Udine, rapina al supermercato vicino all’ospedale: fermato il presunto autore, altri quattro nei guai

L’indagine dei Carabinieri ha portato a un fermo e a quattro denunce dopo il colpo in un market dell’area del Santa Maria della Misericordia.

05 giugno 2026 10:31
Udine, rapina al supermercato vicino all’ospedale: fermato il presunto autore, altri quattro nei guai -
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Si è chiusa con un fermo e quattro denunce l’indagine avviata dopo la rapina messa a segno in un supermercato della zona dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Al centro dell’inchiesta ci sono cinque giovani residenti tra il capoluogo friulano e la provincia.

Il provvedimento più pesante ha riguardato un giovane straniero che vive nell’hinterland udinese, ritenuto dagli investigatori il presunto esecutore materiale del colpo. Per gli altri quattro ragazzi è invece scattata la denuncia a piede libero. L’ipotesi di reato contestata, a vario titolo, è rapina in concorso.

La svolta arrivata dalle ricerche nelle vie vicine

L’attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Udine, con il supporto dei militari della Stazione di Remanzacco. I primi riscontri sono stati raccolti subito dopo l’episodio, concentrando l’attenzione nell’area attorno al punto vendita.

Proprio poco lontano dal supermercato è stato individuato un elemento ritenuto decisivo: una valigetta lasciata a terra. Dentro c’erano una pistola scacciacani senza tappo rosso, un passamontagna, una felpa e un paio di guanti. Tutto il materiale è stato sequestrato perché considerato utile alla ricostruzione dei fatti.

Quel ritrovamento ha indirizzato gli accertamenti, permettendo di collegare gli oggetti alla fuga successiva alla rapina e di delineare con maggiore precisione i movimenti compiuti dai coinvolti.

Che cosa è successo nel market

Secondo quanto emerso, il colpo risale alla serata di alcuni giorni fa. Un uomo con il volto in parte coperto avrebbe fatto ingresso nel supermercato dell’area ospedaliera e si sarebbe avvicinato alla cassa puntando l’arma contro una dipendente.

La lavoratrice è stata costretta a consegnare il denaro presente in cassa. Il bottino, stando alla ricostruzione, supera i 600 euro in contanti. Subito dopo, il responsabile si è allontanato.

Nella vicenda pesa il fatto che l’arma usata fosse una scacciacani priva del tappo rosso, circostanza che avrebbe reso la minaccia del tutto credibile per la cassiera.

Il ruolo delle telecamere nella ricostruzione

Un passaggio importante dell’indagine ha riguardato l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, sia pubblici sia privati. Le immagini hanno aiutato i militari a seguire gli spostamenti compiuti prima e dopo il colpo.

Dall’incrocio tra filmati, oggetti recuperati e altri elementi investigativi, i Carabinieri sono arrivati all’identificazione del giovane ritenuto il presunto autore materiale e degli altri quattro ragazzi che, secondo l’accusa, avrebbero avuto un coinvolgimento nell’episodio.

Le misure adottate e i prossimi passaggi

Per il giovane fermato è stato disposto il fermo di indiziato di reato. Dopo le procedure di rito, è stato trasferito in una casa circondariale fuori regione, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Gli altri quattro giovani dovranno rispondere della stessa contestazione in relazione al ruolo che gli inquirenti attribuiscono a ciascuno. La loro posizione, come quella del ragazzo fermato, sarà ora valutata nelle sedi competenti.

Restano inoltre al vaglio degli investigatori gli accertamenti sul materiale sequestrato, che continua a rappresentare uno dei punti centrali dell’inchiesta aperta sulla rapina avvenuta a Udine.

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