza, comprese le tutele assicurative e l’accesso a lezioni di lingua italiana. Un passaggio ritenuto centrale per favorire l’inserimento universitario e professionale.

Il beneficio, però, sarà legato a condizioni precise. Gli studenti dovranno seguire senza interruzioni gli anni assegnati e raggiungere almeno il 60% dei crediti previsti in ciascun anno accademico. In caso contrario, il contributo verrà revocato.

Il vincolo dopo la laurea

L’accordo non si ferma alla fase universitaria. Una volta ottenuto il titolo italiano, i beneficiari dovranno prendere parte, entro i tre anni successivi, alle selezioni del Servizio sanitario regionale.

Se assunti, saranno tenuti a lavorare nelle strutture del sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia per almeno cinque anni. Anche questo è uno dei cardini dell’intesa: il sostegno pubblico è collegato a un ritorno concreto sul territorio.

La visita a Udine della delegazione argentina

Nei giorni scorsi la vice rettrice Karina Elmir è stata a Udine per una serie di incontri istituzionali e accademici. A Palazzo Antonini-Maseri ha visto il prorettore Giorgio Alberti, il delegato all’internazionalizzazione Enrico Salvati e i referenti del progetto Alvisa Palese e Silvio Brusaferro. Presente anche il vicepresidente della Fondazione Friuli, Guido Nassimbeni.

Udine, accordo con Rosario: 15 infermieri argentini all’Università dal 2026-2027

La visita è proseguita al Dipartimento di Medicina con il direttore Gianluca Tell, la vicecoordinatrice del corso di laurea in Medicina e chirurgia Miriam Isola, i professori Palese e Brusaferro e la responsabile dei servizi dipartimentali Sonia De Marchi.

Tra le tappe anche il Centro di alta simulazione e formazione, l’“ospedale simulato” dell’ateneo udinese, presentato con il direttore Vittorio Bresadola e con Paolo Lanzetta, delegato dipartimentale per i rapporti con il Servizio sanitario regionale e con l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale.

Il confronto con Regione e Ambasciata

Del progetto si è discusso anche in un incontro ospitato sempre a Palazzo Antonini Maseri. Hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e l’addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, Salvatore Barba, collegato da remoto, oltre ai rappresentanti dell’ateneo udinese.

Secondo il professor Silvio Brusaferro, l’intesa punta a costruire un rapporto stabile tra Friuli e Argentina attraverso una collaborazione istituzionale strutturata. Nella fase iniziale, ha ricordato, un ruolo di collegamento è stato svolto anche dall’Ente Friuli nel Mondo.

Il profilo dell’ateneo di Rosario

Il partner argentino è lo Iunir, l’Istituto universitario italiano di Rosario, nato nel 2001 e concentrato soprattutto sulle scienze della salute. Una parte significativa degli iscritti ha origini italiane e tra i corsi attivi c’è anche Infermieristica, con circa mille studenti.

Nel tempo l’istituto ha ampliato la propria offerta con percorsi universitari, attività post laurea, formazione a distanza, corsi linguistici e dottorati. Per Udine l’accordo rappresenta quindi non solo uno scambio accademico, ma un investimento mirato su una filiera formativa che potrebbe avere ricadute dirette sulla sanità locale.

Segui Prima Udine