Controlli al confine orientale, fermata un’auto diretta in Friuli: arrestato il conducente

L’intervento nella zona di Stupizza durante le verifiche rafforzate verso la Slovenia: cinque pakistani a bordo, veicolo sequestrato.

04 giugno 2026 10:28
Controlli al confine orientale, fermata un’auto diretta in Friuli: arrestato il conducente -
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Nel presidio rafforzato lungo il confine orientale, un controllo eseguito in area Stupizza ha portato al fermo di un’auto che stava facendo ingresso in Italia con cinque cittadini pakistani a bordo. L’esito degli accertamenti ha portato all’arresto del conducente e al sequestro del mezzo.

L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Udine nell’ambito dei servizi attivati sulla fascia confinaria con la Slovenia, in un tratto particolarmente monitorato anche per i movimenti collegati alla rotta balcanica.

Le verifiche sul gruppo fermato

Al momento del controllo, tre delle persone presenti nell’auto non erano in grado di esibire documenti validi per l’identificazione. Da qui sono partiti approfondimenti più articolati, svolti con il supporto del Commissariato di Polizia di Stato di Cividale del Friuli.

Le verifiche successive hanno consentito di chiarire le posizioni individuali: due persone sono risultate non regolari sul territorio nazionale, mentre il terzo passeggero inizialmente senza documenti è stato identificato in un secondo momento.

Cellulari analizzati e quadro ricostruito

Tra gli elementi presi in esame ci sono stati anche i telefoni cellulari trovati nella disponibilità dei fermati. L’attività investigativa è servita a ricostruire gli spostamenti compiuti e a verificare eventuali transazioni di denaro legate al viaggio.

Una volta raccolti gli elementi ritenuti utili, i militari hanno trasmesso gli atti all’Autorità giudiziaria. Da lì è scattato il provvedimento nei confronti dell’autista, accompagnato poi nella casa circondariale di via Spalato, a Udine.

Le misure disposte dopo il fermo

Il veicolo utilizzato per il trasporto è stato posto sotto sequestro. Per gli altri due soggetti risultati presenti regolarmente in Italia è invece scattata la denuncia a piede libero.

Le persone trovate in posizione irregolare hanno successivamente presentato richiesta di asilo politico. Per questo sono state indirizzate all’Ufficio Immigrazione della Questura di Udine, dove dovranno completare l’iter previsto dalle norme sulla protezione internazionale.

La decisione del giudice e il contesto dei controlli

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto eseguito in flagranza. Nei confronti dell’indagato è stata applicata la misura del divieto di dimora nei comuni del Friuli Venezia Giulia, ritenuta adeguata rispetto al rischio di ripetizione del reato contestato.

L’episodio si inserisce nel dispositivo di vigilanza rafforzata attivo lungo il confine con la Slovenia, collegato alla temporanea reintroduzione dei controlli alle frontiere interne. In quest’area del Friuli, e in particolare sulle direttrici verso Udine, i controlli su persone e mezzi restano uno dei punti centrali dell’attività di prevenzione e sicurezza. Resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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